Eccidio nazista di Vinca, il presidente tedesco Steinmeier davanti a Mattarella: «Provo solo vergogna, chiedo perdono»

Eccidio nazista di Vinca, il presidente tedesco Steinmeier davanti a Mattarella: «Provo solo vergogna»
Lontano per un giorno, solo fisicamente, dalle questioni romane e dalla crisi in corso, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella coglie l'occasione di un anniversario pesante - i 75 anni dall'eccidio nazista di Vinca a Fivizzano (Massa Carrara) nell'agosto 1944, 173 vittime tra i civili (ma oltre 400 in Lunigiana in quel periodo) - per ridare slancio ai valori fondanti di ogni moderna democrazia europea, lanciando un monito e mettendo in guardia dai rischi dell'oblio, che potrebbe far dimenticare gli abissi del nazismo e del fascismo da cui Germania e Italia sono risaliti nei decenni. Un discorso in cui il Presidente attinge dalla storia ma che irrompe nell'attualità dove sembra di temere il rischio dell'avanzamento di istanze regressive e disgregatrici. «La nostra democrazia, i nostri valori di libertà - ha detto il Presidente - si fondano proprio a partire dal sangue versato da innocenti e dal conseguente commosso grido dei padri fondatori dell'Europa, mai più guerre, mai più lutti».

«Mai più è la consegna - ha ammonito - che deve accompagnare ogni giorno il nostro essere cittadini, i comportamenti della vita quotidiana» perché «la storia ci insegna che, di fronte alla barbarie, interi secoli di civiltà possono essere annientati in un istante». Un richiamo netto, quello di Mattarella, contro il nazismo e il fascismo. Ma anche un rinnovato, nobile, assist al valore dell'Europa unita. Inpiù c'è il dovere di dare un segnale istituzionale evidente: evitare fughe indietro nella storia. Il Presidente invita a praticare «memoria e verità» che «sono alla base delle democrazie», puntualizzando che le stragi di civili lungo la linea Gotica, furono azioni di «disumanità e terrorismo di Ss e brigatisti neri repubblichini» insieme.

Tuttavia, Mattarella rende merito ai popoli di Germania e Italia di aver «saputo riprendere in mano il proprio destino e risalire gli abissi» del nazifascismo, contribuendo a costruire l'Unione Europea, uno dei più grandi spazi di libertà al mondo. Se accedessimo alla tesi dell'oblio - avvisa - rischieremmo di dimenticare che in quei drammi affondano le radici e le ragioni del lungo percorso che, attraverso la lotta in Europa contro il nazifascismo, attraverso la Resistenza, con il recupero dei valori democratici e di libertà, ci ha portato alle nostre Costituzioni e al successivo percorso di integrazione europea
».

Un discorso che riporta ai fondamentali della Costituzione e della nascita della stessa Ue. A Fivizzano c'era anche il presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier.
«È difficile parlare qui, ai superstiti e discendenti dell' eccidio di Vinca - ha detto parlando in italiano - Oggi da presidente federale tedesco sono davanti a voi e provo solo vergogna, vi chiedo perdono per i crimini perpetrati per mano tedesca, la nostra responsabilità è senza fine». 

Anche Steinmeier ha parlato di Europa e dei pericoli che potrebbero minarla:
«La nostra comune Europa poggia su una promessa: mai più nazionalismo sfrenato, mai più razzismo, mai più denigrazione e violenza. Dobbiamo lottare per la libertà e la democrazia, per i diritti dell'uomo e dell'umanità». Punto di partenza, una «memoria condivisa».
Domenica 25 Agosto 2019, 20:52 - Ultimo aggiornamento: 26 Agosto, 11:27
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2 di 2 commenti presenti
2019-08-26 07:06:20
Parole che entrano negli animi. Ognuno dovrebbe sentirsi fiero di vivere in un’Europa senza guerre e in due Paesi presieduti da persone di questo calibro, due che stigmatizzando gli orrori del passato spronano a perseguire la strada maestra di un’ Europa sempre più unita e tesa al futuro.
2019-08-25 22:31:50
ma se i tedeschi hanno fatto i conti con la loro storia nazista annichilendola perchè noi italiani abbiamo ancora questo stucchevole ed imbecille problema dei nostalgici del fascismo che portò alla rovina il paese ? w il 25 aprile, w l'italia repubblicana, w la costituzione italiana.

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