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Crisi governo, dalle bollette al ddl Concorrenza: ecco gli interventi che rischiano di saltare

Sono molte le questioni lasciate in sospeso dalle dimissioni di Mario Draghi, qualora nei prossimi giorni il premier confermasse la sua intenzione di non restare a Palazzo Chigi

Venerdì 15 Luglio 2022 di Andrea Bulleri
Crisi governo, dalle bollette al ddl Concorrenza: ecco gli interventi che rischiano di saltare

Una marea di dossier aperti. Dal cosiddetto “decreto Luglio”, che doveva vedere destinati circa 10 miliardi al contrasto del caro-energia, fino alla maxi tranche estiva da 21 miliardi del Pnrr. E poi il ddl Concorrenza, con le nuove norme su concessioni balneari e licenze taxi. Infine il taglio del cuneo fiscale, con la legge di Bilancio autunnale all’orizzonte. Sono molte le questioni lasciate in sospeso dalle dimissioni di Mario Draghi, qualora nei prossimi giorni il premier confermasse la sua intenzione di non restare a Palazzo Chigi. Anche per questo lo spread, il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi, oggi ha aperto in rialzo oltre i 200 punti. 

Spread oltre 200 punti, il collegamento con la crisi di governo (e quali sono i rischi per mutui e finanziamenti)

L'agenda

Il primo punto sull’agenda del governo, in ordine di calendario, avrebbe dovuto essere il decreto luglio. Il provvedimento annunciato da Draghi solo pochi giorni fa con cui il governo aveva in programma di destinare circa 8-10 miliardi (la cifra esatta doveva ancora essere definita) per calmierare i rialzi dei prezzi dell’energia. Risorse per tenere sotto controllo le bollette, dunque, ma forse anche un nuovo stanziamento per contrastare il caro benzina: i dettagli del piano dovevano ancora essere definiti. Non è detto che l’intervento salti, ma da più parti si fa notare come difficilmente un governo in carica per i soli affari correnti possa prendere impegni di spesa tanto rilevanti. 

Sempre in estate è previsto l’arrivo della nuova tranche di fondi del Pnrr. Ventuno miliardi di sostegni europei all’economia italiana, legati al raggiungimento di una serie di obiettivi strategici con target e scadenze stringenti da rispettare. Impegni che senza un esecutivo nel pieno delle funzioni potrebbe essere più arduo centrare. 

 

I provvedimenti a rischio

A rischio anche l’iter della legge di bilancio, la manovra autunnale di cui il decreto luglio avrebbe rappresentato una sorta di antipasto. Alla finanziaria guardava fino a pochi giorni fa soprattutto chi si augurava un intervento strutturale sul taglio delle tasse in busta paga per i lavoratori dipendenti, preannunciato da Draghi dopo il vertice con i sindacati di una settimana fa. 

Ma in bilico appare anche il piano di stoccaggio alternativo di gas rilanciato dall’esecutivo, per contrastare il taglio delle forniture da Mosca. È uno dei motivi per i quali lunedì e martedì il premier sarà ad Algeri. Infine c’è la partita del ddl concorrenza, il pesante pacchetto di interventi frutto di una lunga trattativa con la maggioranza. Dentro molte misure: dalla nuova normativa sul rilascio delle concessioni balneari dino alle aperture sulle licenze contestate dai tassisti, che per giorni hanno protestato sotto palazzo Chigi. È una delle riforme chiave del Pnrr. E con un eventuale scioglimento delle Camere sembra destinata ad arenarsi.

Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 00:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA