Argentina, sottomarino sparito da due giorni nell'Atlantico con 44 uomini a bordo

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L'Argentina intera trattiene il respiro, da quando si è saputo che un sottomarino militare di attacco, l'Ara San Juan, con 44 uomini a bordo, risulta sparito nelle fredde acque dell'Atlantico meridionale, al largo della costa della Patagonia, da più di due giorni.

Il San Juan stava tornando da Ushuaia, nell'estremo meridionale dell'Argentina, verso la sua base operativa a Mar del Plata, vicino a Buenos Aires, quando si sono perse le sue tracce. «L'unica informazione ufficiale e certa è che non è stato ancora ritrovato», ha indicato alla stampa il portavoce della Marina Militare, Enrique Balbi, smentendo diverse versioni diffuse dai media riguardo a un presunto ritrovamento del San Juan o un incendio che sarebbe scoppiato a bordo del sottomarino. Balbi ha ammesso che le «ricerche finora sono molto difficili nonostante il gran numero di imbarcazioni coinvolte» anche a cause del forte vento e delle onde.
 
 

In ansia i parenti e i familiari dei marinai: «Preghiamo Dio e chiediamo a tutti gli argentini di aiutarci e speriamo possano essere trovati», ha detto Claudio Rodriguez, fratello di uno dei membri dell'equipaggio, al canale news Todo Noticias, aggiungendo di ritenere che «che sia solo un problema di comunicazione».

La Marina ha attivato un'operazione di ricerca per localizzare il sottomarino, ordinando «a tutte le stazioni di comunicazione terrestre lungo la costa argentina di fare una ricerca preliminare ed estesa di comunicazioni e di ascoltare tutte le possibili frequenze di trasmissione del sottomarino».

Unità militari sono già state inviate verso la zona da dove sono partiti gli ultimi messaggi del San Juan, mentre il ministro della Difesa Oscar Aguad è tornato d'urgenza dal Canada, dove stava partecipando a una conferenza Onu. Il ministero degli Esteri ha reso noto che Cile, Stati Uniti e Regno Unito hanno offerto di collaborare alla ricerca del sottomarino. Alle operazioni, scrive la Bbc, si è unito in queste ora anche un aereo della Nasa.
 

Da parte sua, l'ammiraglio Gabriel Gonzalez, comandante della base di Mar del Plata, ha indicato che a bordo del San Juan «c'è cibo e ossigeno a sufficienza» per tutto l'equipaggio, sottolineando che «non si può dunque parlare di un'emergenza». Molto meno ottimista il commento di Julio Langani, uno degli ingegneri che ha monitorato la costruzione del sottomarino nei cantieri navali della Thyssen Nordseewerke ad Edem, in Germania, dove il San Juan è salpato per la prima volta nel giugno del 1983. In dichiarazioni al quotidiano Ambito, Langani ha ipotizzato che nel sottomarino «si potrebbero essere surriscaldate le batterie, il che provoca l'emissione di un gas clorato, che risulta mortale per gli esseri umani». 

A bordo del San Juan c'è anche Eliana Mara Krawczyk, 34 anni e prima donna ufficiale del Sudamerica. Lo scrive il sito El Pais precisando che l'ufficiale, è responsabile delle operazioni del sottomarino, una posizione che include il controllo delle armi e la manovra di ormeggio. Krawczyk si è laureata alla scuola navale e attualmente è la prima ufficiale subacquea in 71 anni di storia della Marina argentina. «Mi disse che era felice di essere a bordo - ha raccontato il padre al telegiornale Tn. Poi quando sono arrivati alla Terra del Fuoco il governatore è salito a bordo sul sottomarino e si è congratulato con lei per il suo ruolo di responsabilità». Eduardo ha poi aggiunto che sta pregando per sua figlia e si è detto sicuro che la rivedrà e che il loro incontro «sarà come rinascere» di nuovo.
Sabato 18 Novembre 2017, 07:56 - Ultimo aggiornamento: 19-11-2017 10:15
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