Roma, donna muore in casa a Marconi: si indaga sul compagno

Alcune cose nel racconto fatto dall’uomo non tornano, si scava nel suo passato violento

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Emiliano Bernardini e Marco De Risi
Marconi, muore in casa a 49 anni: si indaga sul compagno

«Correte, la mia compagna non risponde più. Penso stia male, forse è morta. Fate presto mandate un’ambulanza in via Baccio Baldini». La telefonata al 112 arriva intorno alle 13 di ieri. Dall’altro capo del telefono la voce di un uomo che in modo concitato chiede aiuto. La chiamata viene immediatamente girata al 118. Dopo qualche minuto l’ambulanza giunge in quella via che costeggia la stazione di Trastevere, una intersezione con via Portuense, all’altezza di piazzale della Radio, che sfocia su via Antonio Pacinotti a poche centinaia di metri dal ponte dell’Industria. Al civico dal quale viene la richiesta di auto si accede tramite una piccola rampa che immette su un cortile interno su cui si affacciano palazzoni a otto-nove piani. 

GLI INTERROGATIVI

All’arrivo la scena che si trovano di fronte i medici del 118 è questa è questa: la ragazza classe 1981 è distesa supina sul letto con i vestiti ancora in dosso. Sul corpo non ci sarebbero tracce evidenti di violenza o lesioni. Né sangue né ecchimosi. Tentano subito una rianimazione ma senza successo. Alla fine anche loro si devono arrendere e constatare il decesso. Ai soccorritori, da subito, però qualcosa in quella scena e soprattutto è il racconto dell’uomo, che si contraddice di continuo, a far sorgere diversi sospetti. Ecco perché chiamano la polizia. E così quella morte si tinge immediatamente di giallo. Sul posto anche la scientifica per analizzare la stanza per cercare di capire qualcosa in più. Eh già perché anche nel racconto che fa il ragazzo sembrerebbe che qualcosa non torni. Si contraddice, risponde a monosillabi. Spesso fa fatica a parlare. Non essendoci tracce evidenti di violenze sarà l’autopsia a chiarire come è morta la donna. La polizia ha il sospetto che quella sia la scena di un omicidio. Sul posto è arrivato anche il magistrato. Anche lo stato in cui versava la casa faceva venire il sospetto che ci fosse stato un violento litigio.

AUTOPSIA DECISIVA

L’uomo, che lavora saltuariamente come fattorino ed è dedito all’uso di droghe, è stato portato al commissariato di San Paolo ed è ascoltato per tutta la notte. Come detto il suo racconto ha parecchie falle. Gli inquirenti fanno fatica a credere a quello che racconta. E scavando di più nel suo passato gli inquirenti hanno scoperto che il convivente in passato aveva fatto abuso di sostanze stupefacenti e soprattutto negli archivi sono state trovate vecchie denunce della donna per maltrattamenti. Insomma la 41 enne in passato aveva subito delle violenze dal convivente. Un particolare che ha insospettito ancora di più gli agenti che sospettano che in seguito all’ennesima lite si sia consumata la tragedia. Da capire se sia stato l’uomo ad ucciderla magari soffocandola con il cuscino o tramite un colpo che possa aver creato una emorragia interna. Sarà l’autopsia a chiarire il giallo.
 

Ultimo aggiornamento: 14:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA