Ruby, Emilio Fede evita il carcere. I giudici: «In cella sarebbe sottoposto a un'enorme sofferenza»

Venerdì 11 Ottobre 2019
Ruby, Emilio Fede evita il carcere. I giudici: «In cella sarebbe sottoposto a un'enorme sofferenza»
Ruby, Emilio Fede ai domiciliari: niente cella, dunque per il giornalista 88enne, «perché in carcere sarebbe sottoposto ad un'enorme sofferenza». Deve scontare la pena in «detenzione domiciliare», dunque, Emilio Fede condannato ad aprile in via definitiva a 4 anni e 7 mesi per il caso Ruby bis. Lo ha deciso oggi il Tribunale di Sorveglianza di Milano che ha accolto una delle istanze dell'avvocato Salvatore Pino.

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I giudici osservano che Fede, per il quale era già stato sospeso l'ordine di carcerazione, ha 88 anni, soffre di «alcune patologie» e il carcere «andrebbe contro il senso di umanità». Da detenuto sarebbe sottoposto a «una enorme sofferenza».



Emilio Fede: «Chiederò assolutamente la grazia al Capo dello Stato». A dirlo è l'ex conduttore di Tg4 Emilio Fede all'Adnkronos commentando la notizia degli arresti domiciliari concessi dal Tribunale di Sorveglianza di Milano sul caso Ruby.

«Ancora mi si accusa - continua Emilio Fede - di essere responsabile di aver tentato di far prostituire due ragazze. Nonostante questo, non mi metto a predicare contro la giustizia. Questi domiciliari mi lasciano ampi spazi di vita e sicuramente li rispetterò».
Ultimo aggiornamento: 21:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA