Tumore all'endometrio, ok dal ministero: arriva il test per la diagnosi precoce

di Ciriaco M. Viggiano

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Si chiama Medea e ha ricevuto il brevetto industriale dal Ministero dello Sviluppo economico: uno screening per individuare precocemente il carcinoma endometriale e avviare la diagnosi di una delle neoplasie più diffuse dell’apparato genitale femminile. È una proposta rivoluzionaria, tutta "made in Sud", quella firmata da Jacopo Troisi, Giovanni Scala e Maurizio Guida e sviluppata nei laboratori situati all’interno della fondazione EBRIS in collaborazione con i Dipartimenti di Farmacia e di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria dell’università di Salerno diretti rispettivamente da Pietro Campiglia e Mario Capunzo.

Per effettuare il test occorre una semplice puntura digitale. Al momento, questa invenzione è la prima nel suo genere, visto che oggi non esiste alcun sistema di screening precoce. Eppure una diagnosi tempestiva è indispensabile per curare efficacemente il carcinoma endometriale. Con l’individuazione in fase iniziale basterà l’intervento chirurgico, con possibilità di sopravvivenza superiori al 90-95% e senza necessità di chemioterapia. Al quarto stadio, invece, la sopravvivenza scende a circa il 15%. Al momento, Medea sta seguendo il protocollo per la validazione scientifica. Nel frattempo, ad aprile 2017 è stata stipulata una convenzione con la sezione di Avellino della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) e, grazie al presidente Mario Belli e al professor Maurizio Guida, è partita la sperimentazione.

Lo studio prevede l'arruolamento di circa 2mila donne. Le volontarie possono recarsi gratuitamente presso la sezione di Avellino della Lilt ed eseguire la puntura digitale e una breve raccolta di dati. Essendo un trial clinico, non viene emessa una diagnosi ma, se il test risulta positivo, le pazienti vengono invitate ad eseguire ulteriori accertamenti. E per chi si sottopone allo screening c'è un vasetto di miele biologico in regalo. «È una iniziativa di cui siamo molto orgogliosi e che verificherà il perfetto funzionamento del test – sottolineano gli inventori Giovanni Scala e Jacopo Troisi - Lo studio si concluderà nel 2019. Intanto è già avviato l’iter per estendere il brevetto anche all’estero».

Insomma, scienziati in prima linea contro il più diffuso tumore dell'apparato genitale femminile. In Europa si registrano circa 90 mila casi di carcinoma endometriale ogni anno, di cui circa 8-10 mila in Italia. Nel 2017, negli Stati Uniti sono stati diagnosticati 61.380 casi con quasi 11mila decessi e un’incidenza che aumenta di circa l’1% l’anno tra le donne bianche e di oltre il 3 nelle donne afro-americane. Generalmente, questo tumore si presenta soprattutto tra i 55 ed i 65 anni ed è molto raro che insorga prima della menopausa. Si associa a obesità, diabete, ipertensione, età precoce del menarca, terapia estrogenica per il trattamento della menopausa e al fatto di non aver avuto una gravidanza: situazioni oggi molto diffuse tra le donne.
Lunedì 26 Febbraio 2018, 16:22 - Ultimo aggiornamento: 27-02-2018 10:27
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