Clan Spada, procura generale della Cassazione: «Confermare l'associazione a delinquere di stampo mafioso»

Venerdì 10 Dicembre 2021
Clan Spada, procura generale della Cassazione: «Confermare l'associazione a delinquere di stampo mafioso»

Anche per la procura genenale della Cassazione quella attorno agli affari del Clan Spada di Ostia era mafia. Oggi infatti il sostituto procuratore generale del tribunale supremo italiano Luigi Birritteri ha confermato l'associazione a delinquere di di stampo mafioso nel corso della requisitoria davanti alla prima sezione penale della Suprema Corte nel maxi processo che vede coinvolti diversi espondenti della nota famiglia del litorale romano.

La pronuncia de pg

Il procuratore generale della Cassazione ha quindi sollecitato l’inammissibilità o il rigetto dei ricorsi degli imputati chiedendo la conferma delle pene inflitte e un nuovo processo d’Appello per riconoscere la responsabilità per il duplice omicidio nei confronti di Carmine Spada, che aveva visto ridursi la pena in secondo grado.

La sentenza della Corte d'Assise d'Appello

Lo scorso 12 gennaio i giudici della Prima Corte d’Assise d’Appello di Roma avevano confermato l’associazione per delinquere di stampo mafioso e le condanne per i 17 imputati per oltre 150 anni di carcere, tra queste, l’ergastolo per Roberto Spada, già condannato in via definitiva a sei anni per la testata a Ostia al giornalista Daniele Piervincenzi, e per Ottavio Spada, detto Marco, mentre era stata ridotta la condanna per Carmine Spada, dall’ergastolo a 17 anni. Ottavio Spada, detto «Maciste», era stato condannato invece a 12 anni e mezzo.

Una sentenza d’Appello che era stata sostanzialmente in linea con quanto già stabilito in primo grado quando il 24 settembre 2019 la Terza Corte d’Assise di Roma aveva inflitto 17 condanne e 7 assoluzioni. Il maxi processo, arrivato oggi in Cassazione, nasce dall’indagine della Dda di Roma, coordinata da Michele Prestipino con Ilaria Calò e Mario Palazzi, che aveva portato il 25 gennaio del 2018 all’operazione «Eclissi» con gli arresti eseguiti dai carabinieri e dagli agenti della squadra mobile.

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Omicidio, estorsione e usura

I reati ipotizzati, a seconda delle posizioni, vanno dall’omicidio all’estorsione, all’usura. Tra gli episodi contestati c’è il duplice omicidio di due esponenti di un clan rivale, Giovanni Galleoni detto Baficchio e Francesco Antonini detto ‘Sorcanera’, avvenuto il 22 novembre del 2011 nel centro di Ostia.

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Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 14:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA