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Viaggiare all'estero, regole dalla Spagna alla Grecia: green pass e tamponi, cosa cambia da Paese a Paese

Giovedì 10 Febbraio 2022 di Stefania Piras
Viaggiare all'estero, regole dalla Spagna alla Grecia: green pass e tamponi, cosa cambia da Paese a Paese

Il ritorno lento, graduale ai viaggi. Si procede piano, ma spediti verso riaperture e allentamenti delle restrizioni. In Italia il Green pass ha una validità illimitata solo per chi ha ricevuto la terza dose. Per viaggiare ed entrare nei vari Paesi Ue, tuttavia, esistono regole diverse. Dalla Germania alla Romania, dalla Spagna alla Grecia, la Francia e la Crozia: ci sono standard diversi che riguardano i tamponi, i certificati di guarigione e il riconoscimento dei vaccini (anche quelli non autorizzati dall'Ema).

 Anche in Europa, come in Italia, l'approccio è cambiato: le restrizioni si sono allentate e dal 1° febbraio 2022 si è stabilito che il certificato verde europeo valga 9 mesi. Bisogna dunque contare 9 mesi, 270 giorni, dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, cioè da quando si sono ricevute due dosi di vaccino. Per chi ha ricevuto Johnson&Johnson questo significa 270 giorni dalla prima e unica iniezione. L'approccio politico ed epidemiologico è cambiato perché si dà meno importanza al colore della mappa europea e quindi alla concentrazione dei contagi e si dà più importanza, invece, allo status vaccinale delle persone. 

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Le persone prive di Green pass, raccomanda l'Europa, dovrebbero essere autorizzate a viaggiare sulla base di un test effettuato prima o dopo l'arrivo. Inoltre, potrebbe essere loro richiesto di sottoporsi a quarantena o autoisolamento quando arrivano da aree particolarmente colpite (rosso scuro).

Come si ottiene il Green Pass valido per viaggiare in Europa? Si ottiene in tre modi: con la vaccinazione anti Covid-19, con il risultato negativo di un test o con la guarigione. In sostanza il Qr code valido a livello europeo funziona come il nostro Green pass base. Queste sono le raccomandazioni europee: quando ci si mette in viaggio però bisogna controllare cosa prevede esattamente l'autorità sanitaria del Paese in cui si entra. Ci sono infatti regole diverse: ci sono Paesi che chiedono di mostrare anche l'esito negativo di un test molecolare anche se il ciclo di vaccinazione primario è stato completato con due dosi e anche se si è guariti dal Covid. Inoltre, bisogna tenere a mente che anche se si entra in un Paese con un semplice test (Green pass base) non è detto che poi la vita sociale sia facilitata: bar, ristoranti e discoteche potrebbero richiedere la prova della vaccinazione. 

Qui pubblichiamo la mappa con alcune delle restrizioni attualmente in corso, aggiornate al 6 febbraio. 

Spagna

Da oggi (giovedì 10 febbraio 2022) in Spagna non è più obbligatorio indossare le mascherine all'aperto. L'incidenza dei contagi su base settimanale è ora scesa a 715 casi ogni 100mila abitanti, dopo essere arrivata a 1.600 a metà gennaio. Anche i ricoveri sono in calo in un trend che viene attribuito all'alto tasso di vaccinazione: circa l'80% ha ricevuto due dosi e il 47% anche la terza dose. L'obbligo di mascherina all'aperto era stato imposto a fine 2021, ma molti cittadini avevano ripreso a indossarle anche prima. Tutti i viaggiatori che arrivano in Spagna per via aerea o marittima, compresi i bambini di qualsiasi età, i passeggeri in transito verso altri paesi e i residenti in Spagna che tornano a casa, devono compilare un modulo di controllo sanitario prima della partenza. I viaggiatori devono fornire il codice QR del Green pass quando si imbarcano e quando arrivano in Spagna. Per i viaggi via terra, non è richiesto alcun modulo. Se il viaggiatore dai 12 anni in su non è europeo e arriva da un Paese considerato ad alto rischio deve essere in possesso di un certificato di vaccinazione. Vale anche alle Canarie. È una misura, quest'ultima, che ha colpito il tradizionale turismo inglese. Tantissime famiglie britanniche stanno infatti cancellando le prenotazioni alle Canarie. Sul sito istituzionale dell'arcipelago infatti si legge che oltre al modulo d'ingresso serve un certificato di vaccinazione completa contro il Covid-19 per tutti i residenti del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord con più di 12 anni che viaggiano direttamente dal loro paese. Invece, un test diagnostico dell'infezione attiva da Covid-19 sarà richiesto indipendentemente dallo stato di vaccinazione o dall'infezione precedente, solo per i paesi terzi ad alto rischio. Saranno accettati i test antigenici effettuati un massimo di 24 ore prima dell'arrivo in Spagna e i test NAAT (PCR, TMA, LAMP) effettuati un massimo di 72 ore prima dell'arrivo in Spagna. 

 

Francia 

In Francia il Green pass base è richiesto per accedere a spazi pubblici, come bar e ristoranti, musei, piscine, grandi eventi e alcuni mezzi di trasporto pubblico. Il governo vorrebbe revocare l'uso del certificato verde a fine marzo.  I territori francesi d'oltremare possono attuare regolamenti territoriali specifici, invece. A ogni modo per entrare in Francia, dall'Italia, si deve mostrare la prova della vaccinazione o della guarigione dal Covid-19 oppure il risultato negativo ad un test molecolare o rapido antigenico prima della partenza (valido 24 ore o 48 ore). Quindi serve un Green pass base. I viaggiatori di età superiore ai 12 anni e 2 mesi che non hanno completato il ciclo di vaccinazione o non hanno un certificato di guarigione devono compilare anche una dichiarazione in cui dichiarano di non avere sintomi. 

Regno Unito


I viaggiatori con vaccinazione completa e con Green pass devono: prenotare un tampone, molecolare o rapido LFT, da svolgere nel Regno Unito entro il 2° giorno dopo l’arrivo da una lista di centri medici autorizzati (anche se si intende rimanere meno di due giorni è consentito lasciare il Regno Unito senza aver completato ma pagato comunque il tampone). In caso di esito positivo il viaggiatore dovrà autoisolarsi per 10 giorni. Devono anche compilare il passenger locator form (indicando lì gli estremi della prenotazione del tampone “day 2 test” dichiarando di non aver transitato in un Paese ad alto rischio -“red list countries”) nei 10 giorni precedenti l'arrivo nel Regno Unito e di aver completato un ciclo di vaccinazione contro il coronavirus con uno dei vaccini accettati dal Regno Unito: Pfizer/BioNTech, Oxford/AstraZeneca, Moderna, Janssen, Sinovac, Sinopharm Beijing, Covishield e Covaxin. Alla frontiera insieme al passaporto si deve mostrare, su richiesta, il Green pass. Tutte le informazioni si trovano sul sito del Ministero degli Esteri. 


  

Grecia

Per entrare e muoversi in Grecia è necessario il Green pass base. Bisogna anche compilare un modulo prima dell'imbarco. Sulla pagina istituzionale del governo greco c'è una mappa aggiornata sui contagi Covid. Una volta entrati si può essere sottoposti, a campione, a un test rapido per verificare l'eventuale positività. Se vi fermano e siete selezionati per fare questo test non ci si può opporre: è obbligatorio. Altrimenti potrebbero negarvi l'ingresso. Inoltre, in Grecia è ancora in vigore l’obbligo di mascherina al chiuso e all’aperto. Per l’accesso ai mezzi pubblici e ai supermercati è richiesto l’utilizzo di una mascherina KN-95 (simile alla FFP2) o due mascherine chirurgiche. In caso di positività al tampone rapido in ingresso – o al tampone eventualmente effettuato prima di rientrare in Italia - è previsto un periodo di isolamento obbligatorio per i viaggiatori risultati positivi e per i loro contatti prossimi.  Per chi dovesse risultare positivo al SARS-CoV-2, anche in seguito all’effettuazione del test a campione all’ingresso nel paese, le Autorità sanitarie greche hanno previsto l’obbligo di isolamento per almeno 5 giorni, il cui conteggio inizia dal giorno successivo alla diagnosi di positività, presso strutture di soggiorno temporaneo idonee indicate dalle Autorità sanitarie elleniche, oppure presso la propria abitazione nel Paese, oppure ancora, dove non siano possibili queste opzioni, si va in una struttura privata ma a proprie spese. Se asintomatici o paucisintomatici, finisce la quarantena dopo i 5 giorni. Nel caso in cui la febbre continui senza altri sintomi, è obbligatorio prolungare il proprio periodo di isolamento. Al termine del periodo d’isolamento, è inoltre obbligatorio indossare, per i successivi 5 giorni, una mascherina di tipo N95/KN95/FFP2, oppure due mascherine (una chirurgica e una di stoffa) contemporaneamente, sovrapponendole. Tutte le informazioni sono qui. 

 

Portogallo

Per andare in Portogallo (incluse Azzorre e Madeira) serve compilare un modulo e mostrare il Green pass: è necessario sia per l'ingresso che per muoversi e fruire di spazi e servizi pubblici. Se si usano i trasporti pubblici l'uso della mascherina è obbligatorio.  Mascherina obbligatoria anche negli spazi chiusi. Le capienze sono ridotte per permettere che ci sia una persona ogni 5 metri quadrati. Green pass base obbligatorio se si accede negli stabilimenti turistici o negli hotel, nei ristoranti (eccetto le terrazze all'aperto), agli spettacoli culturali; agli eventi con posti riservati; nelle palestre. Chi ha il super Green pass (terza dose da almeno 14 giorni) in Portogallo può andare in discoteca, partecipare ai grandi eventi ed entrare in case di cura, case di riposo e ospedali. Altrimenti serve l'esito negativo di un molecolare eseguito nelle ultime 72 ore, o un rapido eseguito nelle precedenti 24 ore. 

Germania 

Per la Germania l'Italia è ancora classificata "area ad alto rischio" (misura in vigore dal 1° gennaio 2022). Perciò chi entra dall'Italia va in quarantena domiciliare per 10 giorni. La quarantena domiciliare può essere evitata con un super Green pass che prova il completamento della vaccinazione o un certificato di guarigione. Si devono caricare questi documenti sul portale Digital Registration on Entry. I bambini di età inferiore ai 6 anni possono porre fine alla quarantena dopo 5 giorni senza presentare prove di esito negativo del test. 

Croazia

Si entra in Croazia con il Green pass e compilando un modulo. Chi non ha il Green pass da vaccino o guarigione entra mostrando un tampone rapido negativo eseguito nelle ultime  24 ore o un molecolare eseguito nelle ultime 72 ore. La Croazia, inoltre, riconosce e permette l'ingresso delle persone che hanno ricevuto una dose di Johnson & Johnson negli ultimi 9 mesi, due dosi di vaccino Pfizer, Moderna, AstaZeneca, Gamaleya, Sinopharm, Novavax o di vaccini approvati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per uso di emergenza (Serum Institute of India - Covishield, Bharat Biotech - Covaxin, Sinovac - CoronaVac) eseguiti negli ultimi 9 mesi e a distanza di almeno 14 giorni dal ricevimento della seconda dose del vaccino.  

 

Romania

Anche per entrare in Romania serve il Green pass che è valido per 9 mesi dopo la somministrazione della terza dose e 180 giorni per chi ha due dosi di vaccino. Il Green pass ottenuto con un certificato di guarigione ha una validità di 6 mesi. Se invece si esibisce un certificato verde ottenuto con un tampone è valido solo per 72 ore e il tampone deve essere molecolare. 

 

Austria

Per entrare in Austria vale la regola "2-G+". Oltre alla prova della vaccinazione o della guarigione contenuta nel super Green pass, è necessario un test PCR negativo oppure un Green pass aggiornato con la terza dose. Il 5 febbraio è entrata in vigore in Austria la legge che impone la vaccinazione anti-Coronavirus obbligatoria dai 18 anni in su. Le infrazioni comporteranno multe fino a 3600 Euro a partire dalla metà di marzo, quando inizieranno gli accertamenti. 

Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 18:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA