Vaccini, niente fuga ma è caos “riservisti”: stretta sulle seconde dosi

Venerdì 19 Marzo 2021 di Mauro Evangelisti
Vaccini, niente fuga ma è caos “riservisti”: stretta sulle seconde dosi

Entro la fine del mese arriveranno quasi 4,5 milioni di dosi di vaccino anti Covid. «Fate l’overbooking, stilate una lista di persone da chiamare con un sms se alla sera restano delle fiale di vaccino inutilizzate», predica il generale Francesco Figliuolo in collegamento con i rappresentanti delle Regioni (l’incontro si è svolto ieri, ovviamente online) per parlare di piano vaccinale. Qualche minuto prima il rappresentante dell’Abruzzo gli ha spiegato: generale, è molto giusta la sua ordinanza che dice di non sprecare mai le dosi, dando a fine giornata le fiale inutilizzate anche a chi non è prenotato, ma servono dei criteri: perché c’è chi si fa avanti, c’è chi aspetta davanti ai centri vaccinali... E se arriva un gruppo di persone che alla sera spera di ricevere i vaccini non usati, noi come scegliamo chi accontentare? Figliuolo, che da buon generale usa termini militari, dice di ricorrere ai «riservisti», prenotati per i giorni successivi, da chiamare via sms in anticipo se ci sono dosi non somministrate.

Questo passaggio del vertice di ieri diventa quanto mai d’attualità nel giorno in cui si è ricominciato, dalle 15, a somministrare AstraZeneca in tutte le regioni. Le inchieste di tre procure siciliane e di quella di Biella avevano causato una prima fuga da AstraZeneca; si temeva che, dopo lo stop deciso dai Paesi europei cinque giorni fa e poi rientrato con il pronunciamento dell’Ema, molti dei prenotati non si presentassero all’appuntamento. Non è andata così: nel Lazio su 200.000 prenotazioni si calcolano appena 2.000 cancellazioni, l’1 per cento; il fenomeno del “no show” - ho prenotato ma non mi presento perché non voglio AstraZeneca - è stato minore del previsto, ovunque al 3-4 per cento con punte del 10, quasi fisiologico. «E se resta qualche dose inutilizzata, le nostre squadre di medici vanno a somministrarle a domicilio a chi ne ha diritto», racconta l’assessore laziale alla Salute, Alessio D’Amato. 

Sia chiaro: il problema della diffidenza nei confronti di AstraZeneca non è risolto. Sempre prendendo come esempio il caso laziale, lo si nota nelle prenotazioni online. Il sistema consente di scegliere il centro vaccinale, ma non ti dice quale prodotto ti sarà somministrato. In tanti, però, hanno capito che se l’appuntamento per la seconda dose è fissato per 11-12 settimane dopo, significa che in quel centro si usa AstraZeneca; se invece è dopo 3 o 4 settimane ci sono Pfizer o Moderna. Risultato: nei centri vaccinali con AstraZeneca le prenotazioni sono poche, in alcuni casi c’è posto per il giorno dopo; negli altri ci sono lunghissime attese. Nel vertice con le Regioni, il generale Figliuolo (in collegamento anche il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio), che punta alle 500mila iniezioni giornaliere, spiega: in questa ultima decade di marzo stanno arrivando moltissime dosi e le Regioni devono muoversi. Da Pfizer il 22 e il 29 marzo ne saranno inviate in totale 2 milioni, da Moderna entro fine mese 875mila, da AstraZeneca 1,6 milioni. Figliuolo: «Ho parlato con le Regioni, a partire dalla Calabria e dalla Basilicata, ho detto che devono vaccinare senza esitazione, di tenersi minimi quantitativi di scorte, perché le dosi stanno arrivando. Non serve tenerle nei frigoriferi, in caso di necessità abbiamo una riserva a Pratica di Mare. Ora pare che in Calabria sia addirittura intervenuta una procura che dice alle Asl di non fare la prima dose se non c’è pronta la seconda nei loro frigoriferi. Ma che senso ha? Bisogna vaccinare velocemente, le scorte vanno tenute al minimo». 

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La Protezione civile, su richiesta del presidente Spirlì, ha inviato una task force in aiuto della Calabria. Figliuolo ha comunicato a Draghi che, entro la fine di aprile, arriverà la prima fornitura del vaccino di Johnson&Johnson, anche se non sono ancora noti i quantitativi («Ma nel secondo trimestre in totale saranno comunque 7,3 milioni»). Bisogna accelerare e, ora che AstraZeneca, sia pure con mille difficoltà e diffidenze, è ripartita, non ci sono più scuse. Nel decreto sostegni sono previsti 50 milioni di euro per la remunerazione dei farmacisti, abilitati dopo un corso di formazione. Proprio J&J, vaccino monodose, sembra perfetto per essere distribuito in farmacia.  

Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 12:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA