Venezuela, i dati sconfortanti dei missionari, la gente soffre ormai la fame

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano  - Le newsletter che arrivano in Italia dai missionari cattolici che sono in Venezuela confermano il recente studio economico realizzato da Bloomberg che colloca per il quarto anno consecutivo il Paese latinoamericano al primo posto tra le economie più povere su 66 nazioni oggetto della ricerca. La preoccupazione per la crisi economica e sociale si rispecchia nei numeri. La povertà per reddito è all'87% e in un contesto iperinflazionistico come quello venezuelano tutte le famiglie sono al di sotto di una soglia di povertà. Il 39% della popolazione studentesca in un range di età tra i 3 e  i 17 anni, salta le lezioni per carenze nel servizio idrico (19%), blackout (11%), mancanza di cibo in casa (12%), trasporto (9%), scioperi (6%).

Circa 8,2 milioni di venezuelani consumano due o meno pasti al giorno, e sono pasti di scarsa qualità. Non solo: 6 venezuelani ogni 10 hanno perso circa 11 kg di peso l'anno scorso a causa della fame, e come sempre i più vulnerabili sono i più colpiti. Il 68% della popolazione non ha accesso ai servizi sanitari. I peggiori risultati di mortalità materna in America dal 1998. L'arcivescovo di Caracas, il cardinale Jorge Urosa Savino è tornato a parlare con preoccupazione dell'emergenza sociale che sta vivendo il Paese: «Invece di continuare a progredire nella conquista assoluta del potere il governo dovrebbe preoccuparsi di fare in modo che i bambini non muoiano negli ospedali e che non ci siano bambini malnutriti, né che le persone muoiano per aver mangiato manioca avariata».
 
Lunedì 5 Marzo 2018, 12:56 - Ultimo aggiornamento: 05-03-2018 14:07
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