Il vescovo di Nola: «Basta malaffare, chi è onesto si candidi alle elezioni»

Giovedì 14 Febbraio 2019 di Carmen Fusco
«Il tempo dell’impegno è adesso»: a maggio si vota per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali in dieci comuni della diocesi di Nola e la Chiesa, vescovo Francesco Marino in testa, lancia una vera e propria chiamata alle armi. L’invito è quello a candidarsi, per «togliere spazio al malaffare, ai portatori di interessi di parte e a chi considera la politica attiva solo come una scorciatoia per ottenere il proprio tornaconto». Per una volta dunque l’appello non è a votare bene per scansare chi non favorisce l’interesse collettivo ma di mettersi in gioco esponendosi in prima persona, anche a costo di fallire. La sollecitazione, in provincia di Napoli, è per i cittadini di Carbonara di Nola, Comiziano, Sant’Anastasia, Roccarainola, Liveri e Nola. Ed è per la città di San Paolino che l’appello diventa accorato. Qui, infatti, si tratta «di vera e propria rinascita, con l’uscita da gestioni commissariali». A Nola l’esperienza amministrativa del governo locale guidato da Geremia Biancardi si è interrotta con un anno di anticipo a causa di un vero e proprio «divorzio» tra le varie componenti di una maggioranza che ora, molto probabilmente, si ripresenterà in blocchi contrapposti agli elettori.

«I commissariamenti indicano una sconfitta complessiva della politica, delle classi dirigenti e delle comunità. Indicano, in poche parole, la difficoltà ad assumere fino in fondo le responsabilità che una democrazia compiuta richiede a ciascuno, indicano la fragilità del sistema politico locale e della società civile», scrive a chiare lettere monsignor Marino. Giudizio implacabile. Condiviso dal vicariato episcopale per i laici, dal vicariato episcopale per la carità, dall’Azione cattolica, dalla Caritas, dalla commissione di pastorale sociale e lavoro, salvaguardia del creato, giustizia e pace e dall’ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Nola. Tutti, infatti, hanno apposto la firma in calce a una lettera che per il vescovo Francesco Marino «esprime la premura dell’intera Chiesa di Nola per la nostra terra e l’alta considerazione dell’impegno politico, da incoraggiare e accompagnare». I candidati ideali sono «persone che sappiano uscire da dicotomie strumentali e finalizzate solo alla raccolta del consenso: italiani contro stranieri, Sud contro Nord, Italia contro Europa e via dicendo. Persone con idee e sogni e con la seria consapevolezza che governare è servire, e servire è entrare sin nelle viscere delle questioni cercando di rendere le persone corresponsabili di scelte complesse, coraggiose, umane e trasparenti».

Chiaro l’invito anche a scendere in campo per le Europee di maggio oltre che per le amministrative. D’altra parte il contenuto del messaggio è in linea con i crescenti appelli della Cei per stimolare i laici all’impegno diretto. Il cardinale Gualtiero Bassetti lo ha detto apertamente senza nascondere la necessità che ad impegnarsi debbano essere persone giovani e soprattutto non compromesse con un passato divisivo. È per questo che dalla cattedra di San Paolino questa volta si invoca il superamento della «logica della lista della spesa», dell’elenco di problemi territoriali che risultano essere quasi sempre gli stessi ad ogni tornata elettorale: «Vogliamo rivolgerci a chi, ben formato e animato da sane motivazioni, è da tempo sulla soglia dell’impegno politico ma non trova il coraggio di oltrepassarla. È il momento di superare la soglia, mettere da parte paure e timori e provarci, candidarsi, raccogliere persone che vogliono bene alle città, mettersi in gioco, impegnarsi. A rischio di incassare fallimenti e insuccessi».

La sveglia dunque. Suonata proprio mentre partiti e movimenti civici continuano a comportarsi secondo le stesse logiche: la corsa ad accaparrarsi portatori di voti ed esponenti di grandi famiglie. Si stringono patti ed accordi, ma il bene comune resta nell’ombra. I progetti latitano, la sfiducia aumenta. Intanto, però, sui social una sola persona ha commentato, «presente».
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