Coronavirus in Italia, tutto e il contrario di tutto: bar e pub chiusi, vietato sposarsi

Giovedì 27 Febbraio 2020 di Gigi Di Fiore

È roba da coprifuoco. Con decisioni ponderate e altre discutibili, prese tutte per arginare il Coronavirus. L’obiettivo, dice il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, è «limitare le situazioni di affollamento di più persone in un unico luogo». Ma non tutto convince.

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I BAR
In tutta la Lombardia, i bar devono chiudere alle 18 per riaprire dopo 12 ore. Coprifuoco totale, ma i bar e i pub che vendono alimenti e bevande al tavolo possono anche restare aperti dopo le 18 come i ristoranti. I clienti, però, non possono superare il numero dei loro coperti. Lo ha deciso la Regione Lombardia ma, vista la psicosi collettiva, anche a Milano i bar e i ristoranti in questi giorni restano deserti. 

MERCATI E MERCATINI
Restrizioni in Lombardia per i mercati rionali, come per i centri commerciali. Niente più sagre e fiere. E ne ha fatto subito le spese il Salone del mobile a Milano. Clamorosa e senza molti precedenti la cancellazione del Carnevale a Venezia. Mercatini aperti dal lunedì al venerdì ma, e non si comprende che differenza faccia, devono chiudere il sabato e la domenica. Tutti? No, se nel mercatino si vendono alimenti possono farlo anche nei week end.

CHIUDE LA CULTURA
Niente musei, niente biblioteche, a casa studenti di scuole, Università e master. E tanti fuori sede, in gran parte delle regioni meridionali, si sono trovati spiazzati per una settimana. C’è stata la corsa a tornare a casa e la sorpresa sono stati i biglietti, soprattutto aerei, rincarati di colpo. Nell’ignoranza da Coronavirus, la diffidenza per gli studenti, anche se non venivano dalla cosiddetta «zona rossa», quella del Lodigiano cuore dei contagi, si è diffusa. Il sindaco di Messina, Cateno De Luca, si è visto arrivare oltre mille messaggi da chi gli chiedeva tutela nei confronti di «un sacco di studenti di Milano e del nord che stanno rientrando senza alcun controllo». Per fortuna, la Regione Campania, ha specificato che solo chi rientra dalla «zona rossa» deve comunicarlo alla Asl. Ma basta un colpo di tosse, un raffreddore, un decimo di febbre per scatenare la paura sui fuori sede tornati in questi giorni.

I VOLI DALLA CINA
Il 31 gennaio, l’Italia ha chiuso i collegamenti aerei con la Cina. Un provvedimento senza uguali in Europa, che non si è dimostrato felice. Chi partiva dalla Cina per venire in Italia poteva fare scalo in un altro Stato europeo e proseguire poi per il nostro Paese senza controllo. È mancato, sui collegamenti con la Cina, un coordinamento e una decisione unica tra tutti gli Stati dell’Unione europea.

VIETATO SPOSARSI
In questi giorni, proibito organizzare matrimoni e unioni civili in Lombardia. Chi è preso da passione d’amore irrefrenabile, deve accontentarsi di cerimonie private con poca gente. Niente palestre e altre attività sportive in Lombardia. Domenica scorsa, la serie A si è vista cancellare 4 partite tra Lombardia, Veneto e Piemonte. Poi si sono aggiunge 42 partite dei dilettanti, una di B, una di C e quattro di D. Per non parlare degli altri sport. Niente assembramenti e l’alternativa è giocare le prossime senza pubblico. Di fatto, sembra di ritornare al 1915, quando per la guerra il campionato venne diviso in tre sezioni corrispondenti alle tre aree del Paese.

IN ORDINE SPARSO
Il premier Giuseppe Conte ha bacchettato i governatori di Marche e Basilicata, per le loro restrizioni sull’accesso indiscriminato da chi proviene dalla Lombardia. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha parlato di «schizofrenia» nelle decisioni di alcuni sindaci, con San Giuseppe Vesuviano, Pozzuoli, Castellammare, Caivano, Bacoli, Monte di Procida, con l’aggiunta di Napoli, che hanno chiuso le scuole o per disinfestazioni o per precauzione. E cosa dire, poi, dell’allarme che lunedì ha ulteriormente diviso in due l’Italia, con la chiusura della stazione di transito di Casalpusterlengo dove si era sentito male un capostazione sottoposto subito al tampone del Coronavirus. È scattata l’improvvisa disinfestazione, proprio nello snodo dei collegamenti dei treni dell’Alta Velocità. È stato il caos, con 28 corse cancellate dal nord al sud.

ALLA CAMERA
Ancora più risibili i parlamentari che si sono presentati in aula con la mascherina: Maria Teresa Baldini di Fdi e Matteo Dell’Osso di Fi. Eppure, chi siede in Parlamento dovrebbe dare esempio di serietà e calma. Forse per questo, nei bagni di Montecitorio è stato affisso il vademecum in undici punti dell’Oms su «come lavarsi le mani con acqua e sapone». Paolo Siani del Pd lo ha fotografato, facendone un tweet. Un po’ di informazioni serie ai parlamentari: lavarsi meglio le mani, principale strumento di prevenzione, evitando le mascherine.

Ultimo aggiornamento: 14:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA