Vaccinazione anti Covid, per la Francia donne in età fertile a rischio: la tesi divide gli scienziati

Venerdì 19 Marzo 2021 di Graziella Melina
Vaccinazione anti Covid, per la Francia donne in età fertile a rischio: la tesi divide gli scienziati

Sul vaccino anticovid di AstraZeneca incombe un nuovo cartellino giallo. E stavolta arriva dalla Francia. Le autorità sanitarie d’oltralpe hanno stabilito infatti di destinarlo solo ai soggetti con più di 55 anni, per evitare i rischi di possibili trombosi. La decisione di ieri sembra in contraddizione con il parere positivo diffuso invece il giorno prima dall’Ema, l’ente regolatorio europeo. Eppure, secondo Dominique Le Guludec, presidente dell’Alta autorità per la Salute francese, visto che «l’età è il fattore principale di rischio che espone le persone a sviluppare forme gravi» meglio andarci cauti.  

Ma i francesi non sono i soli a limitarne l’uso senza badare troppo al via libera di Ema. Anche la Finlandia, infatti, ha deciso di interrompere la vaccinazione dopo la segnalazione di due casi di trombosi cerebrale. Marco Cavaleri, presidente della task force dell’Ema per il covid spiega che si tratta di «una misura precauzionale», mentre Armando Genazzani, membro italiano del Chmp (Committee for medicinal products for human use), non ci gira intorno: «alla luce di quello che sappiamo - dice - non è una scelta scientifica».

La questione dei casi di trombosi segnalati in tutta Europa dopo il vaccino sembra insormontabile. Eppure, dall’Ema fanno sapere che gli esperti del Prac, il Comitato per la farmacovigilanza, «hanno esaminato in modo estremamente dettagliato i casi di Dic (coagulazione intravascolare disseminata) e Cvst (trombosi cerebrale dei seni venosi) segnalati dagli Stati membri». Al momento 25 in tutto (7 Dic e 18 Cvst), 9 dei quali mortali. «La maggior parte di questi si è verificata in persone sotto i 55 anni e la maggioranza erano donne».  

Alla fine, dati alla mano, hanno però concluso che «il vaccino è efficace e sicuro e i benefici continuano a essere di gran lunga superiori ai rischi». Intanto, gli esperti italiani restano a dir poco perplessi. «Non è una scelta comprensibile - rimarca Stefania Basili, ordinario di Medicina interna dell’Università La Sapienza di Roma - Ema ha lavorato su tutti i dati. Non si capisce la ragione di una decisione di questo tipo». 
Secondo Francesco Menichetti, ordinario di Malattie infettive dell’Università di Pisa, «25 casi di trombosi su 20 milioni di persone vaccinate rappresentano un’incidenza del tutto irrilevante considerando che il Covid è causa di trombosi con un’incidenza molto più alta».  

Anche per Roberto Giacomelli, direttore di Immunologia clinica e reumatologia del Policlinico universitario Campus Bio-medico di Roma, la decisione dei francesi non è affatto chiara, visto che «i casi che si sono realizzati dopo la vaccinazione sono percentualmente inferiori all’atteso di una popolazione identica in tre mesi senza profilassi». 

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La Francia, prova a ipotizzare Guido Rasi, ordinario di microbiologia dell’Università di Tor Vergata ed ex direttore esecutivo dell’Ema «forse ha voluto coniugare i dati di sicurezza comunicati dall’Ema e ha scelto di far prevalere i dati di efficacia resi noti dalle autorità inglesi nei giorni scorsi, in base ai quali nelle persone anziane il vaccino Astrazeneca forniva una protezione totale per la morte da covid e un 94 per cento di riduzione delle ospedalizzazioni».  

Resta il fatto che a questo punto «come Europa - avverte Antonio Cassone, ex direttore di Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità - stiamo cadendo nel ridicolo, e stiamo dimostrando a tutto il mondo che abbiamo una concezione psicopatica dei vaccini. Si teme un effetto collaterale di 1 caso su un milione senza neanche che sia evidente una correlazione con le dosi. Se si teme questo, non ci si dovrebbe più vaccinare visto che un caso di effetto avverso grave su un milione è possibile con tutte le profilassi». 
 

Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA