«Sopravvisuti» la presentazione del libro su Napoli dal dopoguerra agli anni Settanta

Napoli diviene simbolo di città dimenticate

Copertina Sopravvissuti
Copertina “Sopravvissuti”
Sabato 12 Novembre 2022, 19:56 - Ultimo agg. 13 Novembre, 13:25
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Si presenta mercoledì 16 novembre 2022 alle ore 18 nella sala biblioteca dell’istituto Cervantes in via Chiatamone 6G, il romanzo storico di Nunzia GionfriddoSopravvissuti - Sogni e illusioni nei vicoli di Napoli, Kairós edizioni.

Dopo i saluti dell’editore Giovanni Musella, l’autrice ne discuterà col giornalista Giuseppe Giorgio e con la scrittrice Mara Fortuna. Le letture saranno a cura degli attori Adriana Carli e Federico Siano. Diretta Facebook a cura di Comunicati Cultura.

Sempre per Kairós, il seguito del romanzo storico Gli angeli del rione Sanità del 2017 che Nunzia Gionfriddo, allora come oggi, aveva affidato alle cure della giornalista Anita Curci per la sua linea editoriale Serie Oro improntata su cultura e tradizione campana. Sopravvissuti - Sogni e illusioni nei vicoli di Napoli riprende le fila del racconto che, nel primo volume, termina nell’ottobre del 1943 quando Beppe Barone, il postino della Sanità, assieme a conoscenti e amici, in un clima di estremo dolore e solidarietà, combatte contro i tedeschi che presidiano la città, riuscendo a cacciarli prima dell’arrivo di inglesi e americani.

In questo nuovo romanzo, secondo di una trilogia, Nunzia Gionfriddo racconta una Napoli che si solleva dalla macerie della guerra appena conclusa e si ricostruisce guardando avanti, preparandosi al boom economico, all’emancipazione femminile, alla contestazione studentesca, alla coscienza politica di una nuova Italia che avanza. Il dopoguerra si presenta ostile con i “sopravvissuti” delle Quattro Giornate, soprattutto con Beppe, rimasto ferito dagli scontri: mentre giace in ospedale per anni, continuano a vivere alla Sanità la moglie e i due figli, di cui il maggiore è costretto, per fame, a fare il contrabbandiere e il minore studia per diventare medico.

Beppe Barone è stato uno dei superstiti della sommossa, insieme a una popolazione che ha cacciato gli uomini di Hitler con le armi e che, però, ha dimenticato la dignità e l’onore, riducendosi a vendere la pelle agli americani per poche lire. La città, prostrata dalla miseria, affronta con entusiasmo il boom economico degli anni Cinquanta in una Italia che ha tentato di emergere dal disastro di una guerra perduta, dalla povertà, dall’influenza delle mafie e dalle mortali pandemie dilaganti del ’57 e del ’68.

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Napoli, in una repubblica appena costituita, diviene simbolo di città dimenticate, abbandonate a poteri leciti e illeciti. La seconda generazione del dopo conflitto è quella dei figli dei “sopravvissuti”, Maria, Enzina, Totonno, Ciruzzo e Rosetta, ai quali si aggiunge un rampollo della borghesia napoletana, Lucio, in contrasto con la famiglia di origine.

I ragazzi crescono nel progresso economico in un sistema governativo incapace di venire incontro alle esigenze delle masse e degli operai e a una scuola selettiva. I giovani entrano negli anni Sessanta con la voglia di rinnovare la politica e la morale arcaica dei genitori, irrompendo nel Sessantotto con tutte le sue meraviglie e le sue contraddizioni.

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