Frontiere aperte, dove si può andare in vacanza e cosa si deve fare quando si torna

Giovedì 2 Luglio 2020 di Mauro Evangelisti

L'Italia, al contrario degli altri paesi d'Europa, mantiene la linea del rigore: per chi arriva da paesi extra Schengen, anche dai 15 per i quali l'Unione europea ha aperto le frontiere senza condizione, resta l'obbligo della quarantena di due settimane. Sulla carta è un principio di prudenza che trova il plauso degli esperti (Bassetti e Pregliasco tra gli altri), ma anche dell'opposizione (il leader leghista Matteo Salvini ha detto di condividere la decisione del ministro della Salute, Roberto Speranza). Nella pratica, però, il sistema dei controlli rischia di essere farraginoso. Nell'aeroporto internazionale più importante d'Italia, Fiumicino, i voli extraeuropei ieri erano solo 5, malgrado il traffico aereo abbia fatto segnare una importante ripresa.

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Chi proviene sia dai 15 paesi a cui l'Unione europea ha aperto le frontiere, sia da altri per i quali permangono limitazioni come Bangladesh (molti immigrati con residenza e lavoro tornano in Italia), Brasile e Stati Uniti, di solito è costretto a usare un volo in connessione. Ed evita la quarantena se fa uno scalo. Raggiunge Roma dopo il transito a Francoforte, Parigi, Lisbona, Madrid, ma per i voli da altre città europee in Italia non ci sono controlli. Solo il senso di responsabilità del singolo viaggiatore lo convince a rivolgersi all'autorità sanitaria, a segnalare il suo arrivo, a rispettare la quarantena di due settimane. Non solo: ipotizziamo che un cittadino giunto dall'Asia o dall'America rispetti tutte le procedure, ma abbia come destinazione finale Cuneo o Reggio Calabria, dove poi si chiuderà in casa o in hotel per la quarantena. Per compiere il tragitto tra Fiumicino e la città in cui è diretto, prenderà bus, treni, mezzi pubblici. Se è positivo, contagia altre persone. Ancora: fino ad oggi, come ha dimostrato la storia degli immigrati del Bangladesh trovati a Cesena quasi per caso, il passaggio di informazioni tra le varie istituzioni, a partire dalla compagnia aerea fino alla Asl, è lacunoso. Così, i controlli sul rispetto della quarantena sono poco efficaci. Intanto, per gli italiani sono state riaperte le frontiere all'interno dell'Unione europea e, da ieri, le principali compagnie hanno riattivato una parte consistente dei voli.

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I PAESI
La Ue ha ufficializzato una lista di 15 paesi da cui si può arrivare liberamente. Sono quelli considerati a bassa circolazione del coronaviurs. Ne fanno parte Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro,Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay. Il quindicesimo paese è la Cina, ma solo se sarà garantito il principio di reciprocità. Dal punto di vista geo-politico, spicca la esclusione degli Stati Uniti, del Brasile e della Russia, ma d’altra parte sono i tre paesi a mondo con più casi positivi e con un aumento costante; non sembra che l’epidemia sia sotto controllo, tanto che il capo della task force americana, Anthony Fauci, ha messo in guardia: in Usa si rischiano anche centomila nuovi casi al giorno.

LA QUARANTENA
L’Italia erastato il primopaese europeo a sospendere i voli diretti con la Cina a fine gennaio, ora è quello più prudente nella politica delle riaperture, anche per la lista di 15 nazioni considerate sicure dall’Unione europea. Come anticipato in una intervista al Messaggero, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha deciso che chi arriva da qualsiasi paese Extra Ue (dunque anche le 15 nazioni a cui l’Europa ha aperto) debba rispettare un periodo di due settimane di quarantena. Questo principio di cautela ha avuto molti apprezzamenti dagli esperti, preoccupa gli operatori del turismo, perché imporre la quarantena ovviamente terrà lontano dall’Italia viaggiatori giapponesi e coreani, che - se mai qualcuno deciderà di fare le vacanze in Europa - preferiranno Parigi o Madrid.

LE FALLE
La maggior parte dei passeggeri non europei arriva con voli che fanno scalo in altri paesi Ue. In questo modo l’obbligo della quarantena svanisce, dipende tutto dalla correttezza del viaggiatore che atterra a Fiumicino. Ieri, ad esempio, è atterrato un volo della Tap da Lisbona, dunque non ci sono controlli. Ma una parte consistente dei passeggeri era partita da San Paolo, in Brasile. Alcuni hanno spiegato che non avevano alcuna intenzione di rispettare la quarantena. Altri arrivavano dagli Stati Uniti, dopo uno scalo in Germania, stessa storia. In Portogallo e Germania li fanno passare perché sanno che il loro paese non è la destinazione finale, in Italia entrano come cittadini dell’area Ue. Senza controlli.

DOVE SI PUÒ ANDARE
All’interno dell’Unione europea ormai non ci sono più limitazioni e le compagine aeree, a partire soprattutto da ieri, hanno ripreso molti collegamenti non solo da Fiumicino ma anche da Ciampino per quanto riguarda Roma, e dagli altri scali del Paese. I voli offerti sono ovviamente meno rispetto all’estate del 2019. In linea di massima non ci sono più limitazioni per volare in Europa, anche se vale il principio che quest’anno la prima scelta per le vacanze dovrebbe essere, per vari motivi, all’interno dei confini nazionali. Il Regno Unito, che ha previsto un periodo di quarantena, ha aperto alla possibilità di fare entrare gli italiani senza limitazioni, salvo che non abbiano sintomi per i quali si deve restare a casa o in hotel per una settimana,ma ancora la svolta non è operativa (si parla del 4 luglio).

I LIMITI
Per questa estate possiamo dimenticare le vacanze in un altro continente. Le limitazioni, nelle destinazioni extra Ue, sonomolto rigorose. In Cina, ad esempio, si entra solo per una serie di ragioni di lavoro o diplomatiche,ma bisogna rispettare un periodo di quarantena sotto stretta sorveglianza. Negli Usa, Trump già a marzo ha disposto la sospensione dell’ingresso dei viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti , siano stati in uno dei Paesi dell’Area Schengen, inclusa l’Italia. Sigillate le frontiere della Thailandia e del Brasile (salvo, per quest’ultimo paese, i brasiliani che tornano a casa o loro familiari). Stop anche per Cuba,ma ieri le autorità locali hanno ipotizzato di riaprire al turismo in alcune aree circoscritte come Cayo Coco e Cayo Largo.

CHI TORNA
Cosa succede a un italiano che per ragioni varie è in Brasile, Usa, India o Russia ( le nazioni che hanno più casi positivi almondo) se domani torna nel nostro Paese? Per lui valgono esattamente le stesse regole in vigore per brasiliani, americani, indiani o russi: deve comunicare alle autorità sanitarie italiane il suo arrivo e sottoporsi a un periodo di 14 giorni di quarantena. Non solo: questo vale, almeno fino al 14 luglio, anche per chi torna da nazioni che fanno parte della lista dei famosi 15 paesi virtuosi, stilata dalla Ue. Dunque, un italiano che torna da Giappone, Corea del Sud o Thailandia, se si ferma a Parigi può girare liberamente, se viene a Roma, deve restare in quarantena.

 

Ultimo aggiornamento: 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA