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Ucraina, l'oligarca filorusso accusa l'ex presidente Poroshenko: «Ha rafforzato l'influenza russa»

Lunedì 23 Maggio 2022
Ucraina, l'oligarca filorusso accusa l'ex presidente Poroshenko: «Ha rafforzato l'influenza russa»

Ricordate l'oligarca ucraino filorusso Viktor Medvedchuk? Ora è prigioniero di Kiev, è considerato vicino al presidente russo Vladimir Putin e negli ultimi giorni ne abbiamo sentito molto parlare perché si era ipotizzato inizialmente uno scambio: l'Ucraina avrebbe dovuto rilasciare Medvedchuk, sotto custodia dell'intelligence di Kiev da oltre un mese, con i militari del reggimento Azov, usciti nei giorni scorsi dall'acciaieria Azovstal, di Mariupol. Questa ipotesi è poi tramontata. 

Medvedchuk ha testimoniato contro l’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, parlando del ruolo di quest’ultimo nel business del carbone e nella gestione dell’oleodotto Samara-Western. Lo riporta l’agenzia Unian. Poroshenko all'indomani dell'invasione era apparso in mimetica con il fucile insieme agli altri civili per difendere la patria. «Vladimir Putin è semplicemente pazzo, è puro male che è venuto qui per uccidere gli ucraini», aveva detto alla "Cnn". «Putin non conquisterà mai l'Ucraina», aveva aggiunto.

Sospettato di alto tradimento e sostegno al terrorismo, Medvedchuk ha parlato di un piano - sotto la presidenza Poroshenko - per ritirare parte del principale oleodotto Samara-Western dalla proprietà statale con l’obiettivo di aumentarvi le quantità di carburante diesel trasportate.

Le informazioni fornite dall'ex oligarca ucraino «confermano le prove e le versioni raccolte dal servizio di sicurezza (Sbu), sulla base delle quali sia Medvedchuk che Poroshenko erano stati precedentemente sospettati di tradimento e di finanziamento al terrorismo». Lo ha spiegato in un collegamento televisivo il capo del Servizio di sicurezza dell'Ucraina Ivan Bakanov, dopo le prime rivelazioni del detenuto Medvedchuk sull'acquisto di carbone nella cosiddetta repubblica separatista di Luhansk tra il 2014-2015 e sulla parziale privatizzazione dell'oleodotto Samara-Western.

Secondo il capo del Servizio di sicurezza le rivelazioni di Medvedchuk «confermano il ruolo chiave di Poroshenko» e il fatto che «l'ex presidente Poroshenko ha usato i legami di Medvedchuk con la leadership russa per organizzare alcuni schemi commerciali», che secondo la Sbu «non erano assolutamente nell'interesse dell'Ucraina. Al contrario, l'economia e la sicurezza dello Stato hanno subito perdite dirette. E questo è stato facilitato - sulla base della testimonianza di Medvedchuk - da vari alti funzionari, dai ministri al capo della Banca nazionale». Azioni che secondo gli investigatori del Servizio di sicurezza «hanno notevolmente aumentato l'influenza della Russia sull'economia ucraina».

«Le informazioni di Medvedchuk danno alla società ucraina l'opportunità di vedere com'era prima la politica statale. Questa è davvero una questione non solo di responsabilità legale, ma anche di responsabilità morale. Perché abbiamo visto un esempio di incredibile cinismo politico: quando sotto slogan patriottici si risolvevano problemi di affari e si finanziavano persino i terroristi. Per ottenere soldi facili, si è rafforzata l'influenza della Russia sull'Ucraina», ha aggiunto Ivan Bakanov, che dopo che l'ex oligarca «ha parlato di tutti i dettagli», si dice «fiducioso» sull'esito delle indagini e sottolinea che «la legge deve funzionare indipendentemente dai nomi e dalle circostanze». «Non importa quanto tempo fa hanno avuto luogo questi eventi, ogni persona coinvolta dovrebbe essere ritenuta responsabile per la legge» ha concluso.

Petro Poroshenko è stato eletto nel maggio 2014 con la maggioranza dei voti in tutte le regioni del Paese (ma non si potè votare in parte del Donbass e nella Crimea). Le elezioni parlamentari si svolsero a ottobre e il Blocco di Opposizione guidato da Viktor Medvedchuk prese il 9,43% (quarto posto). Per la prima volta da quando l'Ucraina è diventata indipendente nel 1991 i comunisti non riuscirono a entrare in parlamento perché non superarono la soglia di sbarramento. L'anno è quello cruciale delle proteste di Euromaidan, dell'invasione della Crimea, dell'inizio della guerra ibrida in Donbass.

Viktor Medvedchuk è legato alla classe dirigente degli oligarchi rappresentati dal presidente Leonid Kucma (1994-2005). Nel 1999 diventò vicepresidente della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino). Nelle elezioni presidenziali del 2004 appoggia Janukovich. Durante le primissime ore dell'invasione del 24 febbraio 2022 circola anche il nome di Medvedchuk come possibile nuovo presidente che Putin (convinto di portare a casa una vittoria in povo tempo) vuole insediare in Ucraina. 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 19:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA