Usa, cani maltrattati tra Covid e cavie e Twitter impazzisce: «Arrestate Fauci!»

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Luca Marfé
Usa, cani maltrattati tra Covid e cavie e Twitter impazzisce: «Arrestate Fauci!»

#ArrestFauci.

No, non un banale delirio di complottisti, negazionisti e no vax. Bensì l’estrema sintesi di uno scontro frontale che dal Senato americano finisce dritto in cima alla classifica degli argomenti più popolari su Twitter.

È un pomeriggio qualsiasi di una domenica tranquilla, si fa per dire naturalmente, quando nel corso di un’intervista rilasciata ad ABC il senatore repubblicano Rand Paul punta il dito dritto contro il virologo più famoso del mondo. E lo fa a modo suo: buttando, cioè, una bella e doppia secchiata di benzina sul fuoco.

«Ha mentito», esordisce intanto, senza troppi giri di parole.
«Manderò una lettera al Dipartimento di Giustizia per segnalare che con la sua ricerca ha finanziato l’ibridazione del virus».
Tradotto in altre parole: dollari Usa nelle casse del laboratorio di Wuhan per potenziare il Covid-19.
Non esattamente una carezza né una sciocchezza.



Ma, come se non bastasse, per Fauci piove sul famoso bagnato.

Sì perché nel frattempo, in parallelo, viene accusato pure di maltrattamenti. Non a danno del senatore repubblicano, certo, ma di cani che avrebbero assolto il terrificante ruolo di cavie. E che avrebbero subìto dei «crudeli maltrattamenti», appunto.

«Centinaia di migliaia di dollari provenienti dalle tasche - dalle tasse - dei contribuenti per condurre esperimenti su questi poveri animali innocenti. E per poi, infine, ucciderli».

Un colpo bassissimo che però fa centro e affonda ancora un po’ di più l’immagine di Fauci, già tormentata da anni e anni di polemiche che risalgono addirittura ai suoi studi sull’Aids. 

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Quasi più della faccenda virus, e dell’eventuale salto dal pipistrello all’uomo che il primo consigliere di Biden si affretta a bollare come «molecolarmente impossibile», il tema del maltrattamento degli animali in America è molto sentito e così persino gli strenui difensori del virologo star mollano la presa e soprattutto lo mollano.

Al di là della macelleria di meme su Twitter, il professore è altresì nel mirino di una nutrita schiera di suoi collaboratori che si sono detti disposti a testimoniargli contro. E, oggettivamente, non è mai stato tanto in bilico.

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