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La guerra delle spie: 400 russi espulsi dall'Europa. MI6: «Dimezzate le potenzialità di Mosca»

Venerdì 22 Luglio 2022 di Paolo Ricci Bitti
La guerra delle spie: 400 russi espulsi dall'Europa, civili arrestati. L'MI 16: «Dimezzate le potenzialità di Mosca»

Per ogni spia individuata ed espulsa ce ne sono - si calcola - almeno altre due "in sonno", ma ormai Mosca deve davvero serrare i ranghi dopo che dai paesi dell'Unione europa e dalla Gran Bretagna sono state cacciate 400 spie o presunte tali russe. Solo il Belgio, da quando l'Ucraina ha aggredito l'Ucraina il 24 febbraio, ne ha rispedito 21 a Mosca, altre 17 l'Olanda, ben 45 la Polonia, 4 l'Irlanda. Gran parte di esse faceva parte del corpo diplomatico in servizio alle ambasciate russe occupandosi di attività commerciali e culturali. Ma poi, fra immancabili doppi o tripli giochi, difficile fare conti e confronti, anche perché a ogni espulsione in direzione di Mosca ne è avvenuta - quasi sempre - una uguale e contraria, in direzione dell'Europa. 

La guerra delle spie

Si sospetta che fra i compiti di questi 007 ci fosse in particolare quello di controllare i canali di rifornimento di armi diretti alla resistenza ucraina. Tenute d'occhio, insomma, basi militari, porti, fabbriche di armi, nel tentativo di trovare informazioni sui possibili armamenti che sarebbero stati in dotazione all'esercito di Kiev.

Anche nell'era dei satelliti che vedono e sentono tutto e dei droni c'è sempre bisogno di avere conferme in loco.

 

Comunque oltre 400 spie espulse i meno di cinque mesi rappresentano una quota impressionante, da anni della Guerra fredda durante la quale nazioni come, ad esempio, la Germania Est sono arrivate ad avere un numero stellare di spie, vicespie e aspiranti spie: quando si visita la sede della Stasi (ovvero il ministero per la Sicurezza di Stato dell'allora Ddr) a Berlino viene raccontato che si è arrivati ad avere fino a un terzo degli abitanti collegati in maniera diretta o indiretta ai temuti servizi segreti. Spionaggio soprattutto interno, dunque, anche per ottenere piccoli benefici rivelando che il vicino forse ascoltava radio occidentali e che covava qualche complotto in garage.

In queste settimane, secondo le intelligence occidentali, la capacità di spionaggio in Europa della Russia è stata dimezzata.

Non tutte le presunte spie sono state espulse. Se c'era qualche sospetto in più, magari qualche possibile prova, si è proceduto ad arrestare civili in odore di spionaggio: lo ha rivelato il capo dei servizi segreti britannici (MI6), Richard Moore, nel corso di un'intervista alla Cnn. Moore ha spiegato che da quando la Russia ha invaso l'Ucraina lo scorso febbraio, i Paesi europei hanno espulso «più di 400 agenti dei servizi segreti russi che operavano sotto copertura diplomatica».

Per questo, ha proseguito, Londra ritiene che la capacità dei servizi russi di svolgere attività di spionaggio in Europa sia stata «probabilmente dimezzata». Moore ha aggiunto che negli ultimi mesi sono stati smascherati e arrestati anche alcuni «clandestini», ovvero spie russe che operavano sotto copertura fingendo di essere normali civili.

Il numero uno dell'MI6 ha quindi sottolineato di ritenere che la Russia potrebbe «essere sul punto di esaurire la propria forza» in Ucraina. «Nelle prossime settimane - ha detto - per i russi sarà sempre più difficile rimpiazzare le proprie perdite», quindi «dovranno fermarsi in qualche modo e questo darà agli ucraini l'opportunità di contrattaccare».

Nel mirino dei servizi segreti occidentali anche la Nokia, storica azienda finlandese che fabbrica telefonini, che ora ha rotto i ponti con Mosca che che nel recente passato ha fornito hardware e software ai russi. Il Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa, il temuto Fsb, avrebbe la possibilità di ascoltare con maggiore facilità le telefonate in Europe. L'acronimo, in questo caso, non pare azzecatissimo: Sord. Nokia, a ogni modo, respinge con fermezza queste illazioni.

 
 

Ultimo aggiornamento: 16:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA