La lettera al sindaco di una 12enne:
«Per Natale regalaci una biblioteca»

Lunedì 2 Dicembre 2019 di Riccardo Cannavale

È una storia che sembra uscita da uno dei Racconti di Natale di Charles Dickens quella che arriva da Mercogliano, uno di quei luoghi della Campania che, tra il Santuario di Montevergine che lo sovrasta dall’alto e il borgo medioevale di Capocastello che ne traccia il profilo, sembra essere disegnato per fare da ambientazione a vicende che sanno affascinare. Gli ingredienti che fanno sognare ci sono tutti: la bambina studiosa che ama la lettura, la biblioteca comunale che non c’è, il sindaco-Babbo Natale che promette pubblicamente di esaudire il desiderio della sua piccola concittadina. C’è tutta l’essenza dello spirito del Natale nel duetto che arriva da Mercogliano. Anche perché, al tramonto del 2019, è un duetto che non contempla social network o aspirazioni da blogger, ma una sana, e per certi versi, antica voglia di libri.

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Protagonisti: la piccola Enrica Barretta ed il sindaco Vittorio D’Alessio. La prima, dodici anni, alunna della locale scuola secondaria di primo grado, nel corso di un compito in classe ha rivolto la sua penna al primo cittadino del comune in cui, da qualche anno, si è trasferita. Ama la lettura, Enrica, ma nel suo vivere il paese ha riscontrato una grave carenza: l’assenza di una biblioteca che possa davvero definirsi tale. Certo, nell’Abazia del Loreto, che è una delle eccellenze architettoniche, storiche e culturali di questo spicchio d’Irpinia, c’è una delle più celebri e antiche raccolte di libri, manoscritti e pergamene. Ma non sempre l’accesso è agevole per i più piccoli, così come la possibilità di sfogliare i volumi in essa custoditi. Ed allora, forse ripensando a Daniel Pennac e a quell’idea che la vita sia un perenne ostacolo alla lettura, la piccola Enrica ha deciso di scrivere direttamente al sindaco di Mercogliano. Rappresentando le sue lamentele per l’assenza di un luogo in cui chi, come lei, ama la lettura, possa perdersi tra sogni e fantasie, sfogliando pagine che aiutano a crescere. Ma, soprattutto, avanzando un’idea che appare quasi rivoluzionaria nella semplicità della sua rappresentazione. «Signor sindaco – verga il suo compito-missiva la bambina – Mercogliano è un paese che ha tra i 12 ed i 15mila abitanti, quindi né grande né piccolo. In questi giorni, grazie a lei, si sta tornando a respirare l’aria del Natale. A me piace tanto leggere, così come a tanti altri ragazzini. E, per questo, avrei preso un’iniziativa: far costruire una biblioteca dove noi e le nostre famiglie ci impegneremo a portare i libri. In fondo, se a Mercogliano siamo 13.500 abitanti ed ognuno di noi porta due libri, avremo una biblioteca con 27mila volumi, un numero grandissimo!». 
 

 

Una richiesta, quella della giovane Enrica, che nella sua lapalissiana concretezza è subito arrivata sulla scrivania del sindaco D’Alessio. Che, sarà per l’imminente festività del Natale, sarà per una particolare sensibilità, non ha esitato a formulare pubblicamente una solenne promessa. «Tu e tutti i tuoi compagni – ha risposto il sindaco di Mercogliano - ci avete fatto capire che amate tanto la cultura, per questo ci impegneremo affinché la vostra richiesta venga realizzata il prima possibile. Individuando un luogo in cui possiate dedicarvi alla lettura, far volare la vostra fantasia e alimentando la sete di conoscenza che non dovrà mai abbandonarvi». Una solenne promessa che potrebbe apparire di circostanza ma che, pronunciata nell’aula consiliare in occasione di una manifestazione pubblica, al cospetto di a platea attenta composta prevalentemente da bambini, sarà difficile far cadere nel vuoto.
 

Intanto, il primo a tendere la mano al sogno di Enrica è stato proprio padre Andrea Cardin, direttore della Biblioteca Statale di Montevergine che ha promesso di mettere a disposizione dei giovani lettori il patrimonio culturale dell’Abazia. Ma il passo più atteso resta quello del sindaco-Babbo Natale. Le idee per accontentare la baby lettrice già ci sono: un ampio luogo di lettura nel centro sociale “Campanello” ed una biblioteca tutta nuova da far sorgere i qello che è il luogo simbolo del paese, quel viale alberato sotto il quale, a Natale, tutto può succedere. Anche che una bambina di 12 anni trovi l’uovo di Colombo per regalare una risposta alla sete di cultura alla sua comunità.
 

Ultimo aggiornamento: 10:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA