Elezioni, Berlusconi: «Senza Fi il centrodestra non potrà governare»

Sabato 2 Ottobre 2021 di Corrado Castiglione
Elezioni, Berlusconi: «Senza Fi il centrodestra non potrà governare»

Presidente Berlusconi, come sta? Allora è pronto per tornare a Roma?
«Sì, credo sia davvero giunto il momento di tornare a Roma. Mi sento meglio, anche se naturalmente saranno i medici a darmi il via libera definitivo. Però le cose da fare sono tante e questi mesi di attività limitata mi sono pesati molto. La mia assenza non ha certamente fatto bene a Forza Italia, ma i nostri dirigenti hanno svolto un lavoro eccezionale che sta producendo risultati importanti anche sul piano elettorale».

Intanto il centrodestra non sembra godere di buona salute. La campagna elettorale ha confermato fibrillazioni e divisioni. Quale risultato si aspetta dalle amministrative?
«Sono abituato a dare il peso che meritano – cioè nessuno - alle fibrillazioni da campagna elettorale. Dalle amministrative non mi aspetto altro, se non di veder premiato il modello di buongoverno del centro-destra. Non bisogna mai commettere l’errore di considerare le amministrative come se fossero un grande sondaggio sugli equilibri politici nazionali».

La scelta dei candidati nel suo schieramento ha fatto riemergere problemi di selezione della classe dirigente: non trova?
«Il vero problema è che – non volendo candidare politici di professione – è sempre più difficile trovare esponenti qualificati della società civile disposti a lasciare il loro lavoro per scendere in campo in politica. Questa è una conseguenza diretta dell’impopolarità della politica, della sfiducia nella possibilità di cambiare davvero le cose e del continuo rischio di incidenti giudiziari per chiunque abbia responsabilità pubbliche. Con queste premesse, selezionare dei buoni candidati era davvero difficile. Ma ci siamo riusciti». 

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Liste cancellate e tensioni: come vede a Napoli la corsa ad ostacoli di Maresca?
«La vedo come una opportunità per una città che amo e che è un simbolo dell’Italia nel mondo. Proprio per questo soffro nel vederla degradata per tanti aspetti. Catello Maresca è un magistrato di valore, un moderato svincolato dai partiti. Offre ai napoletani l’occasione di liberarsi davvero della pesante eredità di tanti anni di giunte di sinistra, che De Magistris e i suoi hanno ancora aggravato. Forza Italia ha messo in campo una lista profondamente rinnovata, guidata da un illustre cattedratico, il prof. Perrone Filardi, un medico di fama internazionale che ha voluto mettere a disposizione di Napoli la sua competenza e la sua passione. Mi aspetto un ottimo risultato. Certo, l’esclusione di alcune liste non è mai una buona cosa per la democrazia».

Degli amici del centrodestra (Landolfi e Laboccetta) che hanno fatto l’endorsement per Bassolino lei cosa pensa?
«Rispetto le opinioni di tutti ma naturalmente non le condivido. Ho avuto occasione di lavorare con il sindaco Bassolino all’epoca del G7 a Napoli. Una persona stimabile ma lontanissima dalle nostre idee e dalla nostra visione della città. Del resto le sue amministrazioni al di là dell’immagine hanno lasciato tanti problemi irrisolti». 

Cosa la spinge a credere nella tenuta di Forza Italia a questa tornata elettorale nelle grandi città?
«Io credo nel successo delle nostre liste. Forza Italia è qualcosa di unico, di insostituibile in Italia e nell’ambito del centro-destra. Siamo i soli ad essere coerentemente liberali, cristiani, europeisti, garantisti. Senza noi e le nostre idee non esisterebbe un centro-destra vincente e di governo né nelle città, né a livello nazionale. E poi abbiamo selezionato candidati di qualità, che uniscono cultura, professionalità, competenza amministrativa e passione civile».

A chi la dà in corsa per il Quirinale lei cosa risponde? 
«Che non parlo di Quirinale – e non me ne occupo – fino al giorno in cui il Presidente Mattarella non avrà esaurito il suo mandato».

Come giudica l’azione di Draghi? Lei da tempi non sospetti, proprio in un’intervista al Mattino, lo aveva individuato come il timoniere capace di portare il Paese fuori dalle secche: ne è ancora convinto? Eppure ci sono segnali per una tassazione sulle case cui lei è sempre stato contrario.
«Abbiamo detto con chiarezza assoluta che fino a quando saremo al governo non ci sarà alcuna nuova tassa sulla casa. Del resto, con il presidente Draghi la collaborazione è ottima e i risultati sono positivi; come ha detto lo stesso Draghi la ripresa in atto esclude ogni necessità di ricorrere a nuova tassazione. Proprio questo dimostra la necessità assoluta di continuare su questa strada senza interruzioni fino al 2023».

Quale futuro sogna per l’Italia che verrà dopo l’era Covid?
«Sogno un Paese che si sia buttato alle spalle non solo i lockdown e le mascherine, ma anche e soprattutto le tre croniche emergenze: l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica e l’oppressione giudiziaria. E che finalmente, dopo 160 anni dall’unità Nazionale, abbia risolto la questione meridionale». 

A proposito di sogni. Al suo Monza la promozione, ai rossoneri la Champions e al Napoli il tricolore: firmerebbe?
«Firmo subito! Il Napoli, il Milan e il Monza – per motivi diversi – lo meriterebbero tutti». 

 

Ultimo aggiornamento: 17:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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