Regionali Campania 2020, nove candidati impresentabili: c'è anche Iannace, condannato a sei anni

Venerdì 18 Settembre 2020 di Gigi Di Fiore

In tutto sono tredici e la Campania ne ha ben nove. Sono gli «impresentabili», individuati dalla commissione parlamentare antimafia presieduta da Nicola Morra, nelle liste per le elezioni regionali di domenica. Candidati con processi in corso in primo o secondo grado. Nessuno in Toscana, Liguria, Marche e Veneto, nove invece in Campania, tre in Puglia e uno in Valle d'Aosta.

TUTTI I CANDIDATI E LE LISTE 

Cinque candidati a sostegno del presidente Vincenzo De Luca, quattro in appoggio a Stefano Caldoro. Gli «impresentabili» campani sono quattro della provincia di Napoli, tre irpini e due della provincia salernitana. Tre donne e sei uomini. Il più noto è Carlo Iannace, medico di San Leucio del Sannio dove è stato sindaco. Eletto in consiglio regionale nel 2015 con ottomila voti, ha una condanna in primo grado a sei anni (tre condonati) e interdizione dai pubblici uffici per peculato, truffa e falso legati al suo incarico di direttore dell'unità di intervento senologico all'ospedale Moscati di Avellino. Secondo l'accusa, avrebbe utilizzato l'ospedale come una clinica privata. Iscritto al Pd dal 2016, Iannace è candidato nella lista «De Luca presidente» e venne già sospeso dal consiglio regionale nel 2016 dopo la condanna, su cui c'è un appello ancora in corso. Ha invece un processo di primo grado al tribunale di Avellino, con l'accusa di riciclaggio, Sabino Basso, già presidente degli industriali di Avellino e campani. Imprenditore vinicolo e oleario, è candidato nella lista «Campania libera-De Luca presidente». Riciclaggio è l'accusa per Orsola De Stefano, leghista consigliere comunale di Solofra la città delle concerie. Consulente amministrativa, è candidata nella lista «Lega Salvini Campania». Stessa accusa, ma al tribunale di Napoli, ha Maria Grazia Di Scala, candidata nella lista «Forza Italia Berlusconi con Caldoro». Ischitana di Barano, avvocato con parenti in passato amministratori del suo comune, nel 2015 ebbe un risultato clamoroso alle elezioni regionali con 18mila preferenze grazie anche all'appoggio di Domenico De Siano.

Molto gravi sono le accuse, da cui si sta difendendo al tribunale di Napoli, per Aureliano Iovine: associazione per delinquere di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori per favorire clan camorristici, truffa aggravata. Consulente finanziario, Iovine è stato coinvolto in un'inchiesta sul clan Mallardo di Giugliano che provocò 50 rinvii a giudizio nel gennaio 2016. In 37 hanno scelto il rito abbreviato. È candidato nella lista «Liberaldemocratici Campania popolare moderati con De Luca». Sempre in appoggio a De Luca, è candidato Michele Langella nella lista «Campania in Europa». È imputato di riciclaggio al tribunale di Torre Annunziata. Di Torre del Greco, Langella è consigliere comunale.
 

Video

È invece imputata a Nocera di scambio elettorale politico-mafioso, insieme con il marito Pasquale Aliberti ex sindaco della città, Monica Paolino. È candidata nella lista «Forza Italia Berlusconi con Caldoro». L'accusa risale al 2015. È di San Mango Piemonte in provincia di Salerno, dove è stato anche candidato sindaco, Francesco Plaitano, presidente nazionale del Partito repubblicano. È candidato proprio nella lista del Pri in appoggio a De Luca. Già cinque anni fa Plaitano venne segnalato dall'allora commissione parlamentare antimafia per violazione del codice di autoregolamentazione sulla condanna ricevuta in primo grado per estorsione. Un processo che attende ancora il giudizio di secondo grado, con udienza il 22 settembre. Di concussione, con processo al tribunale di Napoli, è accusato Francesco Silvestro, imprenditore di Arzano con un'azienda di materassi a Caivano. È candidato nella lista «Forza Italia Berlusconi con Caldoro».

Tre in Puglia i candidati «impresentabili: Silvana Albani e Vincenzo Gelardi per Emiliano; Raffaele Guido, per Bruni presidente. L'unica regione non meridionale ad avere un candidato «impresentabile» è la Valle d'Aosta con Augusto Arduino Rollandin della lista «Puor L'Autonomie», sospeso nel 2018 dopo una condanna per concussione.

Ultimo aggiornamento: 19:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA