Cassette di sicurezza: il condono costerà il 15%

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di Luca Cifoni

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Non una tassa, nel senso di un prelievo patrimoniale, ma una sanatoria sui contanti contenuti nelle cassette di sicurezza, sul modello delle operazioni di voluntary disclosure dei capitali detenuti all'estero, già attuate negli anni scorsi. Matteo Salvini ha voluto precisare che è proprio questo il senso della proposta lanciata l'altra sera, che riprende di fatto idee già emerse lo scorso anno prima e dopo la campagna elettorale, ma anche testi già messi nero su bianco nel 2016 - quando al governo c'era il centro-sinistra, con l'obiettivo di allargare le operazioni di rientro dei capitali dall'estero. La logica in effetti sarebbe la stessa: far emergere, dietro il pagamento di un'imposta sostitutiva, somme sospette che sono state tolte dal circolo dell'economia. Ci sono però anche pericoli, e soprattutto quello di favorire attività non solo illecite ma anche criminali. Proprio ieri è uscito l'Aggiornamento dell'Analisi nazionale sui rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo pubblicato dal Comitato di sicurezza finanziaria (CSF), presieduto dal direttore generale del Tesoro. Nel testo viene ribadito che In Italia «l'uso del contante si conferma ancora generalizzato e continua a presentare un fattore di rischio per il riciclaggio e l'evasione fiscale».

Governo, al via vertice economico. Salvini: nessuna tassa su cassette sicurezza
 


I PALETTI
La Lega, se deciderà di procedere su questa strada, dovrà quindi precisare l'entità del prelievo richiesto e i paletti da fissare. Enrico Zanetti, che nella precedente legislatura è stato sottosegretario all'Economia, ricorda come furono impostate le operazioni degli anni scorsi (voluntary disclosure e rottamazioni): «Per evitare che fosse un regalo alla malavita, era stato previsto che le somme derivanti da reati diversi da quelli fiscali non potessero beneficiare di emersione alcuna; per evitare che fosse un regalo agli evasori, era stato previsto che, ferma restando la disapplicazione delle sanzioni penali, le imposte dovute sui contanti fatto emergere venissero versate per intero, senza sconti o forfettizzazioni». In assenza di questi vincoli, secondo Zanetti, si finirebbe sulla strada di un super-condono, certamente utile al governo per la prossima manovra, ma diverso dalle sanatorie precedenti. Quanto all'aliquota, l'anno scorso si era parlato di un prelievo del 15-20 per cento, mentre la proposta del Pd poi abortita prevedeva un'aliquota più alta, del 35 per cento. Naturalmente la proposta del vicepremier leghista (secondo il quale comunque «condono non è una parolaccia») ha provocato reazioni. Negative quelle del M5S, ma forti critiche sono venute anche dal Pd, che in un primo momento aveva criticato la misura annunciata nella sua versione di possibile patrimoniale, per poi contestare anche l'ipotesi di sanatoria sui contanti nonostante il precedente del 2016.

LA QUANTIFICAZIONE
Ma quanto potrebbe fruttare un'operazione del genere? Di nuovo, sono decisive le condizioni con cui sarà eventualmente portata all'attenzione dei contribuenti. Era stato l'attuale procuratore di Milano Francesco Greco - tempo fa - a quantificare in 150 miliardi l'importo in contanti presumibilmente affidato dagli italiani alle cassette di sicurezza. Dopo la rottamazione ter e il saldo e stralcio la Lega stra comunque accarezzando una serie di nuove sanatorie, che però potrebbero prendere la forma di veri condoni. La differenza sta nel fatto che nel secondo caso chi aderisce può contare anche di un forte abbattimento della somma dovuta a titolo di imposta, oltre che di sanzioni e interessi.
 
Giovedì 13 Giugno 2019, 07:32 - Ultimo aggiornamento: 13-06-2019 13:30
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