Milano, dirotta scuolabus e gli dà fuoco: la doppia vita di Paolo tra lavoro e violenza

Giovedì 21 Marzo 2019 di Claudia Guasco

MILANO - Solitario, schivo taciturno. Ousseynou Sy, detto Paolo, abitava da solo in una palazzina rosa a due piani a Crema e qui ha cominciato a macerarsi nell'odio per gli italiani, a suo dire colpevoli per i morti nel Mediterraneo. Così ha preso forma la sua «azione dimostrativa», preannunciata in un video destinato ad amici, parenti e conoscenti a Crema e anche in Senegal: «Si parlerà molto di me». Poi però, dice ai magistrati, «la situazione mi è sfuggita di mano».
 
I carabinieri del Ros hanno trovato il suo manifesto ideologico nel pc sequestrato nell'appartamento di via Cremona, dove i vicini lo ricordano come «un lavoratore, uno sempre per conto suo». Ma quando si tratta di politica, Ousseynou si accalora. Racconta una giovane coppia di senegalesi che abita proprio accanto: «Giovedì scorso lo abbiamo sentito che parlava al telefono. Discuteva della situazione politica in Senegal. Gridava, era molto arrabbiato e infervorato». Invece mezz'ora prima di tentare la strage sul pullman era «tranquillissimo», riferisce il barista della stazione di Crema che gli ha servito il caffè. «Porto i ragazzi in palestra e torno», ha tagliato corto. I colleghi autisti che partono con i loro autobus dal piazzale antistante si dicono «costernati».

«L'ho visto martedì - rammenta uno di loro - mi ha salutato come al solito e mi ha chiesto come stavo. È inimmaginabile che abbia fatto una cosa del genere». Un uomo dal doppio volto: affidabile sul lavoro, cortese con i colleghi, ma con un carico di odio che si porta dietro da anni. Più o meno da dodici, ovvero da quando si è separato dalla moglie, un'italiana di origini sarde da cui ha avuto due figli che oggi hanno quattordici e diciotto anni. «È stato un divorzio doloroso, i ragazzi hanno sofferto molto», si rammarica don Vittore che li vede all'oratorio. Da questo momento per Sy, nato in Francia, comincia una rovinosa china discendente: nel 2007 gli viene sospesa la patente perché guida sotto l'effetto dell'alcol, nel 2011 la denuncia per molestie sessuali nei confronti di una ragazza.

C'è chi dice che il procedimento sia stato archiviato, in ogni caso - così come il problema con il permesso di guida - non rappresenta un inciampo per la sua carriera cominciata una quindicina di anni fa nella Autoguidovie. Prima come addetto alle pulizie poi, in considerazione del suo buon rendimento professionale, è promosso conducente dei mezzi. «Una persona cordiale, mai sopra le righe», riferiscono i conoscenti. «Abita qui da cinque anni, mai avuto un problema, tutte le mattine si svegliava prestissimo per andare al lavoro». Ma lui con la testa era altrove. E l'ultimo no allo sbarco di alcuni migranti sulle coste siciliane, dice il suo avvocato Davide Lucchini, «ha fatto esplodere la sua esasperazione per le politiche restrittive in tema di immigrazione».

Ultimo aggiornamento: 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA