Scavi ad Albanella su ordine dell'Antimafia:
è caccia ai rifiuti tossici sulle colline

Lunedì 30 Novembre 2020 di Katiuscia Stio

Cadaveri o rifiuti tossici? C'è ancora il massimo riserbo sull'attività di scavo che nelle ultime 36 ore si è svolta a Bosco Camerine, sulle colline di Albanella al confine con Castelcivita e Roccadaspide. Le indagini, con l'ausilio del comando vigili del fuoco del distaccamento di Eboli, coordinata dai carabinieri del comando compagnia di Agropoli e del reparto operativo speciale presso il comando provinciale di Salerno, fino a questo momento hanno dato esito negativo in ordine alle ricerche di eventuali corpi di reato che potrebbero essere stati interrati nella zona oggetto di investigazione.

Secondo le prime indiscrezioni trapelate da ambienti vicini alla direzione distrettuale antimafia di Salerno, che coordina le indagini in loco, indagine ancora top secret, l'intera attività di scavo e di perlustrazione avrebbe avuto origine dalle rivelazioni di un nuovo collaboratore di giustizia, il cui nome resta ancora coperto per ovvie esigenze investigative e di sicurezza. Gli inquirenti, sempre secondo indiscrezioni, sarebbero alla ricerca delle prove di un traffico nazionale di rifiuti altamente tossici e pericolosi per la salute umana. Il traffico, risalente alla fine del primo decennio degli anni 2000 e agli inizi del secondo decennio, riguarderebbe una quantità enorme di rifiuti non solo derivanti da lavorazioni industriali ma anche da attività di smaltimento legata al settore chimico ed energetico. 

Gli inquirenti avrebbero raccolto le dichiarazioni del collaboratore di giustizia che avrebbero consentito di avviare una serie di attività investigative su tutto il territorio regionale. E tra queste località anche Bosco Camerine, che ospita anche un'Oasi del Wwf, si trova a ridosso di una collina che rappresenta, dal punto di vista logistico, una zona idonea ad occultare ingenti quantità di rifiuti illeciti. Le operazioni di scavo degli inquirenti sono ancora in corso e presumibilmente proseguiranno nei prossimi giorni all'interno di tutta l'area circoscritta dai primi rilievi effettuati nel mese di ottobre. 

Durante le prime ore dell'attività di scavo e rilievo topografico era circolata la voce, sempre più insistente, di un'indagine investigativa finalizzata alla ricerca di resti umani, forse vittime di lupara bianca. La stessa area fu già oggetto di analoga iniziativa giudiziaria sul finire degli anni 90 del secolo scorso, dopo che la locale Dda aveva raccolto le rivelazioni di numerosi pentiti di camorra, molti dei quali originari di Albanella, Altavilla e Postiglione. Nei prossimi giorni se ne saprà di più, anche perché la mole di uomini e mezzi utilizzata per gli scavi e per i rilevamenti a Bosco Camerine è stata tale da non passare inosservata dai cittadini e residenti che, ritornando indietro con la memoria, hanno ricordato gli anni più bui per lo strapotere camorristico anche a sud di Salerno.

Non a caso, a poche centinaia di metri dalla località oggetto della nuova indagine, il 19 maggio 1979 venne tratto in arresto il capo della nuova camorra organizzata, Raffaele Cutolo, che in questa zona stava trascorrendo il suo unico periodo di latitanza dorata dopo aver messo in scena una clamorosa evasione dall'ospedale psichiatrico di Aversa.
 

Ultimo aggiornamento: 14:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA