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GIUSEPPE CONTE

M5S, sospesa l’elezione di Conte, al vertice torna Grillo: «Ma il vero leader resto io»

I provvedimenti per «gravi vizi nel processo decisionale»

Lunedì 7 Febbraio 2022 di Emilio Pucci
M5s, il tribunale azzera la carica di Conte. L'ex premier: «La mia leadership non deriva da carte bollate»

M5s torna a sbandare. Il tribunale di Napoli ha cancellato con un tratto di penna tutto il corso contiano. La modifica dello Statuto che ha portato all’elezione del presidente M5s è stata sospesa, i vertici momentaneamente azzerati. Nelle due delibere del 3 e del 5 agosto 2021 sono state riscontrati “gravi vizi nel processo decisionale”. Perché dal voto erano stati esclusi oltre un terzo degli iscritti e per il conseguente mancato raggiungimento del quorum necessario. Tutta la struttura messa in piedi dall’avvocato di Volturara Appula va in ghiacciaia. «Siamo all’anno zero», festeggia Lorenzo Borrè, l’avvocato degli attivisti che hanno presentato il ricorso accolto in via cautelare. Festeggia anche Rousseau: «In più occasioni – spiega l’associazione di Casaleggio - abbiamo evidenziato quanto la gestione delle votazioni e della comunità degli iscritti richiedesse un livello di attenzione e professionalità che non possono essere improvvisati con modelli di gestione, invece, approssimativi e dilettantistici». 

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La reazione

Ma il giurista pugliese non ci sta: «La mia leadership – dice ai giornalisti – non è in discussione. Si basa ed è fondata sulla profonda condivisione di principi e valori, quindi è un legame politico prima che giuridico. Non dipende dalle carte bollate e lo dico consapevole di essere anche un avvocato». In serata, ospite a “Otto e mezzo” aggiunge: «Appena arrivato dissi che bisognava risolvere il problema Casaleggio. Ma questo provvedimento non c’entra con Rousseau». Piattaforma su cui, in teoria, dovrebbe svolgersi la nuova votazione. E la frattura con Di Maio? «Prima andava in piazza per difendere le nostre battaglie, ora per esibire la sua corrente». Verrà fatto fuori con il no al terzo mandato? «Sono per i due mandati, ma con qualche deroga. Luigi? Non personalizziamo, vedremo a tempo debito». Le alleanze future? «Non so che farà Renzi, ma di Letta mi fido».

Secondo il tribunale di Napoli ora spetta a Beppe Grillo indicare la strada. Il garante ieri ha sentito al telefono Conte che ha riunito i notai e Crimi. «La nostra comunità mi sembra che si sia espressa in maniera molto chiara sul presidente Conte», afferma l’ex reggente. Ma neanche il senatore M5s a cui dopo il passo indietro di Di Maio da capo politico era stata affidata la macchina può rientrare in gioco perché nel frattempo il comitato di garanzia si è dimesso. Caos totale, quindi. I vertici M5s provano a sbrogliare la matassa. «Il Tribunale di Napoli – la premessa - non ha accertato l’invalidità delle delibere adottate, ma dispone, in via meramente provvisoria, la sola sospensione».

E ora? L’escamotage è la convocazione di un’assemblea per proporre agli iscritti, anche con meno di sei mesi di anzianità, la ratifica delle delibere sospese. L’operazione è quella di minimizzare: «Tanto rumore per nulla». Ma intanto almeno per venti giorni – quando è prevista la nuova udienza – il Movimento 5 stelle si ritrova senza leader. «Chiederemo al giudice di merito di pronunciarsi», afferma l’avvocato Francesco Astone. «È stato ripristinato il principio della necessità della partecipazione di tutti gli iscritti nell’adozione delle scelte fondamentali del nostro Movimento», dicono i ricorrenti. Nelle chat dei gruppi parlamentari si diffonde il terrore. «E ora cosa facciamo? Aveva ragione Grillo ad essere preoccupato quando insisteva nel procedere subito al voto del collegio direttivo», il refrain. Qualche contiano tira in ballo Di Maio che due giorni fa ha lasciato il comitato di garanzia. «Evidentemente sapeva o aveva fiutato la situazione…», il commento ironico di un senatore. «Luigi non c’entra nulla», afferma un big vicino al ministro degli Esteri. Lo scontro è destinato a continuare, con Conte che all’assemblea dei gruppi metterà le carte sul tavolo: «Non mi faccio fermare da manovre sottobanco né da cavilli burocratici. Chi è contro di me può andare via», il ragionamento. «Ormai ci facciamo male anche da soli», allarga le braccia un big M5s.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA