Mafia, cortei per dire no in tutta Italia: «A Padova siamo in 50mila»

Mafia, cortei per dire no in tutta Italia: «A Padova siamo in 50mila»
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Grandi corteo antimafia organizzati oggi in tutt'Italia da Libera e Avviso Pubblico, con decine di migliaia di persone a Palermo e a Padova. «Siamo in 50mila»: è arrivato in Prato della Valle il grande corteo antimafia organizzato a Padova. La piazza è piena e secondo le forze dell'ordine i manifestanti sono circa 30mila, 50mila per gli organizzatori. Prima dell'intervento di don Ciotti verranno letti i nomi di 1.111 vittime di mafia.

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«Sono 50mila le persone che stanno sfilando per le strade di Padova - afferma l'associazione Libera - Un paese, circa un milione di persone, che in questi giorni in Italia e in Europa, Africa e America Latina si sono mobilitati in oltre 4000 luoghi, parrocchie, associazioni, scuole, università, nelle carceri, negli uffici pubblici, nelle stazioni, nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie per la 24ma Giornata dell'impegno e della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie».



«Oggi voglio ricordare Augusta Schiera e Rita Borsellino, due personalità che ci hanno lasciato e non sono nell'elenco delle vittime di mafia ma che sono l'anima di questa manifestazione». Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, saluta così idealmente la platea di oltre 10mila (secondo la polizia) tra di studenti, familiari di vittime di mafia e attivisti che si sono ritrovati al teatro Massimo di Palermo per leggere, in contemporanea con la manifestazione nazionale di Libera a Padova, i circa 1000 nomi di chi è stato ucciso dalle mafie. Della giunta con lui in corteo ci sono anche gli assessori comunali Giuseppe Mattina e Giusto Catania.



«Ricordare le vittime di mafia è un segno di grande civiltà - ha detto il prefetto di Palermo, Antonella De Miro - vuol dire rinnovare l'impegno per chi non ha avuto verità e giustizia. Questa manifestazione voglio dedicarla ad Augusta Schiera e questa giornata è il perfetto rinnovamento di una promessa, quella che da prefetto ho fatto giurando sulla Costituzione per combattere le mafie e l'illegalità che limitano lo sviluppo del Paese». «Loro li hanno uccisi ma noi non li facciamo morire, siamo qui per risvegliare le coscienze e ricordare che non ci sono vittime di serie A e Serie B», ha detto Placido Rizzotto, nipote omonimo del sindacalista ucciso il 10 marzo 1948. «Per noi essere qui è una vittoria, c'è un esercito colorato di ragazzi e studenti, con migranti di seconda generazione che sono qui per dire di voler essere le istituzioni di domani, quelle senza mafia», dice Gregorio Porcaro, presidente di Libera Sicilia.

Giovedì 21 Marzo 2019, 13:21 - Ultimo aggiornamento: 21-03-2019 15:13
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1 di 1 commenti presenti
2019-03-21 17:47:25
chiacchiere ,bandiere e cortei non battono le mafie: troppi soldi, troppe leggi difficili da applicare e molte volte contrastanti, molti provvedimenti non applicati ...e le mafie si arricchiscono sempre più, corrompono sempre più e si rafforzano sempre più,tanto da consentire nel paese l'innesto di nuove mafie. Gli arresti, le reclusioni (per quello che sono le reclusioni nel belpaese) non servono più di tanto; le mafie e la malavita , come sempre suggeriva il compianti della chiesa, vanno combattute i mezzi fiscali, col sottrarre danaro alle cosche, insomma sequestri e confische sono l'unico mezzo per debellare le potenti organizzazioni malavitose.

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