Coprifuoco, regioni rosse, arancioni e gialle: i nuovi divieti, dal lockdown a spostamenti, bar e scuola

Mercoledì 4 Novembre 2020 di Mauro Evangelisti e Francesco Malfetano
Coprifuoco, regioni rosse, arancioni e verdi: i nuovi divieti, dal lockdown a spostamenti, bar e scuola

Sono tante le nuove misure introdotte da domani e valide sino al 3 dicembre. Se a livello nazionale scatterà il coprifuoco dalle 22 alle 5, la dad al 100% per le scuole superiori, la chiusura ai centri commerciali nel week-end e il limite del 50% per il tpl, le norme più stringenti riguardano le regioni. In quelle più a rischio, dal colore rosso, chiuderanno barbieri, negozi, bar e ristoranti e, a scuola, la ‘dad’ coinvolgerà le seconde e terze medie. Una sorta di lockdown regionale che dovrebbe coinvolgere Lombardia, Piemonte e Calabria (con Valle d’Aosta e Alto Adige osservate speciali). C’è poi una fascia di mezzo, l’arancione, che riguarda regioni come Campania (che però rischia di passare tra quelle a rischio superiore) e Veneto, con alcuni divieti che valgono, anche per la “fascia rossa”: vietato entrare e uscire dai confini regionali o spostarsi dal comune di residenza, stop ai ristoranti.

 

Le regioni arancioni

C'è ancora incertezza sull’elenco delle Regioni che saranno inserite nell’area di mezzo, quella con l’allarme arancione. Ad esempio la Campania rischiava una classe di rischio superiore, ma resta arancione; Emilia-Romagna e Veneto ballano tra la fascia verde (la meno critica) e arancione. Il Lazio per ora si salva e va tra le regioni con meno criticità (dunque zona verde). Nell’area arancione anche Puglia e Liguria. Ma che tipo di limitazioni sono previste dal nuovo Dpcm? Prima di tutto, esattamente come nelle “rosse”, nelle Regioni di fascia arancione c’è il «divieto di ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori», salvo «comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute». Non ci si potrà muovere neppure all’interno della propria Regione: «Divieto di ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione». Per la scuola invece valgono le limitazioni indicate per tutto il territorio nazionale. Si fermano bar e ristoranti, che dunque non potranno operare, come avveniva fino alle 18 prima di questo Dpcm. Resterà consentito il servizio di consegna a domicilio e di asporto (fino alle 22, con divieto di consumazione nelle vicinanze del locale), mentre restano gli «esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro».

Nelle regioni rosse

Chiusi bar, ristoranti e negozi. Chiuse università e scuole superiori, per tutti didattica a distanza. Non solo: anche alle medie, al secondo e terzo anno, stop alle lezioni in presenza, si torna a quelle on line come durante il lockdown. Sono queste, in sintesi, le misure principali inserite nel Dpcm per le Regioni dello “scenario 4”, vale a dire quelle che un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, inserirà nella fascia rossa a rischio elevato. Quali? Stando al report di venerdì scorso (che già era stato elaborato con dati vecchi di una settimana) ci sono la Lombardia, il Piemonte, la Calabria (l’Rt è basso ma ci sono problemi di posti letto), la Valle d’Aosta e l’Alto Adige. Per la Campania c’è incertezza, a causa dell’insufficienza dei dati, e dunque oscilla tra fascia rossa e fascia arancione. 

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Per le Regioni più in affanno il Dpcm prevede anche il «divieto di ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute», «consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». Tutti chiusi i negozi, salvo parrucchieri e barbieri, quelli di prima necessità e le farmacie. Per la ristorazione, consentiti solo la consegna a domicilio e l’asporto. Infine, «sono sospese le attività inerenti servizi alla persona» come gli estetisti. Salvi i parrucchieri. Ovviamente valgono anche tutte le altre misure di contenimento previste nel resto del Paese.

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Ultimo aggiornamento: 17:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA