Usa 2020: Trump “dimentica” il coronavirus e scommette sull’economia con 5 milioni di posti di lavoro

Venerdì 3 Luglio 2020 di Luca Marfé

La vera sfida 2020 è questa: l’economia.

Nonostante il delirio pandemia coronavirus e proteste razziali, infatti, la Casa Bianca si gioca tutta su Pil e lavoro.

Donald Trump lo ha capito e nella guerra dei numeri ricomincia a sperare: l’occupazione vola e gli Stati Uniti tirano l’incredibile somma di 5 milioni di posti nel solo mese di giugno. Il più grande balzo in avanti dell’intera storia a stelle e strisce.


Lo schema è chiarissimo: minimizzare il fronte del Covid per esaltare invece quello dei soldi.

L’evidenza è data dalla conferenza stampa in cui il tycoon celebra il rimbalzo americano senza accettare interruzioni né domande sui dossier scomodi. Tira dritto, insomma, nel tentativo di strigliare la sua base elettorale che, esattamente come lui, appare in evidente difficoltà.

«Una notizia spettacolare», «l’economia torna a ruggire», «la borsa decolla».

Questi sono soltanto alcuni dei passaggi volutamente roboanti che The Donald scandisce ai microfoni della nazione.
Ora non resta che provare a capire se le sue parole siano in grado oppure no di trasformarsi in voti.

Un destino, quello del presidente ma anche quello del Paese, legato a doppio nodo proprio alla possibile evoluzione/involuzione del disastro virus.
Con le statistiche ancora fuori controllo, con alcuni Stati costretti a più di un mezzo passo indietro, con la mascherina che diventa obbligatoria pure in realtà come il Texas e che si posa per la prima volta sulla bocca di Trump.
“Addirittura”, verrebbe da scrivere dopo mesi in cui ha ostentato una sicurezza oggettivamente fondata sul nulla.

Con il contagio però, c’è da sottolineare anche questo, che non va più di pari passo con la mortalità.
 


L’aspettativa a destra, dunque, è che la diffusione non impedisca il business.

La tattica a sinistra, invece, è l’attesa mista all’immobilismo, in un silenzio lungo mesi, rotto soltanto per finta da Biden, che auspica l’autodistruzione politica dell’odiato arancione, senza dover neanche muovere un dito di suo.

Al 3 novembre mancano 4 mesi esatti.

Se l’America ci arriva con un’economia risorta, vince di nuovo Trump.
Se viceversa l’America ci arriva con le ossa ancora rotte, l’era finisce già.

Ultimo aggiornamento: 19:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA