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Garlasco, la mamma di Chiara: «Speriamo sia davvero finita, pronti a querele per calunnia»

Sabato 20 Marzo 2021
Garlasco, la mamma di Chiara: «Speriamo sia davvero finita, pronti a querele per calunnia»

Delitto di Garlasco, la Cassazione respinge la richiesta di revisione del processo da parte dei legali di Alberto Stasi. Il fidanzato di Chiara Poggi, accusato di averla uccisa il 13 agosto 2007, era stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. E oggi la mamma di Chiara commenta con poche parole: «Dopo tanti anni, speriamo sia davvero finita».

Per la famiglia Poggi ogni volta che la vicenda ritorna in un'aula giudiziaria è sempre un po' come riaprire una «ferita» che mai si potrà rimarginare. «Spero davvero sia finita», dice ancora la signora, augurandosi che il verdetto della Suprema Corte, che ha aderito alla tesi dei giudici bresciani e quindi evidentemente ha ritenuto non ci siano nuove prove per la riapertura del procedimento, metta una 'pietra' sopra il caso. Le motivazioni degli ermellini saranno depositate tra circa un mese. Dopo di che non si esclude un'ennesima mossa di Stasi e del suo difensore. 

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L'avvocato della famiglia di Chiara Poggi, Gian Luigi Tizzoni, ha spiegato all'AdnKronos di non escludere l'ipotesi di una serie di querele per calunnia. «Continuiamo a vedere una parte della stampa e la difesa di Alberto Stasi che gettano ombre sulla sentenza. La famiglia Poggi non è più disposta a tollerare questi dubbi, valuteremo se chiedere di procedere per calunnia atteso che in queste iniziative si adombra la responsabilità di altri mentre è nota e certa la responsabilità di Stasi» - le parole del legale - «I numerosi tentativi di ribaltare l'esito del processo effettuati in questi anni non hanno avuto effetto. La decisione della Cassazione conferma ancora una volta la responsabilità di Stasi al di là di ogni ragionevole dubbio. Basta leggere l'ordinanza di Brescia, che aveva respinto la richiesta di riaprire il processo, per capire che la difesa di Stasi non ha portato elementi nuovi che sono imprescindibili per chiedere di riaprire il caso».

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