Pasticcio Universiadi, è rischio flop: stop a Pasquino, prefetto senza poteri

di Fulvio Scarlata

Abrogato il comitato direttivo e il presidente, tutti i poteri affidati al Direttore generale: l'Aru, l'agenzia regionale per le Universiadi, cambia volto e diventa uno strumento a disposizione del commissario nominato dal Governo. C'è un problema: come denunciato da Vincenzo De Luca venerdì scorso il prefetto Luisa Latella non è ancora operativo perché manca la registrazione da parte della Corte dei Conti. Così, invece di rapidizzare il percorso per arrivare a Napoli 2019 si è finiti nello stallo totale.

La delibera della Giunta regionale è arrivata a febbraio. Cambiando in modo radicale il volto dell'Aru. L'agenzia che dovrebbe essere il braccio operativo per la realizzazione delle Universiadi viene, di fatto, decapitata: abrogato il comitato direttivo composto da Raimondo Pasquino, che nella struttura svolgeva le funzioni di presidente (a titolo gratuito, come gli altri membri del comitato) insieme con Almerina Bove, vicecapo di gabinetto della Giunta regionale, e Cesare Mastrocola, ex presidente del Tar. L'Aru, dopo la nomina del commissario governativo, diventa una «struttura tecnica di supporto» del prefetto Latella. «Il Direttore Generale (Gianluca Basile) ha la rappresentanza legale dell'Agenzia - è scritto nella delibera della Giunta regionale - ed esercita tutti i poteri di direzione e gestione della struttura in coerenza con gli atti e i provvedimenti del Commissario straordinario». È abrogato il Comitato di rappresentanza degli enti locali della Campania, così come il Comitato delle discipline sportive. «Per effetto del subentro del Commissario straordinario nominato in base alla legge 27 dicembre 2017, nelle attività preordinate alla realizzazione delle Universiadi 2019, a far data dall'insediamento del Commissario, l'Agenzia cessa dalle funzioni di comitato organizzatore dell'evento».
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Martedì 13 Marzo 2018, 11:14 - Ultimo aggiornamento: 13-03-2018 11:14
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1 di 1 commenti presenti
2018-03-13 15:29:28
Penso che la colpa è di Renzi; le universiadi era meglio non accettarle nè tantomeno assegnarle soprattutto a Napoli, il regno ove la disorganizzazione e l'incapacità regna sovrana. Burocrazia e procedure, fatte da italiani e non da marziani, affosseranno ogni progetto;tutto questo siamo noi caro DEMA.

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