La Cina strangola Hong Kong, il governo Conte tace: al Senato il grido dell’Italia che non ci sta

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Luca Marfé

ROMA, SENATO DELLA REPUBBLICA - Una conferenza stampa per dire di no.

La Legge sulla Sicurezza Nazionale entra in vigore e di fatto la Cina strangola Hong Kong e la sua autonomia.

La gravità degli ultimi sviluppi, uniti alle rivelazioni su una campagna di soppressione delle nascite che colpisce la minoranza uigura nella Regione autonoma dello Xinjiang, agita gli esperti internazionali nonché un vasto gruppo di rappresentanti italiani, la cui appartenenza politica è trasversale e in fondo irrilevante.

Dal governo Conte e in particolare dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, invece, un silenzio assordante.

A darsi appuntamento, il Senatore Lucio Malan (Co-Chair IPAC, Forza Italia) in cooperazione con il Global Committee for the Rule of Law "Marco Pannella" (GCRL), il Sen. Roberto Rampi (Co-Chair IPAC, Partito Democratico), l’On. Andrea Delmastro Delle Vedove (membro IPAC, Fratelli d'Italia), l’On. Paolo Formentini (membro IPAC, Lega), l’On. Roberto Giachetti (membro IPAC, Italia Viva), la Sen. Valeria Fedeli (Partito Democratico), l’On. Alessandro Giglio Vigna (Lega), l’On. Federico Mollicone (Fratelli d'Italia), il Sen. Adolfo Urso (Fratelli d’Italia), Dolkun Isa (Presidente del Congresso Mondiale Uiguro), l’Amb. Giulio Terzi di Sant'Agata (Presidente GCRL, già Ministro degli Esteri), Elisabetta Zamparutti (Tesoriera Nessuno Tocchi Caino) e Laura Harth (Partito Radicale/GCRL).


Via della Seta o tunnel buio?

È questa la domanda che sembrano porsi un po’ tutti quanti tra le mura della sala del Senato dedicata ai caduti di Nassiriya.

L’idea è quella di proporre un’iniziativa parlamentare concreta per arginare l’atteggiamento strabordante di Pechino e, parallelamente, un’interrogazione mirata e precisa che spinga Palazzo Chigi e la Farnesina a chiarire in maniera netta le rispettive prospettive. 

I due dossier scottano e il Senatore Rampi prova a fare ordine:

«Credo che oggi sia importante, per la Cina e per noi, la tutela del pluralismo, delle libertà e dei Diritti Umani di un così grande paese. È un tema che riguarda le donne e gli uomini che lo abitano, ma è un tema che riguarda anche noi perché la scommessa è questa: o i Diritti Umani si estendono in tutto il mondo oppure la violazione dei Diritti Umani diventerà prevalente e drammatica in tutto il mondo».

Parla ancora più chiaro Giulio Terzi, Ambasciatore di rango e già Ministro degli Esteri:

«L’obiettivo dell’incontro di oggi è semplice e fondamentale allo stesso tempo: approfondire e denunciare due fatti gravissimi che si sono accavallati nelle ultime ore.
Uno l’applicazione e l’entrata in vigore della Legge sulla Sicurezza Nazionale che spazza via l’autonomia di Hong Kong e il principio fondamentale di “Uno Stato, due sistemi”, peraltro concordato con l’intera Comunità Internazionale e oggetto di trattati ratificati dalla stessa Cina e recepiti dalle Nazioni Unite. Questa legge folle estende ad Hong Kong tutte le possibilità che si sono già viste e verificate negli arresti, nelle centinaia di arresti, che stanno già avendo luogo a danno di dissidenti, oppositori e manifestanti per la libertà e per il rafforzamento dell’autonomia. Incredibile la validità retroattiva della stessa, veramente inconcepibile da ogni punto di vista legale, politico ed etico.

Ma il secondo aspetto è forse ancora più allarmante: l’eliminazione etnica dell’identità religiosa unita alla campagna demografica per l’eliminazione della minoranza uigura. Parliamo di veri e propri campi di concentramento dello Xinjiang e di pratiche di sterilizzazione finalizzate alle prevenzione delle nascite, dunque di uccisione, di aborti resi obbligatori affinché la popolazione uigura non si riproduca. Questo è un crimine non soltanto contro l’Umanità, ma che specificamente previsto dalla convenzione delle Nazioni Unite contro il genocidio, approvata immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale. Quindi il nazismo ripete la sola mentalità dei nazisti. Con ferocia e senza limiti nella Cina comunista di oggi».

Ancora più lapidario, infine, sul silenzio del duo Conte-Di Maio:

«È un silenzio vergognoso perché dettato da interessi politici. E forse non soltanto politici».

Ultimo aggiornamento: 21:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA