Terremoto a Ischia, l'ultimo schiaffo agli sfollati: «Noi cittadini di serie B»

Venerdì 13 Dicembre 2019 di Massimo Zivelli

I contributi dello Stato non saranno riconosciuti alle case terremotate di Ischia già sanate dal condono edilizio e il provvedimento legislativo suscita polemiche e annunci di ricorsi costituzionali perché analogo trattamento non viene riservato ai comuni terremotati del Centro Italia e della Sicilia. Dopo la bocciatura dell’emendamento proposto dai sindaci isolani e fatto proprio da Forza Italia attraverso il coordinatore regionale Domenico De Siano, il decreto ricostruzione è stato approvato in via definitiva dal Senato. Critici sul provvedimento, oltre ai sindaci che già pensano di impugnare la legge davanti alla Corte Costituzionale, anche il senatore forzista De Siano, e, seppure in maniera più soft, il Commissario di governo alla ricostruzione post terremoto a Ischia, il prefetto Carlo Schilardi, che pur non rilasciando dichiarazioni si è mostrato perplesso su quanto stava accadendo al Senato, avendo fra l’altro fatto prevenire al governo, nei giorni scorsi, una serie di sue osservazioni in merito alle discrepanze di trattamento che il decreto riserva ai vari territori oggetto di ricostruzione.

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Il decreto, dopo essere stato approvato la settimana scorsa alla Camera, era arrivato martedì in Commissione ambiente del Senato, totalmente «blindato»: nessun emendamento è stato approvato rispetto al testo liquidato a Montecitorio. «Si tratta di una sconfitta per l’isola di Ischia» ha sentenziato il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna. Chi ha subito danni dal sisma del 21 agosto 2017, infatti, può ottenere un contributo per la ricostruzione solo e unicamente per la parte dell’immobile da sempre legittima, mentre non vi sarà alcun aiuto per le parti sanate dai condoni del 1983 e 1994. Niente finanziamenti per quelle porzioni di abitazioni per le quali è stato chiesto il condono. Il rifiuto più cocente è proprio questo, se si considera che invece per i terremotati di Catania e Campobasso resta stabilito il contributo dello Stato anche in questi casi. Era stato chiesto fra l’altro di emendare il decreto sisma, prevedendo il riconoscimento della centralità della struttura del Commissariato straordinario di Governo per la ricostruzione nella pianificazione del territorio, eliminando dunque il ruolo centrale della Regione a discapito dei Comuni. E ancora, era stato chiesto che gli oneri contributivi, assistenziali e previdenziali non dovessero superare il 40% dell’importo totale, così come avviene per il centro Italia. E che gli immobili dissestati dal sisma, fino alla ricostruzione non dovessero essere oggetto di rendita ai fini del modello Isee. E che infine, fosse accordata la proroga per la disamina delle pratiche di condono, facendo chiarezza sulle perizie di parte per coloro i quali non erano dotati di schede Aedes e stabilendo un nuovo termine nella data del 30 giugno 2020. Ma la bocciatura è stata totale e nessun rilievo è stato accolto.

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«Ancora una volta questo governo ha dimostrato di calpestare l’isola di Ischia e gli ischitani”, è il duro commento del senatore De Siano che si è fatto promotore delle istanze dei sindaci. «I parlamentari del Movimento 5 stelle – continua De Siano – si sono contraddetti su tutto rispetto a quanto affermato un anno fa nel testo della “legge Ischia” contenuto nel decreto Genova. I grillini hanno fatto una giravolta a 360 gradi venendo meno all’impostazione iniziale della norma». De Siano attacca anche gli altri partiti di maggioranza. «Hanno stravolto la legge Ischia, cambiandola assecondando i voleri del Partito democratico». Secondo il senatore, infatti, alla fine sarebbe prevalsa «la linea del presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca che ha ottenuto il riconoscimento della centralità della Regione per ciò che concerne la pianificazione. Una norma che di fatto paralizza la ricostruzione sull’isola in attesa di questo ipotetico e fantomatico piano. Senza emendamenti - avverte De Siano - la ricostruzione a Casamicciola, Lacco Ameno e Forio è bloccata. Viene meno tutto il lavoro fatto in questo anno, compreso quello relativo all’ordinanza numero 7 che ha dato il via alla ricostruzione». «Ancora una volta – osserva il sindaco di Forio Francesco Del Deo – assistiamo alla discriminazione ai danni de cittadini della Campania, bistrattati rispetto agli altri. La norma così come approvata alla Camera contiene una palese violazione di un diritto sacrosanto per i cittadini ischitani: quello della ricostruzione».

Ultimo aggiornamento: 08:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA