Giorgia Meloni, bollette, appello contro la speculazione: «Crisi energetica è una questione europea». E incontra Cingolani

Meloni, bollette, appello all'unità dell'Europa: «Crisi energetica è una questione europea»
Meloni, bollette, appello all'unità dell'Europa: «Crisi energetica è una questione europea»
Martedì 4 Ottobre 2022, 16:06 - Ultimo agg. 21:46
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Giorgia Meloni ha incontrato alla Camera il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: il problema dell'energia, e dei costi legati all'energia, è uno dei nodi da sciogliere più complessi per il governo che sarà. Ecco perché Meloni ha fatto sapere che da giorni è al lavoro per sbrogliare la questione del caro bollette. E su questo, Cingolani si sta rivelando un preziosissimo alleato al punto che potrebbe non passare il testimone e rimanere, invece, al suo posto. Le parole chiave delle dichiarazioni rilasciate oggi da Meloni attraverso una nota sono "interesse nazionale" e "mercato unico europeo": espressioni solo apparentemente in contrasto. Nella sua nota, condivisa anche su Facebook, c'è l'attacco alla Germania e, al contempo, l'appello all'Europa, perché si riesca a dare una risposta corale alla crisi energetica. 

«Azioni di singoli Stati tese a sfruttare i propri punti di forza rischiano di interferire nella competitività delle aziende e creare distorsioni nel mercato unico europeo. La crisi energetica è una questione europea e come tale deve essere affrontata». Meloni ricorda che «FdI e i Conservatori europei da sempre sostengono che il vero compito dell’Unione europea dovrebbe essere quello di gestire le grandi sfide continentali difficilmente affrontabili dai singoli Stati membri».

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«Sosterremo in Europa ogni azione volta a contrastare i fenomeni speculativi e gli ingiustificati aumenti del costo dell’energia e appoggeremo ogni iniziativa condivisa di concreto aiuto a famiglie e imprese», ha aggiunto.

Cingolani, dal canto suo, raccomanda continuità tra l'esecutivo uscente e quello entrante: «Mi sto impegnando fortemente per passare tutto quello che stiamo facendo anche al futuro governo, su questa cosa ci deve essere una continuità dell'Italia al livello internazionale nella speranza di non perdere neanche un giorno nel passaggio. Non si deve perdere nemmeno un giorno nel passaggio e ho trovato molta ricettività dall'altra parte».

«È necessario ribadire ancora una volta che la soluzione non è nazionale, è europea. Bisogna trovare tutti insieme un tetto massimo al prezzo del gas, senza furbizie e senza egoismi perché altrimenti si va letteralmente a sbattere. Le famiglie e le imprese si attendono risposte chiare e queste possono arrivare soltanto se l'Europa agisce come un corpo solo». Lo ha detto Luca Ciriani di Fdi parlando a Porta a Porta. 

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Gas, cosa dice Cingolani sul tetto nazionale al prezzo: «È suicidio»

«Nel caso dell'Italia sarebbe difficilissimo» imporre un prezzo nazionale, «sarebbe un suicidio energetico». Lo ha detto a Porta a Porta il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. «Se mettessimo un prezzo al nostro gas, se lo comprerebbero tutti i colleghi europei - ha spiegato il Ministro - Noi siamo interconnessi con mezza Europa. Noi daremmo la differenza agli operatori che l'energia la devono pagare al prezzo sancito dalle borse, e loro usufruirebbero del nostro sforzo per pagare l'energia di meno».

«La Germania ha dichiarato di mettere 200 miliardi, che nessuno ha ancora visto, per fare una mitigazione dei costi, è esattamente quello che abbiamo fatto noi con i 66 miliardi messi negli ultimi 12 mesi. La Spagna ha messo un tetto nazionale al prezzo del gas, ma lo ha fatto perché è un Paese energicamente isolato. Nel caso dell'Italia sarebbe difficilissimo, sarebbe addirittura un suicidio energetico. La Francia, prima ha contingentato una parte dell'energia nucleare, poi ha aumentato questa quantità e di fatto ha dovuto nazionalizzare Edf», ha spiegato Cingolani.

La questione dei tre mesi 

Se l'Europa approverà le misure di contenimento del prezzo del gas alle quali l'Italia sta lavorando, «genericamente chiamate price cap», per vedere scendere le bollette di luce e gas «credo che nella migliore delle ipotesi ci vorranno due o tre mesi», ha detto Cingolani. «Nell'ipotesi che vengano approvate queste misure alle quali stiamo lavorando - ha spiegato il ministro -, queste devono diventare una norma europea. Dodichè gli stati europei la recepiscono e la applicano». Ed è evidente che il ministro ne abbia parlato nei giorni scorsi con Meloni.

Perché sabato scorso, a Milano, Meloni aveva ascoltato il videomessaggio di un agricoltore che esponeva le sue difficoltà e lei gli ha risposto spiegando che ci vorranno almeno tre mesi per raffreddare i prezzi. «Stiamo lavorando solo su questo adesso - aveva risposto la leader di FdI - prevalentemente su questo. Se anche questi provvedimenti, sui quali alla fine sono mediamente meno pessimista oggi, se anche arrivassero, impatterebbero sulle bollette tra qualche mese, diciamo tre mesi. Bisogna capire invece come affrontare questi tre mesi, che è invece la materia sulla quale stiamo prioritariamente lavorando noi ora». Sul rapporti con l'Europa aveva spiegato: «La materia europea è dirimente perché noi non possiamo pensare che continuiamo a regalare soldi alla speculazione all'infinito, non ce li abbiamo. Quindi il tema europeo è fondamentale, io sono in contatto ogni giorno con il governo uscente per cercare di capire poi qual è il punto di caduta».

Interesse nazionale e spirito di comunità. Insiste su questo tasto maggioritario, larghissimo, la leader di FdI anche nel suo messaggio dedicato al 4 ottobre, la festa di San Francesco. In occasione di questa festività il Capo dello Stato Sergio Mattarella si è recato ad Assisi. Meloni ha scritto che «la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella ad Assisi e l'offerta dell'olio da parte della Conferenza episcopale italiana per omaggiare gli italiani che durante la pandemia hanno messo la loro vita al servizio degli altri ci ricordano l'importanza di quel forte senso di comunità che unisce la Nazione. Da qui e dalla necessità di concorrere tutti, pur nelle differenze, all'interesse nazionale è necessario ripartire per affrontare le difficili sfide che l'Italia ha davanti». 

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