Covid in Corea del Nord: il disertore capro espiatorio del regime di Kim Jong un

Martedì 28 Luglio 2020 di Erminia Voccia

Il leader nordcoreano Kim Jong un ha imposto il lockdown totale per la città di Kaesong, vicina al confine con la Corea del Sud, dopo aver dichiarato che il nuovo coronavirus ha raggiunto anche la Corea del Nord. Il presunto paziente zero sarebbe un disertore di 24 anni fuggito dalla Corea del Sud a nuoto. Kim, questo il cognome del primo caso ufficiale di Covid-19 in Corea del Nord, sarebbe un doppio disertore perché dopo essere scappato dalla Corea del Nord a nuoto nel 2017, pochi giorni fa vi avrebbe fatto ritorno nello stesso modo. Per il ragazzo, accusato di aver stuprato una donna in Corea del Sud, è stata decisa la quarantena obbligatoria, come per tutte le persone che erano state a Keasong negli ultimi 5 giorni, come hanno dichiarato fonti ufficiali della Corea del Nord.
 
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La storia solleva molti dubbi, in primo luogo perché è alquanto strano che in Corea del Nord il virus non si sia diffuso prima. Ma ancor più, è difficile non pensare che la vicenda del disertore, accusato di aver portato «il virus maligno» dal Sud verso il Nord, possa essere stata usata a fini politici dal regime nordcoreano. Le dichiarazioni di Pyongyang e la disposizione dello stato di massima allerta da parte di Kim Jong un suonano come una perfetta operazione di propaganda, finalizzata a trovare un colpevole per la diffusione del virus a Nord del 38esimo parallelo. Il colpevole sarebbe il governo del Sud, ora oggetto di polemiche per aver permesso a un disertore di oltrepassare il confine illegalmente. La linea di demarcazione tra le due Coree è uno dei posti più controllati al mondo, è molto più facile scappare dalla Corea del Nord attraverso il poroso confine con la Cina. Secondo quanto emerge, il disertore Kim lo scorso 18 luglio avrebbe raggiunto in taxi Gangwha, vicino al confine con il Sud, dove è stata ritrovata una borsa di sua proprietà. Ma una persona con sintomi da nuovo coronavirus come può essere riuscita a raggiungere il Nord a nuoto? Ancora, come mai a Gimpo, dove l'uomo era residente, non c'è nessun altro caso di infezione da Covid? Si chiede Korea Times. Proprio i disertori e le loro attività di propaganda contro Pyongyang avevano causato il peggioramento delle relazioni tra Nord e Sud, culminato con l'esplosione dell'ufficio di collegamento inter-coreano di Kaesong. I disertori e le loro attività, come l'invio di palloncini dal Sud verso il Nord con messaggi contro il regime nordcoreano, erano stati usati come pretesto per forzare la Corea del Sud a riprendere i negoziati in sospeso e i progetti economici inter-coreani interrotti. Le nuove dichiarazioni della Corea del Nord potrebbero essere un altro strumento di pressione verso Seoul.  Kim, accogliendo il traditore scappato dal Sud, si dimostra inoltre un leader "magnanimo".
 


Quale sia la reale situazione della diffusione del virus in Corea del Nord, al momento, è impossibile da stabilire. Ma grazie alle misure drastiche adottate dal regime già a fine gennaio, è possibile che la Covid-19 non abbia causato conseguenze troppo pesanti, forse nell'ordine delle centinaia di morti. Molti, certo, ma non la tragedia umanitaria che si ipotizzava vista la mancanza di equipaggiamento protettivo e la bassissima qualità dei servizi sanitari nordcoreani. Questo anche grazie al fatto che in Corea del Nord c'è una dittatura, il che consente di controllare rigidamente i cittadini. Contemporaneamente, proseguono i lavori al General Hospital di Pyongyang, fortemente voluto da Kim Jong un e ora priorità assoluta del regime. Non a caso, di recente Kim Jong un ha silurato alcuni responsabili del progetto, probabilmente corrotti. L'ospedale a 6 piani avrebbe dovuto aprire ai pazienti il 10 ottobre 2020, data in cui si festeggerà il 75esimo anniversario del Partito dei lavoratori coreani. Ma secondo le immagini satellitari di 38 North sullo stato dei lavori, l'inaugurazione dell'ospedale non avverrà prima del 2021.

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