A Ischia tornano le «api selvatiche», c’è l’app per monitorarle

Mercoledì 30 Settembre 2020 di Ciro Cenatiempo

«Sono tornate le api selvatiche a Ischia». L’annuncio era nell’aria – in tutti i sensi – da un bel po’, ma era necessario abbinare la passione alla competenza, e all’innovazione tecnologica, per averne la certezza. Il merito è di una donna un po’ speciale, ischitana doc, Raffaella Scotti, 45 anni ancora da compiere, che con un impegno senza soste si dedica alla Natura dell’isola verde per tutelarla, proteggerla e valorizzarla. «Queste api libere e indipendenti, come ricorda Paolo Fontana, entomologo e maggiore esperto italiano del settore – spiega Raffaella – in genere non sono sciami che partono dagli alveari dell’uomo: la conferma si ha con l’analisi del Dna. Da qualche tempo, comunque, con l’arrivo della App creata dalla fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige con il progetto “Bee Wild”, ho cominciato a segnalare le prime colonie selvatiche di Ischia dando il via a un nuovo modo di proteggere ancora una volta la Natura e le sue creature. Uno degli aspetti cruciali è verificare come reagiscono e resistono a uno dei loro peggiori nemici, la Varroa, un acaro proveniente dall’Asia».

Grazie alla sua iniziativa e alle sue prime segnalazioni, dunque, c’è già una mappatura dei siti ischitani di insediamento delle api selvatiche. La diffusione sui social del progetto di monitoraggio, sta facendo il resto. L’attenzione al fenomeno è in crescita.    

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Raffaella Scotti ha una personalità vulcanica come la sua terra: nel 2009 ha realizzato un documentario intitolato «Ischia l’isola dei tesori». L’anno dopo, insieme ad Antonio Gebbia ha scoperto e segnalato tra le forre italiane, la «Forra dei Pizzi Bianchi» che, dal Comune di Serrara Fontana arriva fino alle terme di Cavascura, ricevendo riconoscimenti e l’attenzione della Rai.

«Dopo aver cercato di salvare molte specie di animali, e dopo molti anni di studio, nel 2019 ho realizzato – aggiunge Raffaella - un altro sogno, quello di diventare apicoltrice, sviluppando però la tecnica di allevamento più protettiva verso questo insetto, con le arnie orizzontali. Si dice che la sopravvivenza delle api è legata alla nostra, ma spesso si pensa solo al guadagno e allo sfruttamento delle stesse. I prodotti cominciano a venir fuori nelle giuste quantità, tra miele, propoli, cera pura al cento per cento e, poi, candele fatte in casa, creme per il corpo, saponi, e così via. Ho cominciato anche a spiegarlo ai bambini, questo piccolo miracolo, con cicli di incontri appassionati: se si vuole arrivare ai grandi e ai futuri grandi, si deve partire da loro». Intanto, con naturalezza, dalla sua postazione a ridosso dei boschi isolani, la luce e gli odori antichi, i profumi purificano l’aria e l’anima.

Ultimo aggiornamento: 15:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA