«​La sedia vuota», la prefazione di Franco Roberti al libro di Raffaele Sardo

“La sedia vuota” è un libro quanto mai necessario. In un tempo che fagocita tutto in fretta, le storie di vittime innocenti della criminalità ricordate e raccontate attraverso le toccanti testimonianze dei loro familiari assumono una funzione sociale straordinaria. La assumono perché la memoria è l'arma più potente che abbiamo. E perché va recuperata la memoria di tutte le vittime, senza distinzioni di sorta.

Sciascia diceva che i mafiosi odiano magistrati e giornalisti perché ricordano. E quando tale ricordo diventa patrimonio condiviso, e quindi memoria, contribuisce a dare un colpo importante alla criminalità, facendo spesso riemergere storie dimenticate.

Questo libro è il sequel di “Al di là della notte” e “Come Nuvole Nere”, scritti da Raffaele Sardo nell'ambito di un progetto editoriale curato dalla Fondazione Polis della Regione Campania per ripercorrere le storie di tutti gli innocenti caduti per mano criminale. E come i libri precedenti contiene un fortissimo valore evocativo, riuscendo a coniugare il racconto di fatti importanti e gravi della storia del nostro Paese con l'esigenza di far emergere il punto di vista delle vittime, le loro aspirazioni, i loro sogni infranti.

Leggendo questo volume, appare evidente la grande dignità, unita all'innegabile dolore, che caratterizza i familiari delle vittime innocenti della criminalità. Ed è a loro che la Regione Campania sta cercando di dare risposte concrete ed efficaci attraverso la Fondazione Polis, che trasforma la memoria in impegno quotidiano.

Vogliamo continuare a dimostrare che la memoria rappresenta la base fondamentale per fare emergere le ragioni di coloro che hanno pagato con la vita l'efferatezza della camorra e delle altre forme di criminalità, a partire dal versante della tutela giuridica, che deve mirare a una reale equiparazione tra tutte le vittime dei reati intenzionali violenti, come previsto dalla Direttiva Europea numero 80 del 2004.

La Regione Campania ha una normativa di assoluto rilievo sui temi della sicurezza e della legalità. Ma occorre fare di più e meglio, anche a livello nazionale. Ne siamo consapevoli. Il nostro impegno sarà orientato in maniera decisiva proprio su questo versante.

“La sedia vuota” rappresenta un monito per far sì che i familiari delle vittime non vengano lasciati soli nel loro dolore. Perché lasciarli soli significherebbe uccidere i loro cari per la seconda volta. E questo lo Stato, in tutte le sue articolazioni, non se lo può permettere.

Milan Kundera diceva che la lotta dell'uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio. Significa che "fare memoria" non è soltanto ricordare come atto di giustizia verso le vittime, i martiri (nel senso autentico di testimoni: penso in particolare a Tammaro Romano, Luigi Staiano, Pasquale Miele, tra le vittime di questo volume) e le loro famiglie: è uno strumento di lotta politica e sociale contro le mafie, il terrorismo e il malaffare organizzato, in difesa dello stato di diritto, che non riconosce poteri al di fuori della legge. Fare memoria è, in definitiva, lottare per non dimenticare, per strappare all'oblio collettivo storie di uomini e donne non illustri che, consapevolmente o meno, non importa, con il loro sacrificio hanno salvato l'umanità.




Franco Roberti

Assessore alle Politiche Integrate di Sicurezza e Legalità

della Regione Campania
Lunedì 17 Dicembre 2018, 10:53
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