Metrò Napoli, treni di trent'anni fa: una flotta nuova (forse) nel 2024

Domenica 31 Ottobre 2021 di Paolo Barbuto
Metrò Napoli, treni di trent'anni fa: una flotta nuova (forse) nel 2024

Il primo dei treni dell’attuale flotta della Metropolitana di Napoli iniziarono a costruirlo del 1990. Detto così è solo un numero, per cui dobbiamo trascinarvi con la memoria a quell’epoca: in quei giorni il computer più avveniristico si chiamava Macintosh, aveva una mela morsicata disegnata sul fianco ma non era ancora “Apple”, i dati di vendita delle vetture segnavano ancora impennate per la “R4” che oggi è considerata auto d’epoca, si giocava il Mondiale d’Italia e tutti tifavano per Totò Schillaci, i primi telefoni cellulari (giganteschi) facevano emozionare persone incredule di fronte alla possibilità di telefonare senza filo. 
Ecco, forse adesso comprenderete perché è assurdo che quei treni costruiti nel 1990 siano gli stessi che Anm cerca a tutti i costi di far viaggiare ancora sulle rotaie della Metropolitana più sgangherata (ma con le stazioni più belle) del mondo.

I vagoni gialli che passano sempre più raramente sui binari sommersi della terza città d’Italia sono praticamente un cimelio storico. Acquistati tra il ‘90 e il 2005, a pieno regime erano 45. Sono tutte “Udt”, cioè unità di trasporto che possono trasformarsi in locomotore all’occorrenza. All’inizio ogni treno era composto da tre vagoni, adesso sono appena due perché col passare degli anni la ruggine e i guasti hanno avuto il sopravvento, così attualmente ci sarebbero appena 14 “pezzi” a disposizione, coi i quali si potrebbero comporre sette convogli al massimo. Ma siccome almeno un paio di vagoni sono molto malridotti, il numero di treni capaci ancora di muoversi si riduce a sei. E siccome quei sei treni continuano a macinare problemi, guasti e rotture, ci sono giorni in cui si viaggia con quattro mezzi e con tutte le limitazioni del caso.
Del resto è naturale che sia così. Si tratta di convogli che hanno già superato il milione di chilometri, un percorso infinito, capace di distruggere qualsiasi mezzo, compresi, ovviamente, i poderosi (un tempo) treni della metropolitana.
Adesso comprendete, aiutandovi anche con i dettagli del grafico in cima a questa pagina, perché a Napoli la Metropolitana funziona poco e male. E non pensate che i nuovi convogli arrivati dalla Spagna possano cambiare le carte in tavola in un attimo. Ci vuole pazienza.

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In arrivo ci sono diciannove treni nuovissimi, pronti a mandare in pensione la vetusta flotta gialla napoletana. Ma quando entreranno in funzione?
Partiamo dalle buone notizie. Di nuovi treni nel deposito di Piscinola ce ne sono cinque, anche se uno è già “incidentato” e non va preso in considerazione. Dei quattro treni utilizzabili, il primo ha già iniziato a macinare i chilometri utili ad ottenere il permesso di entrare in funzione. È stato necessario fare le cose con calma perché la prima prova generale, a luglio, con il treno che aveva eseguito le insormontabili prove generali dell’entrata in esercizio andò piuttosto male. Nel giorno in cui arrivarono i tecnici da Roma per dare il permesso alla circolazione, proprio mentre gli esperti erano a bordo, il nuovo treno andò in fiamme nella parte superiore e oggi è fermo. 
È stato, dunque, necessario comprendere i motivi del guaio e poi ricominciare daccapo. Pare che le colpe siano state tutte attribuite alle manchevolezze e alla vetustà della linea sotterranea napoletana: insomma, sembra che le relazioni finali abbiano chiarito che il treno era incolpevole mentre percorsi e cavi della metro andavano risistemati.

Adesso, però, la situazione s’è sbloccata e le prove generali dei treni stanno riprendendo. Ogni nuovo treno deve percorrere migliaia di chilometri prima di essere considerato capace di accogliere i viaggiatori per cui i viaggi stanno riprendendo. Abitualmente si fanno solo di notte per non creare disagio al trasporto pubblico ma Anm ha chiesto al Ministero di fare le prove anche di giorno, con i nuovi treni a fari spenti e senza soste alle stazioni che si muovono assieme a quelli sgangherati, a fari accesi, che fanno poche soste alle stazioni.
Ma non crediate che subito le cose cambieranno. Forse il primo dei nuovi treni entrerà in servizio a gennaio (Anm spera anche in dicembre), ma tutti gli altri avranno da seguire prove e iter burocratico a parte, sicché si ipotizza che potrà essere immesso sui binari un nuovo convoglio ogni quaranta giorni. Per carità, è una notizia strepitosa ma va analizzata fino in fondo: se tutto andrà per il verso giusto e gli altri treni arriveranno a cadenza mensile come annunciato, la nuova flotta sarà interamente disponibile solo a partire dal 2024. Insomma, i vecchi e sgangherati treni gialli dovranno resistere ancora un po’, e anche i passeggeri della Metro di Napoli.
 

Ultimo aggiornamento: 1 Novembre, 09:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA