“Lacci gassosi, ordito dal Cielo”, a Palazzo Fondi la mostra che si fa teatro

di Emanuela Sorrentino

Fino al 14 luglio, per il Napoli Teatro Festival Italia, Palazzo Fondi in via Medina ospita “Lacci gassosi, ordito dal Cielo”, una mostra a cura di Giuseppe Cerrone, autore anche delle liriche, prodotto da Teatro In Fabula. L’allestimento e le poesie visive sono a cura di Sara Galdi e la direzione musicale e violoncello di Roberto Soldatini.

Sarà possibile vedere la mostra a Palazzo Fondi, con ingresso gratuito, dal giovedì alla domenica, dalle 17 alle 20. Sabato 15 giugno, alle ore 18 e 19.30, è prevista una visita guidata dell’allestimento e ci sarà una performance guidata dal violoncello di Roberto Soldatini, con protagonisti Luca Di Tommaso, Fortuna Liguori e Margherita Romeo e la voce registrata di Leo de Berardinis.

L’antologia poetica “Lacci gassosi, ordito dal Cielo” muove da alcuni momenti-chiave del teatro e del cinema del Novecento per stimolare una profonda riflessione sul simbolo, l’allegoria, la memoria, la percezione, l’utopia, l’invisibile. Sulla base dei suoi versi, Giuseppe Cerrone, curatore dell’esposizione, immagina una camera sonoro-visuale che funga da mappa-orientamento per gli spettatori, coinvolti in un’autentica immersione nel Secolo Breve.
Numi tutelari di questo museo vivente saranno Robert Bresson, Jean Genèt, Carmelo Bene, Leo De Berardinis, Heiner Müller, Walter Benjamin, John Osborne, Werner Herzog. Spiega Cerrone: «Un attore-performer con licenza di smarrire e di smarrirsi, traghetterà il pubblico in uno scenario a spirale che ricorda un dedalo senza tempo. Insomma, si va per paesaggi, quelli del cuore».

In breve, proponiamo un viaggio, un’esplorazione di alcuni dei luoghi più belli e interessanti del cinema, del teatro, dell’estetica del Novecento. Il primo movimento è dedicato a Bresson e Genet, ovvero come il secondo influì sul primo nel disegno di un eros, una santità votata al furto. Con Pickpocket Bresson va a bersaglio. È il 1959 ed è la storia di un giovane borsaiolo, Michel. Il furto, continuato ed aggravato, pare per lui l’unica risorsa in un mondo governato da mediocri. Il diritto, l’economia, il lavoro sembrano non avere alcuna presa sulla sua esistenza. Michel ruba perché vive dell’eccitazione che il colpo, riuscito, gli procura. 

Il secondo movimento è dedicato a Samuel Beckett e Heiner Müller. L’incubo della guerra fredda e riserve di utopia affidate all’inconscio. Dopo Auschwitz il teatro siede sull’Apocalisse.

Il terzo movimento è dedicato a Carmelo Bene e Leo De Berardinis. Se Ofelia recita Leopardi, Amleto può recitare Gozzano. Inversione del tempo e nodo di voci. Lo schema è in punta di lingua ed è oltre l’alfabeto. 

Per il secondo anno consecutivo, Teatro In Fabula partecipa al Napoli Teatro Festival Italia e per quest’edizione, la compagnia sarà impegnata oltre con questa mostra a Palazzo Fondi, il 9 luglio alla Galleria Toledo, alle ore 19, presenta “Il principe e la luna”, diretto da Mario Autore, che cura anche il progetto e le musiche originali e che vede in scena Giuseppe Cerrone e Melissa Di Genova.
 
Giovedì 13 Giugno 2019, 11:18
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