ENRICO LETTA

Ddl Zan, martedì il giorno verità: incognita emendamenti. Ecco le posizioni in campo

Lunedì 19 Luglio 2021
Ddl Zan, domani è il 'giorno verità': al Senato inizia ufficialmente la discussione sugli emendamenti

Poco più di 12 ore ancora per depositare negli uffici dell'aula del Senato gli emendamenti sul disegno di legge contro l'omotransfobia. Alle 12 ci sarà il fischio d'inizio della partita finale sul Ddl Zan che da ormai settimane divide il panorama politico italiano. Si paleseranno quindi le volontà di Lega, Forza Italia e Italia Viva che vorebbero una modifica del testo per poi arrivare all'approvazione finale con una larga maggioranza alla Camera in autunno. Dal numero e "dalla qualità" degli emendamenti presentati dal Carroccio si chiariranno quali sono le reali intenzioni di Matteo Salvini; anche oggi allo scontro con il segretario del PD Enrico Letta. L'ex premier ha dato espressamente dell'«omofobo» al segretario della Lega. Una mediazione richiedebbe un minimo di fiducia reciproca, ma al momento non sembra dar cenni della sua presenza.

 

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Intanto il leader di Italia Viva Matteo Renzi, ha affermato che a suo giudizio «un compromesso è possibile sugli articoli 1, 4, e 7», vale a dire quelli che, rispettivamente, introducono il concetto di identità di genere, che trattano la libertà di espressione e che riguardano l'insegnamento anti-discriminazione nelle scuole. Secondo Renzi «un accordo è a portata di mano», perché « la Lega, dopo mesi di ostruzionismo, ora si dice disponibile». In tal senso il leader di Iv dice di «non capire perché Letta si sia messo di traverso».

Ma sia Italia Viva che Lega non hanno ancora chiarito i contenuti delle loro proposte sui tre articoli indicati da Renzi. E le carte saranno scoporte domani a mezzogiorno. La proposta del presidente della commissione Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, giudicata da Iv «un passo avanti» e respinta dal PD, non è stata fatta propria dalla Lega, che anzi ha ribadito di voler puntare a introdurre una semplice aggravante comune per i reati di odio omo-transfobico, punto su cui PD, M5s e Leu non accederanno mai.

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Le mosse del gruppo misto

Ci saranno sicicramente emendamenti da parte di Julia Unterberger, capogruppo delle Autonomie: «personalmente voterei subito il ddl così come è, ma prendo atto che la destra non lo vota e per favorire un compromesso presenterò un emendamento sugli articoli 1, 4 e 7» per «favorire un compromesso». Anche il socialista Riccardo Nencini ne presenterà uno sull'articolo 4 perché la sua formulazione «è scivolosa»: il timore è che qualche Pm possa distorcerne l'applicazione, perseguendo semplici opinioni. L'articolo 4, introdotto alla Camera su richiesta di Forza Italia in commissione Affari costituzionali, è ora quello più a rischio.

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La scelta di Renzi, del PD e del M5S

Italia Viva sarà disposta a votare insieme al centrodestra e a spostare quindi il proprio baricentro in direzione di Forza Italia e Lega. Lo strappo sembra vicino e potrebbe essere letto anche in ottica futura per l'elezione del successore di Sergio Mattarella al Quirinale. Dall'altra parte del campo anche il PD dovrà scegliere se perseguire, anche di fronte a votazioni segrete dove le defezioni dalla direttiva di partito rischiano di essere numerose, la linea dura e di rifiutare quindi la modifica al solo articolo 4 del Ddl Zan. Il Movimento 5 Stelle osserva lo scontro da parte in causa ma con la sicurezza di poterne uscire meglio dell'alleato strategico. Pur essendo sia il leader in pectore Giuseppe Conte che la gran parte del gruppo parlamentare a favore del provvedimento, l'approvazione del disegno di legge non è mai stata una bandiera del partito. Proprio da qui però ci potrebbero attendere le defezioni più pesanti nei voti chiave.

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Ultimo aggiornamento: 21:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA