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Ddl Zan, nessuna intesa tra Lega e Pd: Italia Viva media. «Servono modifiche sostanziali»

Mercoledì 30 Giugno 2021
Ddl Zan, nessuna intesa tra Lega e Pd: Italia Viva media

Un incontro teso, durato due ore, quello di oggi in commissione Giustizia del Senato che ha visto la maggioranza sedersi attorno a un tavolo per cercare un'intesa sul provvedimento contro l'omotransfobia. Intesa che appare sempre più irraggiungibile. Tensione alle stelle, voci che si scaldano e pugni battuti sul tavolo e al termine della riunione il ddl Zan ottiene la conferma di essere adottato come testo base su cui lavorare, contro la richiesta di Lega e Forza Italia che avrebbero voluto unificarlo al testo Ronzulli. Il provvedimento rimane fortemente divisivo. Azzurri e leghisti chiedono cambiamenti sostanziali, mentre Pd, M5s e LeU sono pronti a votare martedì 6 luglio la calendarizzazione per portarlo in Aula nella settimana del 13 luglio e approvarlo rapidamente così come è uscito dalla Camera nel novembre scorso.

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Ddl Zan, il ruolo di Italia Viva

Unica novità, il tentativo allo scoperto di Italia viva di cercare una mediazione tra le due parti. «In assenza di un'intesa - mettono in guardia i senatori renziani - si rischia il pantano parlamentare». Però, assicura il capogruppo Davide Faraone, «se non dovesse trovarsi un'intesa, Iv voterà per portare in Aula la legge». La proposta di mediazione fa scricchiolare i rapporti tra Italia viva e l'asse Pd-M5s-LeU perché mediare, in questo caso, vuol dire modificare, possibilità che il centrosinistra non vuole nemmeno sentire nominare temendo, che una volta cambiato il testo, cominci un ping pong tra le due Camere che porterebbe all'affossamento definitivo.

Così cresce la consapevolezza che non esistono convergenze possibili e si va verso lo scontro finale in Aula del Senato. E che se una maggioranza ci sarà, sarà trasversale, come spesso accade sui temi etici. Nei corridoi comincia la conta dei voti che potrebbero compattarsi sulla volontà di dare al paese una legge di civiltà. Il centrosinistra, a quanto si apprende, mette in conto che potrebbe mancare qualche voto da parte di Italia viva, ma spera di recuperarlo dalle fila di Forza Italia. Ci sono parlamentari azzurri che si sono schierati in favore del testo Zan e forse nel segreto dell'urna qualche altro voto potrebbe arrivare. Intanto una linea di lavoro in commissione è stata tracciata: entro venerdì prossimo i senatori potranno presentare le proposte di modifica al testo e il presidente, Andrea Ostellari, tenterà di farne una sintesi.

Il tavolo di maggioranza si aggiornerà martedì alle 11, prima della convocazione dell'Aula del Senato che voterà sulla calendarizzazione del ddl. Ma a giudicare da oggi, le premesse non sono buone. Il Movimento 5s invita a «lavorare su quello che c'è e a fare una legge il prima possibile». Della necessità di una data certa parla la capogruppo dem Simona Malpezzi e declina: «il 6 si vota la calendarizzazione per l'approdo in Aula il 13». La presidente di LeU Loredana De Petris giudica «un passo in avanti che gli altri gruppi abbiano accettato il ddl Zan come testo base» e il dem Mirabelli accusa la Lega di «perdere tempo» e aggiunge: «chi continua a proporre inesistenti mediazioni in realtà cerca di impantanare il testo».

Dal canto loro Lega e Forza Italia chiedono la modifica degli articoli 1,4 e 7. «Vogliamo una legge, ma la vogliamo fatta bene» dice la capogruppo di FI Anna Maria Bernini. Mentre il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo spiega: «abbiamo chiesto modifiche e sono modifiche sostanziali a partire dall'articolo 1 che riguarda la questione della definizione del sesso e dell'identità di genere; abbiamo chiesto una tutela vera della libertà di espressione che non può essere messa in pericolo. Infine sulla scuola non vogliamo nessun indottrinamento di Stato».

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