Regionali Campania 2020, De Luca riscopre i comizi e chiude la campagna a San Giovanni: «Ma all'anima di chi...»

Venerdì 18 Settembre 2020 di Adolfo Pappalardo

Chiude la sua campagna elettorale nella ex roccaforte rossa di San Giovanni a Teduccio. Il quartiere dei Napolitano, di Bassolino e di tutta la tradizione del vecchio Pci fatta di sindacalisti e tute blu. Come se De Luca, un passato nel partito di Berlinguer, volesse ieri sera recuperare in colpo solo il (suo) vecchio cuore rosso. E, infatti, ieri sera su una pedana improvvisata chiude la campagna, in anticipo di ventiquattr'ore, tra i residenti del quartiere. Famiglie di ex operai, per la maggior parte, dell'ex quartiere di fabbriche ora scomparse. A piazza San Giovanni Battista, vicino alla ex Corradini, che rimane una ferita per il territorio e di fronte alla vecchia sede del Pci chiusa da anni. «Sono qui perché io non vengo dai quartieri alti e sono figlio di povera gente. Come voi». E poi rivolto a Salvini, urla perdendo l'aplomb del governatore: «Ma aro' sfaccimma stiv...all'anim e chitebbiv...»
 

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Un paio di giorni fa De Luca ha chiesto ai suoi di fare qualcosa a Napoli Est tra la gente e senza dare la pubblicità alla cosa. Ci tiene però che sia qualcosa vecchio stampo e senza fronzoli. Niente palco e quasi la voglia di mettersi a usare un megafono, come faceva anni fa. Il quartiere, però, deve essere quello e la piazza vicino alla ex Corradini, l'azienda metallurgica che arrivò ad occupare 8mila persone fondata nel 1882 e chiusa dal lontano 1949. Ma questa non è solo la storia di una ex azienda ma di un'occasione perduta al pari di Bagnoli: un pezzo di archeologia industriale (dal 99 del Comune) che giace addormentato su una striscia di terra tra il mare e la linea ferroviaria che attende da decenni un progetto di recupero. Ma nulla.

Niente big del partito, figuriamoci, e nessun comunicato stampa per annunciare il piccolo evento vecchio stile. Nulla. «Voglio chiudere così la campagna elettorale», ha ripetuto ai suoi e ieri si presenta in piazza, come un aspirante consigliere qualunque, e sale su una pedana di appena 40 centimetri tra la gente. «Sono qui perché San Giovanni è San Giovanni, io vengo dalla povera gente e non dai quartieri alti. E sono qui - rimarca lui - perché avevo l'esigenza di venirvelo a dire io. Questo è il quartiere del popolo, della povera gente che si alza per lavorare e si spacca la schiena. Lo stesso mondo da cui vengo io», rimarca De Luca che tiene alle sue origini. E anzi le rivendica nell'ex quartiere operaio un tempo cassaforte dei voti del Pci prima e del Pd poi prima che i grillini, siamo a due anni fa, spazzassero via il vecchio cuore rosso. Quello che cerca di recuperare il governatore promettendo una rinascita del quartiere.

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«Sapete che di queste cose si è parlato per anni, come si è parlato anche di Bagnoli e del centro storico. La novità è che De Luca - dice rivolgendosi alla folla che l'applaude più volte - quando prende un impegno lo mantiene e secondo ci impegniamo a finanziare quest'opera. Abbiamo quindi le due cose essenziali: i soldi e la volontà e gli attributi per fare le opere che si decide di fare». «Vogliamo ora - aggiunge - una riqualificazione ambientale per creare il lungomare della Napoli est: tre chilometri che prevedono anche la riqualificazione dell'ex Corradini e la ricongiunzione del quartiere con il suo mare. Ci vorranno finanziamenti importanti ma noi ci impegniamo a trovare le risorse». Poi chiude rivendicando «di aver riconquistato la dignità della Campania e di Napoli alla faccia di quello che viene da Milano ogni tanto a chiedere i voti dopo aver offeso la città. Ma ricordatevi che - aggiunge sul Covid - se fosse successo qui quello che è accaduto in Lombardia, ci avrebbero fatto a pezzi». 

Ultimo aggiornamento: 17:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA