Nunzia Schilirò, positiva al Covid la poliziotta No Green pass: «L'ha preso anche mio marito»

Lunedì 29 Novembre 2021
Nunzia Schilirò e il marito positivi al Covid. La poliziotta no Pass sospesa: «Guarisco e torno a combattere»

Nunzia Alessandra Schilirò, la vice questore di Roma sospesa con un procedimento disciplinare dal dipartimento di Pubblica sicurezza per le sue posizioni no Green pass, è positiva al Covid. Ad annunciarlo è stata la stessa poliziotta in lungo post su Facebook dove precisa che anche il marito è risultato positivo. Qualche giorno fa, la Schilirò, parlando dal palco della manifestazione promossa a a Firenze da “Venere vincerà”, aveva attaccato frontalmente la «tessera verde», definendola «antigiuridica, atiscientifica e illogica». 

«Potrebbe portarci a un modello di società identico a quello cinese», che funziona con i crediti sociali, con i cittadini divisi tra «buoni», che sono quelli che seguono gli ordini del potere e i «cattivi cittadini», con aspirazioni di libertà e che «perdono i punti» e quando arrivano a zero «non hanno più accesso a niente» neanche al conto corrente, aveva detto la vice questore nel suo intervento. Ora la brutta notizia del contagio. E sulla sua affolata pagina social gli utenti si sono scatenati. 

 

Nunzia Schilirò, l'annuncio sui social: «Positiva a Covid»

«Carissimi amici, - scrive la Schilirò - pur non ritenendo quello che sto per dirvi una notizia ma, temendo strumentalizzazioni, mi pare giusto informarvi che io e mio marito oggi abbiamo ricevuto il risultato del tampone e, come avevamo immaginato dai sintomi, abbiamo preso il Covid. Non sappiamo dove né quando, né chi dei due lo abbia contratto prima, anche se da qualche giorno mio marito non stava bene e, infatti, non era andato a lavorare. Adesso stiamo abbastanza bene e, appena sarò guarita e non pericolosa per la comunità, riprenderò la mia battaglia per vedere rispettate la dichiarazione universale dei diritti umani, le norme europee, la Costituzione e, ancor prima, la libertà di tutti gli italiani. Dall'esperienza della mia famiglia ho imparato che le terapie, se la persona colpita da covid è in salute, possono essere un’arma per tramutare una malattia che può essere tragica in una situazione totalmente affrontabile. E questo è confermato anche dai dati e dalla maggior parte delle persone colpite da questo virus. I sintomi sono stati quelli tipici del Covid: febbre alta, mal di testa, stanchezza, tosse, perdita dell'olfatto e dolori alle ossa. Non parlo di medicina perché non sono un medico né uno scienziato, però insisto nel voler parlare di diritto. Io sono una giurista e sono estremamente certa che il diritto non possa essere cancellato per una cura. Dopo la mia esperienza, sono ancora più certa che non si possano superare le regole del diritto per la paura di dover curare le persone. Sarebbe una deriva pericolosa».

 

 

«"La legge è uguale per tutti" leggiamo nelle nostre aule di giustizia! Tutti, ma veramente tutti, hanno il dovere di conoscere la legge, dice la nostra giurisprudenza. Ora nessuno potrà dire che non ho conosciuto il COVID! Certamente qualcuno inizierà a ripetere che sono stata fortunata, che l’ho preso in forma leggera ma, dopo la mia malattia, ho ancora più voglia di ribadire con forza il mio diritto di esprimere le mie opinioni, il mio diritto di chiedere che le leggi siano rispettate, sempre e non solo quando fa comodo. Questa è la storia di tutta la mia vita,come donna e come poliziotta. Agli esperti di medicina ricordo che la scienza è dubbio e che la legge certezza. Agli esperti di medicina chiedo di trovare soluzioni e non dogmi. Le tante certezze, infatti, dichiarate durante questo periodo pandemico si sono dimostrate a oggi sempre errate. Le sole certezze devono essere quelle che riguardano la libertà e i diritti fondamentali di ogni essere umano, diritti inalienabili, indisponibili e che nessuno può permettersi di violare impunemente».

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Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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