Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Ucraina, la Cbs: militari russi in assetto da guerra. Il capo del Pentagono martedì arriva in Europa

Lunedì 14 Febbraio 2022 di Guglielmo Nappi
Ucraina, Cnn: «Zelensky informato che la Russia attaccherà mercoledì 16». L'ambasciata Usa da Kiev a Leopoli

Qualche crepa si apre nel muro contro muro della crisi ucraina, ma Kiev resta drammaticamente in bilico tra guerra e pace. Mentre la diplomazia tenta freneticamente di aprirsi una strada alternativa al conflitto con la missione del cancelliere tedesco Olaf Scholz a Kiev e poi a Mosca, dalla Russia arrivano timidi segnali di apertura. Ci sono «chance» di trovare un accordo con l'Occidente, ha detto in mattinata il ministro degli Esteri Serghei Lavrov incontrando Vladimir Putin e spiegando che i suoi diplomatici stanno preparando una risposta di 10 pagine alle proposte Usa sulla sicurezza. Ma da Oltreoceano continuano ad arrivare segnali d'allarme, con Washington che ha annunciato lo spostamento dei restanti funzionari della sua ambasciata da Kiev a Leopoli - una mossa definita da Zelensky un «grosso errore» - mentre il segretario di Stato Antony Blinken ha parlato di «un'accelerazione drammatica» nel dispiegamento di forze russe al confine con l' Ucraina, che secondo fonti dell'amministrazione hanno iniziato a muoversi in «posizioni da attacco», con «ben oltre centomila» uomini schierati.

Ucraina, l'allerta sul d-day dell'attacco

Uno schieramento cui gli americani rispondono continuando a rafforzare gli alleati dell'area, con altri otto caccia F-15 atterrati alla base polacca di Lask. E si rafforza anche l'allerta sul d-day dell'attacco: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto sapere di essere stato informato sui dettagli del possibile piano di invasione, che dovrebbe avvenire mercoledì, come indica da giorni l'intelligence americana: una data-spauracchio che il leader di Kiev ha provato ad esorcizzare decretando una «giornata dell'unità», in cui la popolazione sarà invitata a «sventolare le bandiere ucraine e a indossare i colori nazionali». In questo scenario di caos, da Mosca sembrano giungere messaggi di apertura. Il ministro della Difesa Serghei Shoigu ha fatto sapere che «una parte delle esercitazioni» delle forze armate alle porte dell'Europa «si sta concludendo, un'altra sarà completata nel prossimo futuro». Di «esigui canali per il dialogo» ha parlato anche il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Alla carota dei luogotenenti si accompagna però il bastone del capo: l'espansione a est della Nato, ha accusato ancora una volta Vladimir Putin, «è infinita e molto pericolosa» e avviene «a spese delle ex Repubbliche sovietiche, inclusa l'Ucraina». Una posizione che il leader del Cremlino ribadirà nell'incontro di martedì con Scholz, che da Kiev ha provato intanto a raffreddare gli animi.

La questione dell'ingresso dell' Ucraina nell'Alleanza atlantica attualmente «non è in agenda», e proprio per questo, ha detto, è strano che Mosca agisca come se lo fosse. Un ennesimo tentativo di sgombrare il tavolo da quello che l'Occidente considera il grande pretesto della crisi, ma su cui Kiev continua a non mollare. Tanto che a un paio di metri di distanza, nella sala in cui si svolgeva la conferenza stampa congiunta, Zelensky ha insistito sul fatto che l'ingresso nella Nato «garantirebbe la sicurezza» del suo Paese, rilanciando anche l'accusa contro il gasdotto Nord Stream 2 considerato «un'arma geopolitica» nelle mani di Mosca. Anche l'erede di Angela Merkel, del resto, resta affacciato al bivio. «In caso di aggressione militare, saremmo pronti a sanzioni su vasta scala. Se la Russia violerà nuovamente la sovranità ucraina, sapremo cosa fare», ha avvertito, tornando a minacciare «gravi conseguenze», ma invitando allo stesso tempo Mosca a «cogliere le offerte di dialogo», dopo aver già sollecitato «segnali immediati di de-escalation».

Toni ambivalenti, come del resto è la situazione, mentre da Londra il premier Boris Johnson ha chiesto a Putin un passo indietro «dall'orlo del precipizio» ma in una telefonata con il presidente americano Joe Biden ha concordato sul fatto che resta una «finestra per la diplomazia». Nessuno insomma vuole farsi cogliere di sorpresa. E mentre l'Ue, dopo l'allarme della Polonia, prepara un piano d'aiuti per i Paesi di primo arrivo nella gestione dei possibili rifugiati, la diplomazia continua a vivere ore convulse. Una sessione ad hoc dei leader europei potrebbe tenersi a margine del summit di giovedì tra Ue e Unione Africana, e non si esclude neanche un summit straordinario di quelli del G7, che intanto ha assicurato di aver preparato un pacchetto di «sanzioni economiche e finanziarie con conseguenze enormi e immediate sull'economia russa». Anche l'Italia prova a ritagliarsi un ruolo di primo piano. Di Maio sarà martedì a Kiev, dove «ribadirà il pieno sostegno dell'Italia alla sovranità e integrità territoriale dell'Ucraina» e «confermerà il convinto appoggio italiano a ogni sforzo negoziale». Probabilmente giovedì il ministro è invece atteso a Mosca per un incontro annunciato dal suo omologo Serghei Lavrov. Sempre che la situazione non precipiti prima.​

Ucraina, patria e fucile, il ritorno dei veterani del Donbass

 

Ucraina, la diretta della giornata

Questi i fatti principali di oggi sulla crisi ucraina.

20:46 - Capo Pentagono da martedì in Europa. Il capo del Pentagono Lloyd Austin sarà da martedì in visita a Bruxelles, in Polonia e in Lituania: lo ha annunciato il portavoce della Difesa Usa John Kirby.

20.43 - Usa: non crediamo che Putin abbia deciso. «Non crediamo che Vladimir Putin abbia già preso una decisione finale» sull'eventuale attacco contro l'Ucraina: lo ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby, ribadendo che un'azione militare è possibile «in qualsiasi momento». Kirby non ha voluto però entrare nel merito delle informazioni di intelligence secondo cui il giorno previsto per l'attacco sarebbe mercoledì.

20.34 - Cbs, militari russi in assetto da attacco. Alcune truppe russe vicino al confine con l' Ucraina hanno iniziato a muoversi in «posizioni da attacco». Lo riporta Cbs citando un funzionario americano, secondo il quale Mosca ha spostato parte dell'artiglieria a lungo raggio in posizione di tiro.

20.07 - Zelensky informato del giorno dell'attacco. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato informato che il giorno dell'attacco russo sarà mercoledì 16 febbraio. Lo riferisce la Cnn in una breaking news.

20.00 - Chiude l'ambasciata Usa a Kiev. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha annunciato lo spostamento temporaneo di tutta l'ambasciata americana da Kiev a Leopoli.

18.11 - Possibile visita di Di Maio a Mosca. In settimana, a quanto si apprende, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio potrebbe volare a Mosca per incontrare il suo omologo russo Lavrov. Domani intanto Di Maio è atteso a Kiev.

17.44 - Probabile Consiglio Europeo giovedì. Appare «molto probabile», allo stato, che un Consiglio Europeo straordinario si riunisca a Bruxelles «nella tarda mattinata di giovedì» prossimo, per affrontare il tema della situazione ai confini dell'Ucraina. Lo si apprende da fonti Ue. Giovedì e venerdì i capi di Stato e di governo dell'Ue si riuniranno a Bruxelles per il vertice Ue-Unione Africana. L'adozione delle sanzioni minacciate dall'Unione nei confronti della Russia in caso di un attacco a Kiev richiede in ogni caso l'unanimità dei 27 Paesi membri

17.41 - Kiev: «Gesti di solidarietà Paesi alleati»Domani il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, giovedì la ministra degli Esteri britannica Liz Truss per visite che rappresentano gesti di «solidarietà» dei Paesi alleati nei confronti di Kiev. Le ha confermate il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che ha sottolineato la quantità di missioni »senza precedenti« della settimana scorsa, mentre questa si è aperta con la visita, oggi, del cancelliere tedesco Olaf Scholz

16.10 - Scholz a Kiev: «Ucraina nella Nato non è in agenda». «La questione dell'appartenenza alle alleanze non è in agenda». Lo ha detto Olaf Scholz sull'ipotesi dell'Ucraina alla Nato, durante la conferenza stampa a Kiev a fianco del presidente ucraino Volodimyr Zelenskij. «Ed è proprio per questo che è un po' strano osservare che il governo russo stia mettendo al centro di grandi problematiche politiche qualcosa che in pratica non è all'ordine del giorno. In un certo senso, è questa la sfida che stiamo effettivamente affrontando: che qualcosa che non è affatto il problema ora sia diventato un problema. Vale la pena compiere ogni sforzo per arrivare ad una soluzione diplomatica della crisi ucraina».

Ore 15.40 - Zelensky: «Ingresso in Nato garantirebbe sicurezza dell'Ucraina». L'ingresso nella Nato «garantirebbe la nostra sicurezza». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella conferenza stampa a Kiev con il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Ore 15.20 - Scholz: se la Russia attacca sappiamo cosa fare. «In caso di aggressione militare, saremmo pronti a sanzioni su vasta scala, se la Russia violerà nuovamente la sovranità ucraina, sapremo cosa fare». Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz, nella sua conferenza stampa congiunta a Kiev con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «La sovranità e l'integrità territoriale dell' Ucraina non sono negoziabili. Ci aspettiamo dalla Russia chiari segnali di de-escalation, un attacco all' Ucraina avrebbe gravi conseguenze», ha aggiunto. Il cancelliere tedesco ha invitato la Russia a «cogliere le offerte di dialogo».

Ore 15.05 - Mosca, stop a parte delle esercitazioni militari. Una parte delle esercitazioni delle forze armate russe si sta concludendo, un'altra sarà completata nel prossimo futuro». Lo ha detto il ministro della Difesa Serghei Shoigu, citato dalla Tass, incontrando il presidente Vladimir Putin.

Ore 14.32 - Ue al lavoro per piano ad hoc sui rifugiati. In caso di flussi di rifugiati dall'Ucraina, l'Unione europea sta lavorando ad un piano ad hoc anche per aiutare i Paesi di primo arrivo. «Stiamo lavorando per un supporto dell'Unione ai confini con l' Ucraina e sto esortando tutti affinché ci sia solidarietà da parte dei Paesi membri», ha spiegato un alto funzionario dell'Ue facendo una distinzione tra la crisi bielorussa - con Varsavia che chiuse i confini ai flussi in arrivo da Minsk - e quella ucraina: «La situazione è differente. Lì c'è stato un attacco ibrido. Qui si tratterebbe di una crisi con persone in fuga per salvare le proprie vite», ha osservato.

Ore 14.20 - Attacco imminente di Mosca forse un bluff. Sull'ipotesi di un attacco imminente della Russia all'Ucraina, già mercoledì, secondo gli aggiornamenti dell'intelligence, «vediamo che non ci sono segnali di de-escalation. Ma non sappiamo se la decisione sia stata già presa dalla Russia o se Mosca stia bluffando». È quanto ha sottolineato un alto funzionario dell'Ue spiegando che l'Unione «dove restare totalmente impegnata a perseguire lo sforzo diplomatico sebbene sappiamo che sia difficile». Nei confronti dell' Ucraina, da parte dell'Ue c'è «un supporto politico e finanziario. Kiev ci sta chiedendo di prendere ulteriori decisioni nel settore macro-economico», ha spiegato.

Ore 14.15 - Ipotesi incontro leader europei e videocall G7. È «possibile» che sulla crisi ucraina ci sia una sessione ad hoc dei leader europei a margine del summit di questa settimana tra Ue e Unione Africana. È quanto spiega un alto funzionario a Bruxelles sottolineando che la convocazione della sessione sessione «prima, dopo o anche virtualmente» dei leader Ue dipenderà anche dalle conseguenze della missione diplomatica del cancelliere tedesco Scholz a Kiev e a Mosca. L'alto funzionario ha spiegato anche che c'è l'ipotesi di un summit straordinario «probabilmente virtuale» dei leader del G7. «C'è interesse da parte di alcuni Paesi ma le decisione spetta a Berlino», presidente di turno.

Ore 13.55 - Johnson vedrà Biden e forse Putin. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha in programma di «ricevere molto presto» il presidente americano Joe Biden e non esclude anche un colloquio con il presidente russo Vladimir Putin sullo sfondo della crisi ucraina. Lo ha affermato lui stesso rispondendo ai giornalisti a margine di una visita oggi in Scozia, pur senza precisare i dettagli di questi possibili vertici, né se si riferisca a incontri di persona o a distanza. «Io intendo fare tutto ciò che posso - ha detto Johnson, interpellato in particolare da un reporter sull'ipotesi di una missione a Mosca, dopo quelle compiute la settimana scorsa dai suoi ministri degli Esteri e della Difesa, Liz Truss e Ben Wallace - per aiutare il processo diplomatico». Ha quindi aggiunto di ritenere «molto importante» una possibile «conversazione» ulteriore con Putin, ma che Londra non intende «svendere il diritto del popolo ucraino» a chiedere una futura adesione di Kiev alla Nato.

Ore 13.50 - Lavrov a Putin: «Chance di accordo con l'Occidente». Ci sono «chance» di trovare un accordo con l'Occidente sull'Ucraina: lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov al presidente Vladimir Putin.

Ore 13.15 - Johnson: Putin faccia passo indietro. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha affermato che la situazione in Ucraina è «molto, molto pericolosa» e ha invitato il presidente russo Vladimir Putin a fare un passo indietro dall'«orlo del precipizio». Lo riferisce la Press Association.

Ore 13.05 - Il Cremlino: importante impegno Ucraina a non aderire alla Nato. Un impegno dell'Ucraina «formalizzato in qualche modo» a non perseguire l'adesione alla Nato «sarebbe un passo che potrebbe contribuire considerevolmente a formulare una risposta più significativa alle preoccupazioni di Mosca», ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, indicando la strada per una soluzione della crisi fra Russia e Ucraina. L'ambasciatore ucraino a Londra, Vadim Pristaiko, ha anticipato la possibilità che Kiev possa rinunciare all'intenzione di aderire alla Nato, se questo potesse evitare la guerra.

Ore 13.00 - Russia: apriremo fuoco se navi straniere. Un alto ufficiale russo ha affermato che la Russia è pronta ad aprire il fuoco sulle navi e sottomarini stranieri qualora entrassero illegalmente nelle sue acque territoriali. Lo ha riferito l'agenzia Interfax, ripresa dalla stampa internazionale. Qualsiasi decisione del genere sarebbe, tuttavia, presa solo a un «livello più alto», ha affermato Stanislav Gadzhimagomedov, vice capo del principale dipartimento operativo dello stato maggiore generale. La dichiarazione arriva due giorni dopo che Mosca aveva annunciato di avere intercettato un sottomarino americano nelle acque russe del Pacifico. Gli Stati Uniti hanno negato di aver effettuato operazioni militari nelle acque territoriali russe.

Ore 12.30 - Di Maio: «Impegno per soluzione diplimatica». «Come Italia siamo determinati a passare a Mosca messaggi chiari, unitari, fermi, in stretto coordinamento con i nostri partner e alleati europei, Nato e Osce, che scoraggino qualsiasi aggressione o escalation. Al contempo manteniamo il nostro impegno per favorire una soluzione diplomatica e sostenibile anche nel quadro degli accordi di Minsk e del formato Normandia». Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parlando della crisi ucraina in occasione dell'incontro alla Farnesina con il vice primo ministro e ministro degli affari esteri del Qatar, Sceicco Al-Thani.

Ucraina, superpotenze schierate. In campo l’ultimo soldato che lasciò l’Afghanistan

Ore 12.00 - Sale il prezzo del gas. Salgono i prezzi del gas in Europa con l'aumento delle tensioni tra Russia e Ucraina e gli Stati Uniti che ipotizzano una imminente invasione. Un'escalation rischia di peggiorare la crisi energetica dell'Europa, potenzialmente colpendo le forniture di gas e petrolio. La Russia è la principale fonte di gas naturale in Europa, con circa un terzo delle sue esportazioni che attraversano l' Ucraina. Gli impianti di stoccaggio dell'Europa sono già a «livelli bassi, con prezzi cinque volte più alti del normale per questo periodo dell'anno», spiegano gli analisti di Bloomberg. Ad Amsterdam le quotazioni sono in rialzo del 5,9% a 82 euro al Mwh, dopo aver registrato in mattinata un aumento del 12% a 88 euro. A Londra il prezzo sale del 6,1% a 197,20 penny per Mmbtu, dopo aver toccato il massimo di giornata a 203 penny.

Ore 11.45 - Mosca: «La de-escalation deve venire dall'Occidente». «Non c'è nessuna de-escalation che la Russia dovrebbe fare sull'Ucraina, questa spetta all'Occidente, incoraggiando Kiev ad attuare in pieno i pacchetto degli accordi di Minsk». Lo ha detto Oleg Postnikov, vicedirettore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri russo.

Ore 11.00 - G7: pronti a sanzioni con impatto enorme sulla Russia. «La nostra priorità immediata è sostenere gli sforzi per una de-escalation della situazione» ma se Mosca intensifica l'azione militare il G7 «è pronto a imporre collettivamente sanzioni economiche e finanziarie con conseguenze enormi e immediate sull'economia russa», affermano i ministri della Finanza del G7.

Ore 10.40 - La smentita sulla rinuncia di Kiev alla Nato. Un caso si è aperto in Ucraina sulle parole dell'ambasciatore in Gran Bretagna, Vadym Prystaiko, che sembrano aprire alla possibilità di fare marcia indietro sull'adesione alla Nato se questo servisse ad evitare una guerra con la Russia. L'ufficio del presidente Volodymyr Zelensky gli ha chiesto pubblicamente di spiegarsi, riaffermando che l'ingresso nel Patto atlantico rimane l'obiettivo di Kiev. In un'intervista alla Bbc l'ambasciatore Prystaiko ha detto che il suo Paese potrebbe essere «flessibile» sul suo obiettivo di unirsi alla Nato. «Specialmente - ha aggiunto - quando siamo minacciati così, ricattati così». Il portavoce del presidente Zelensky, Serghei Nikiforov, citato dall'agenzia Unian, ha invece ribadito che «il corso nordatlantico ed europeo rimane una priorità assoluta» per l'Ucraina, ed è anche sancito dalla Costituzione. «Il signor Ambasciatore ha usato la parola "flessibilità". Penso - aggiunge Nikiforov - che valga la pena dargli l'opportunità di spiegare cosa aveva esattamente in mente prima di trarre conclusioni». Da parte sua il portavoce del ministero degli Esteri, Oleg Nikolenko, ha affermato che le parole dell'ambasciatore «sono estrapolate dal contesto». Vadym Prystaiko ha comunque corretto e spiegato oggi la sua affermazione: il diplomatico ha negato d'aver voluto ipotizzare una rinuncia e ha ribadito come l'obiettivo di chiedere l'adesione alla Nato sia ora inserito nella stessa Costituzione ucraina. Una puntualizzazione cui ha fatto eco quella del dicastero degli Esteri di Kiev, ripresa stamattina dalla stessa Bbc, il quale ha anche ripetuto che l'Ucraina cerca «garanzie per la propria sicurezza» e che secondo l'attuale governo «il miglior modo» per ottenerle resta la ricerca di «un'adesione immediata alla Nato».

 

Ore 10.30 - Giappone riduce personale dell'ambasciata di Kiev. Il Giappone segue l'avvertimento dell'alleato statunitense e decide di ridurre al minimo il personale della propria Ambasciata a Kiev, a fronte del massiccio dispiegamento dell'esercito russo ai confini con l'Ucraina, con l'esacerbarsi delle tensioni geopolitiche. La sede diplomatica nipponica aveva già esortato venerdì i connazionali a lasciare il Paese in tempi rapidi, e ha comunicato che da oggi i servizi saranno ulteriormente ridotti. Il ministro degli Esteri, Yoshimasa Hayashi - che nel fine settimana ha partecipato ad un incontro alle Hawaii con le delegazioni di Stati Uniti e Corea del Sud, ha detto che la situazione è altamente instabile, confermando l'avviso ad evacuare «immediatamente e nel modo più sicuro possibile». Il capo di Gabinetto Hirokazu Matsuno ha riferito ai media che il Giappone collaborerà con la comunità internazionale e i Paesi del G7 per coordinarsi sul raggiungimento di una soluzione negoziale.

Ore 10.20 - Il Cremlino: «Relazioni con Washington al minimo». Le relazioni tra Mosca e Washington sono a un «livello bassissimo». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Ci sono alcuni canali di dialogo, ha affermato in dichiarazioni ai media russi riportate dalla Bbc, ma quando si tratta di «rapporti bilaterali, si può parlare solo in negativo». «Siamo a un punto molto, molto basso». I presidenti dei due Paesi «parlano, c'è dialogo su altri fronti», ha detto ancora Peskov, affermando che si tratta di un aspetto positivo «perché solo un paio di anni fa non c'era dialogo, non c'erano contatti del genere».

Ore 10.05 - La Germania chiede alla Russia un de-escalation. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha chiesto alla Russia «segnali immediati di de-escalation» durante la sua visita a Kiev. Domani Scholz sarà a Mosca. Su Twitter, il cancelliere tedesco ha avvertito che ci saranno «conseguenze pesanti» per la Russia se deciderà di invadere l'Ucraina.

Ore 9.48 - Borse in calo. Le Borse europee proseguono la seduta pesante con gli investitori che si mostrano fortemente nervosi per i rischi di una guerra tra Russia e Ucraina. Sui listini pesa il calo delle banche (-3,6%), delle utility (-2,1%) e dell'energia (-1,5%). Sul fronte valutario l'euro sul dollaro scende a 1,1311. L'indice d'area stoxx 600 cede il 2,7%. In flessione Francoforte (-3,2%), Parigi (-3,3%), Madrid (-3,1%), Milano (-3,5%) Londra (-1,8%). La corsa del petrolio rallenta ma i prezzi restano sui massimi. Il Wti si attesta a 93,30 dollari al barile e il Brent a 94,40 dollari. Il prezzo del gas ad Amsterdam sale a 83,60 euro al Mwh (+7,6%). A Londra sale a 201 penny (+8,1%).

Ore 8.15 - Ucraina: potremmo rinunciare alla Nato. Poi il dietrofront. L'Ucraina potrebbe decidere di rinunciare a portare avanti i piani per l'adesione alla Nato per evitare la guerra con la Russia. Lo ha dichiarato l'ambasciatore ucraino in Gran Bretagna, Vadym Prystaiko, intervistato dalla Bbc. In quella che sarebbe una grande concessione alla Russia, secondo il diplomatico Kiev potrebbe dimostrarsi «flessibile» rispetto alle sue ambizioni verso la Nato. Rispondendo a una domanda su un possibile cambio della posizione ucraina rispetto all'adesione alla Nato, Prystaiko ha detto che sì, «potremmo» cambiare la nostra posizione. «Soprattutto se saremo minacciati, ricattati e spinti a farlo», ha detto Prystaiko. In realtà poi è arrivato il dietrofront: «È un fraintendimento - ha poi chiarito alla Bbc l'ambasciatore  Prystaiko - Dobbiamo semplicemente trovare una soluzione entro domani».

Ucraina, il portavoce del ministero degli Esteri: «Mosca non ha i numeri per entrare a casa nostra»

Ore 8.02 - Rientrano gli italiani da Kiev. «Panico non ce n'è, ce n'è molto di più fuori. Molti telefonano o scrivono per chiedere come va, ma per ora nel Paese è tutto tranquillo». Anna, ricercatrice torinese rientrata nella tarda serata di ieri con un volo da Kiev, descrive così il clima che si respira in Ucraina. «La gente va al cinema, al teatro, ci sono cantieri aperti ovunque, la vita scorre in modo normale e nulla fa pensare che stia per accadere qualcosa - racconta la donna al suo arrivo all'aeroporto di Caselle Torinese in una video intervista all'ANSA - Sono partita da Odessa in treno, poi ho preso l'aereo: segnali d'allarme non ne ho visti». Il suo punto di vista, precisa, non è quello di un turista. «Ero là da inizio gennaio, ho avuto modo di vivere e di parlare in mezzo agli ucraini e tutti dicono che non accadrà nulla». Nonostante l'invito della Farnesina a lasciare l' Ucraina a scopo precauzionale a causa delle preoccupazioni per una possibile escalation militare, per ora sono pochi quelli che se ne stanno andando. «Là è tutto tranquillo, anche all'aeroporto, non ho visto niente di strano», riferisce Constantine. «Un pò di paura c'è, ma per ora in pochi se ne vanno», aggiunge una donna, che preferisce non essere citata, gli occhi nascosti dietro a un grosso paia di occhiali da sole. C'è anche chi è convinto che quello della Russia sia un bluff: «Una guerra avrebbe costi troppo alti, in termini economici e di vite umane, non accadrà nulla», sostiene un giovane italiano.

 

Ore 3.53 - 130.000 soldati al confineSono 130.000 i militari russi al confine con Ucraina, secondo l'intelligence americana, che ha rivisto al rialzo la precedente stima di 100.000 di cui ha parlato negli ultimi giorni e ha aggiornato Joe Biden. Lo riportano i media Usa.

Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio, 00:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA