LA GUERRA

Israele sotto attacco, 9 razzi dal Libano in un'ora. A Gaza in migliaia assaltano i magazzini di cibo

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Israele, battaglia nella Striscia. Netanyahu: «Guerra lunga: lottiamo per l umanità»
Israele, battaglia nella Striscia. Netanyahu: «Guerra lunga: lottiamo per l’umanità»
Domenica 29 Ottobre 2023, 00:28 - Ultimo agg. 30 Ottobre, 01:05

Il numero aggiornato degli ostaggi a Gaza è di 239

Il numero aggiornato degli ostaggi a Gaza è di 239: lo ha detto stasera il portavoce militare Daniel Hagari, dopo che ieri aveva fornito una cifra di 230. La differenza, ha spiegato, è dovuta alle difficoltà nel riconoscimento di cittadini stranieri, fra cui lavoratori impiegati nei kibbutz, che sabato 7 ottobre si trovavano in Israele in prossimità del confine con Gaza. Israele «compie sforzi enormi» per risolvere la questione degli ostaggi, ha assicurato il portavoce. Il numero dei dispersi è nel frattempo sceso a 40, ha aggiunto Hagari.

Biden a Netanyahu: "Rispettare le leggi a tutela dei civili"

Joe Biden ha ribadito a Benjamin Netanyahu che «Israele ha ogni diritto e responsabilità di difendere i suoi cittadini dal terrorismo» e ha messo in evidenza che «è necessario che lo faccia in linea con le leggi umanitarie internazionali che danno la priorità alla tutela dei civili». Lo afferma la Casa Bianca riferendo della conversazione telefonica, la prima da quando Israele è entrato a Gaza, fra il presidente Joe Biden e il premier Benjamin Netanyahu.

Nove razzi dal Libano sul nord di Israele

In poco più di un'ora sono stati 9 i razzi lanciati dal Libano verso il nord di Israele. Lo ha fatto sapere l'esercito israeliano secondo cui i primi 6 hanno fatto scattare le sirene di allarme nella città di Kiryat Shmona. Prima erano stati lanciati altri 3, due intercettati e uno caduto in un'area aperta. L'esercito sta ora colpendo il Libano con fuoco d'artiglieria.

Arresti a Gaza dopo saccheggi nei magazzini dell'Onu

Dopo l'irruzione di una folla di palestinesi nei magazzini dell'Unrwa a Deir el-Balah (a sud di Gaza City), la polizia di Hamas è intervenuta ed ha effettuato numerosi arresti. Fonti locali hanno riferito all'ANSA che la polizia è riuscita a recuperare buona parte delle quantità saccheggiate. Con questa mossa i fornai - che avevano minacciato di chiudere i loro esercizi dopo essere stati vittime di episodi di violenza - hanno assicurato che domani produrranno pane per la popolazione a condizione che la polizia garantisca loro protezione.

Cisgiordania, 5 palestinesi uccisi in scontri con soldati

In una giornata di scontri estesi fra l'esercito e la popolazione locale in Cisgiordania sono rimasti uccisi oggi complessivamente cinque palestinesi. Lo riferisce la agenzia di stampa palestinese Wafa. Gli incidenti più gravi sono avvenuti nel campo profughi di Askar (Nablus) e a Tubas. Nel campo profughi di Deheishe (Betlemme) un giovane è stato colpito da un proiettile sparato dall'esercito mentre si trovava sul tetto della propria abitazione. Il suo corpo è stato scoperto solo in un secondo tempo. In Cisgiordania si avverte una rinnovata tensione a causa della guerra in corso a Gaza.

Scontro tra soldati israeliani e palestinesi armati usciti da un tunnel

Secondo la radio militare, ci sono stati violenti scontri tra soldati israeliani dell'Idf e palestinesi armati nel nord della Striscia, vicino al valico di Erez con lo Stato ebraico. Secondo la stessa fonte, i miliziani sono usciti da un tunnel di alcune centinaia di metri dal vicino confine con Israele e hanno ingaggiato la battaglia con i soldati. In base ad alcune informazioni, molti combattenti palestinesi sono stati uccisi. L'esercito non ha al momento confermato la vicenda.

Ferito un soldato Onu nel sud del Libano

È del contingente nepalese il militare di Unifil rimasto ferito nel sud del Libano quando ieri sera, intorno alle 22, due colpi di mortaio hanno colpito una base della Forza Onu nei pressi della località di Houla. Lo conferma all'Adnkronos il portavoce di Unifil, Andrea Tenenti. «Il peacekeeper - ha fatto sapere Unifil - ha riportato ferite lievi» ed «è in condizioni stabili».

L'amministrazione Biden si prepara ad un possibile allargamento del conflitto

L'amministrazione Biden si prepara ad un possibile allargamento del conflitto Israele-Hamas a tutto il Medio Oriente e si concentra sull'adeguata protezione delle sue forze nella regione. Lo rivelano fonti americane e israeliane citate dal sito Axios, secondo cui il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin e il ministro della Difesa dello Stato ebraico Yoav Gallant ne hanno discusso nella telefonata che hanno avuto due giorni fa, dopo che le Forze di Difesa israeliane hanno ampliato le operazioni a Gaza. E questo scenario potrebbe essere anche al centro dei colloqui che avrà domani a Washington il ministro della Difesa saudita Khalid bin Salman. Ad accrescere le preoccupazioni dell'amministrazione Biden c'è anche la convinzione dei servizi di intelligence israeliani che Hezbollah aumenterà l'intensità dei suoi attacchi contro Israele al confine settentrionale a causa dell'operazione di terra di Israele a Gaza.

Mezzaluna Rossa: Israele chiede di evacuare l'ospedale di al-Quds

La Mezzaluna Rossa palestinese (Prcs) ha riferito che Israele ha chiesto di evacuare immediatamente l'ospedale di al-Quds nella Striscia di Gaza, poiché «sta per essere bombardato»: lo riferisce su X la stessa Mezzaluna Rossa, come riporta in apertura il Guardian. «La Prcs ha appena ricevuto gravi minacce dalle autorità di occupazione di evacuare immediatamente l'ospedale Al-Quds nella Striscia di Gaza, poiché sarà bombardato. Da questa mattina ci sono stati raid a 50 metri dall'ospedale», si legge nel messaggio.

Cisgiordania, morti 3 palestinesi

È salito a tre il numero dei palestinesi uccisi la notte scorsa in scontri con l'esercito israeliano in Cisgiordania, incluso quello colpito nel campo profughi di Askar, vicino Nablus. Lo ha riferito la Wafa secondo cui a Beit Rima, vicino Ramallah, è stato ucciso Nasser Abdul Latif Izzat Barghouthi (29 anni), mentre Ramah Jalal al Din Aktishat (32 anni), è stato colpito a Tubas. L'agenzia di stampa ha poi indentificato il palestinese ucciso ad Askar in Naeem Mahmoud Abdel Salam Farran (31 anni). Dall'inizio del conflitto con Gaza - ha sottolineato la Wafa - 14 palestinesi sono stati uccisi in scontri con Israele.

Gaza, «migliaia di persone fanno irruzione in diversi magazzini, portano via farina e beni di prima necessità»: le nuove tensioni

Siirene di allarme per i razzi da Gaza in Israele e a Tel Aviv

Le sirene di allarme per i razzi da Gaza stanno risuonando nel centro di Israele e nell'area grande di Tel Aviv. Lo ha fatto sapere l'esercito. Si sono poi udite forti esplosioni.

 

Netanyahu: "Mi sono sbagliato, chiedo scusa per le critiche all'esercito"

«Mi sono sbagliato.

Le cose che ho detto dopo la conferenza stampa non dovevano essere dette e mi scuso per questo». Lo scrive il premier israeliano Benyamin Netanyahu su X dopo aver cancellato il suo post iniziale sui social in cui accusava i vertici dell'intelligence e dell'esercito di non averlo avvertito dei piani di Hamas. «Sostengo pienamente tutti i capi dei servizi di sicurezza», così come «il capo di stato maggiore, i comandanti e i soldati dell'esercito che sono al fronte e combattono per il nostro Paese».

Sirene d'allarme nelle comunità di Israele attorno a Gaza

Le sirene di allarme per i razzi da Gaza stanno risuonando nelle comunità israeliane attorno alla Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare.

Bombe incendiarie vicino alla base Onu in Libano

L'esercito israeliano ha bombardato stamani con «bombe incendiarie» aree del sud del Libano, tra cui la zona vicino alla base Onu di Naqura, che ospita il quartier generale della missione Onu (Unifil), di cui fanno parte un migliaio di militari italiani. Non si registrano vittime tra i civili e i militari. Lo riferiscono media libanesi che citano il sindaco di Naqura, Abbas Awada.

 

 

«I proiettili di artiglieria sono caduti nelle zone civili, uno di questi proiettili ha raggiunto un'abitazione disabitata», ha detto il sindaco. Le fonti sul terreno riferiscono di una serie di incendi divampati nella zona di Naqura e di Ayta Shaab, un'altra località colpita dai bombardamenti israeliani. Ieri sera un casco blu nepalese dell'Onu è stato ferito da frammenti di un proiettile proveniente dal territorio israeliano nel settore orientale della Linea Blu di demarcazione tra i due Paesi. 

Attacco a sorpresa ad Hamas, tensione Netanyahu-esercito

Dissensi ai vertici di Israele sulle responsabilità per l'attacco a sorpresa di Hamas del 7 ottobre. Su Facebook Netanyahu ha scritto di non essere stato avvertito dall'intelligence militare nè dallo Shin Bet (sicurezza interna) sulla possibilità di una guerra da parte di Hamas. La radio militare ha replicato che ricevette invece avvertimenti sull'eventualità di attacchi dell'asse Iran-Hezbollah-Hamas, divenuti «più aggressivi» per via delle lacerazioni in Israele. Il leader centrista Benny Gantz (che fa parte del governo di 'emergenza nazionalè) ha difeso i vertici militari e ha chiesto al premier di ritirare le sue dichiarazioni.

Iran: Israele ha superato le linee rosse

Israele ha «superato le linee rosse» e «potrebbe costringere tutti a intervenire». È quello che si legge in un post pubblicato sull'account del presidente iraniano Ebrahim Raisi sul social X mentre proseguono le operazioni israeliane nella Striscia di Gaza, controllata da Hamas, dopo il terribile attacco del 7 ottobre del gruppo in Israele. «I crimini del regime sionista hanno superato le linee rosse, fatto che potrebbe costringere tutti a intervenire - si legge - Washington ci chiede di non fare nulla, ma continua ad assicurare ampio sostegno a Israele. Gli Stati Uniti hanno inviato messaggi all'asse della resistenza (le forze sostenute dall' Iran in Medio Oriente, Hamas e gli Hezbollah libanesi compresi) , ma hanno ricevuto una risposta chiara sul campo di battaglia».

Tornate le comunicazioni telefoniche e Internet a Gaza

Le comunicazioni telefoniche e Internet a Gaza sono gradualmente tornati a funzionare. Lo scrive - come riporta il sito Ynet - l'agenzia Reuters, secondo cui i media palestinesi hanno riferito che le linee telefoniche e il web nella Striscia di Gaza stanno riprendendo a funzionare.

 

L'esercito israeliano ha incrementato il numero delle truppe di terra nel nord di Gaza

L'esercito israeliano ha incrementato il numero delle truppe di terra nel nord della Striscia di Gaza nell'ambito dell'espansione dell'operazione. Lo riportano i media, secondo cui le truppe stanno operando più nel profondo della Striscia.

Israele: colpiti 450 obiettivi di Hamas

L'esercito israeliano ha confermato che sta continuando ad allargare le operazioni di terra nella Striscia. Nelle ultime 24 ore - ha fatto sapere il portavoce militare - sono stati colpiti oltre 450 obiettivi del «terrore di Hamas, inclusi centri di comando operativi, posti di osservazione e luoghi di lancio di missili anti tank». Nell'ambito della espansione delle attività di terra - ha continuato - «forze di combattimento combinate hanno colpito cellule terroristiche che tentavano di attaccare i soldati». La notte scorsa sono stati feriti un ufficiale e un soldato: a quanto risulta i primi durante questa operazione.

Hamas: "Oltre 8000 morti nella Striscia di Gaza"

Il ministero della Sanità di Hamas ha dichiarato che più di 8.000 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra con Israele. «Il bilancio delle vittime legate all'aggressione israeliana supera gli 8.000 morti, metà dei quali sono bambini», ha riferito il ministero nella notte tra sabato e domenica.

«Israele non sta combattendo solo la sua guerra, ma la guerra dell’umanità contro i barbari» scandisce Netanyahu. I messaggi del governo e dei vertici dell’esercito: stiamo colpendo in superficie e nel sottosuolo, la terra nella Striscia di Gaza sta tremando, Hamas sta subendo enormi perdite, abbiamo eliminato altri due dirigenti dell’organizzazione terroristica. All’indomani del furioso bombardamento, seguito dall’avanzata di terra con fanteria e tank, che ha dato il via ai combattimenti anche strada per strada in alcune aree della Striscia di Gaza, il capo di stato maggiore, il generale Herzi Halevi fa questa sintesi: «Il nemico ha molte centinaia di morti. Le infrastrutture di Hamas vengono colpite, i suoi comandanti vengono eliminati». Trascorrono le ore e per la prima volta dal giorno del massacro compiuto di Hamas, Netanyahu affronta le domande dei giornalisti durante una conferenza stampa. «Questa è la nostra seconda guerra di indipendenza» dice. E attorno alle 22 dall’Idf (forze armate israeliane) avvertono: «L’esercito sta estendendo gradualmente le proprie attività terrestri a Gaza e la composizione delle proprie forze». Nessuna tregua, nessun cessate il fuoco, nonostante gli appelli internazionali.

OBIETTIVI

Torniamo al discorso di Netanyahu: «Siamo entrati nella seconda fase, il nostro obiettivo è eliminare Hamas e riportare a casa gli ostaggi. Non posso entrare nei dettagli, ma ci riusciremo. Siamo entrati a Gaza in maniera ponderata nella preoccupazione per la sorte dei nostri soldati. Siamo entrati nell’avamposto della cattiveria». Cita la Bibbia, richiama all’unità tutto il Paese, si sottopone anche a una sorta di processo dei giornalisti che nelle domande, per nulla edulcorate, gli rinfacciano le responsabilità del fallimento della difesa di Israele il 7 ottobre: «Dopo la fine della guerra risponderemo tutti a ogni domanda. Ora la mia missione è salvare il Paese». Per dimostrare la compattezza di Israele, con lui ci sono il ministro della Difesa, Yoav Gallant, e il leader centrista, entrato nel governo di emergenza, Benny Gantz. Netanyahu, che poco prima ha incontrato i familiari degli ostaggi molto critici nei confronti del governo, dice: «Se Israele non vince questa guerra si diffonderà il male. Per questo la nostra sarà la vittoria del bene sul male». Ricorda il sostegno di Italia, Regno Unito e Francia i cui premier sono stati a Tel Aviv, ripete che dall’esito di una guerra che sarà lunga e difficile dipende non solo il futuro di Israele, ma della civiltà. E punta il dito anche contro Teheran: «L’Iran sostiene Hamas, il 90 per cento dei finanziamenti viene da lì. Senza l’Iran non c’è né Hamas, né Hezbollah. Non posso dire per questioni di sicurezza se il 7 ottobre c’è stato un coinvolgimento diretto dell’Iran, ma l’Iran ha costruito la sua macchina da guerra». Quando Netanyahu parla, i combattimenti dentro la Striscia di Gaza, dove ormai sono entrati i tank israeliani, proseguono. Hamas e la Jihad Islamica continuano però il feroce rituale: il lancio di razzi contro varie città israeliane. Ventiquattr’ore dopo l’inizio dell’operazione di terra all’interno della Striscia di Gaza l’Idf ribadisce che l’operazione si allarga. Si combatte tra i palazzi, in buona parte trasformati in macerie. «Le forze da combattimento combinate di mezzi corazzati, genieri e fanteria operano sul terreno nel nord di Gaza dall’inizio di venerdì sera». I militari israeliani, entrati in quello che per loro è un territorio quasi misterioso, conosciuto solo grazie alle immagini satellitari e all’addestramento a Little Gaza (una città costruita nel deserto che riproduce fedelmente i quartieri dell’area palestinesi, murales compresi), hanno identificato «cellule terroristiche che tentavano di lanciare missili anticarro e colpi di mortaio», «distrutto una struttura con trappole esplosive». Ancora: «I carri armati hanno diretto gli elicotteri, che hanno colpito l’edificio di un punto d’incontro operativo di Hamas». Tra i terroristi eliminati, c’è anche Issam Abu Rukbeh, capo delle forze aeree, aveva pianificato il 7 ottobre l’attacco con i deltaplani. Centocinquanta gli obiettivi, i distruttivi bombardamenti hanno puntato a demolire gran parte della rete dei tunnel usata dal gruppo terrorista. L’Idf ha diffuso il video di un prigioniero di Hamas che confermerebbe la tesi dell’esercito israeliano: le basi dei terroristi sono state realizzate, cinicamente, sotto gli ospedali all’interno della Striscia di Gaza, in particolare sotto il principale, Al Shifa. Hamas fa trapelare un’altra versione della storia, affermando che i miliziani hanno respinto l’avanzata dell’esercito israeliano.
ISOLAMENTO
Al di là delle frasi scontate delle rispettive propagande militari, la realtà è che con l’isolamento disposto venerdì, quando sono state disattivate le reti cellulari e di internet, di fatto su ciò che sta avvenendo nella parte settentrionale della Striscia di Gaza ci sono solo informazioni parziali.

Ieri mattina l’Idf ha rilanciato l’appello alla popolazione: spostatevi a Sud, sarà un trasferimento temporaneo, ma andate via, salvatevi, Hamas vi usa come scudi umani. Sono stati diffusi anche volantini per convincere la popolazione a spostarsi, visto che internet non funziona. Secondo indiscrezioni riportate dall’Ansa, l’obiettivo di Israele è occupare un’area di Gaza profonda due chilometri, per creare una fascia di sicurezza, «sarebbero stati colpiti finora 600 obiettivi e 150 tunnel mentre circa 200mila persone sarebbero partite dal nord della Striscia per cercare di raggiungere la zona centrale». Da Gaza il Ministero della Sanità palestinese ha aggiornato i numeri della tragedia: 7.650 morti, 19.450 feriti. Un medico che opera in un ospedale all’interno della Striscia, il dottor Khalil Al-Dikran, ha parlato con la Cnn: «Abbiamo ricevuto 22 corpi durante la notte e centinaia di feriti. Hanno portato i cadaveri e i feriti in ospedale usando di tutto, dalle biciclette, alle automobili e ai carri trainati da asini. Gli ospedali hanno perso i contatti tra loro. Le persone sono alla disperata ricerca di notizie sulle famiglie». Nel mondo si susseguono le proteste contro l’intervento militare israeliano. A Istanbul il presidente turco parla ad una grande manifestazione contro l’attacco a Gaza. Erdogan: «I nostri cuori sono straziati, basta con questa follia». Israele ha deciso di richiamare i suoi diplomatici.


Mauro Evangelisti

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