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Amalfi, a giudizio vicesindaco e tecnico
per la frana che divise in due la Costiera

Giovedì 9 Giugno 2022 di Petronilla Carillo
Amalfi, a giudizio vicesindaco e tecnico per la frana che divise in due la Costiera

Si chiamano coincidenze. Nel giorno in cui Amalfi tira un sospiro di sollievo per la tragedia sfiorata con l’ennesima frana, per fortuna a mare e senza feriti, in cittadella giudiziaria, al terzo piano, dinanzi al gup D’Agostino, è stata discussa l’udienza preliminare che vede coinvolti due dei tre indagati per la frana del 2 febbraio dello scorso anno: il vicensindaco Matteo Bottone (difeso dall’avvocato Walter Vecchi) e l’ingegnere responsabile del settore Innovazione e Ambiente, Pietro Fico. Entrambi sono stati rinviati a giudizio. Stralciata la posizione dell’altro tecnico, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Giuseppe Caso. E non mancano le curiosità: non si sono costituite parti civili i tre residenti della villetta che rimase in bilico dopo il crollo del costone Vagliendola. 

Cooperazione nel delitto colposo per frana e danno. Sono questi i titoli di reato che la procura di Salerno ha riconosciuto al vicesindaco di Amalfi e a due tecnici del Comune per la frana di febbraio dello scorso anno, frana che divise per mesi, in due, la Costiera amalfitana. Ed è questa l’accusa discussa ieri dinanzi al giudice per le indagini preliminari. Secondo le accuse (ricordiamo che gli indagati sono tre ma una delle posizioni è stata stralciata) gli indagati avrebbero colpa nella frana in quanto non si sarebbero attivati tempestivamente per «individuare computamente le cause dell’evidente avvallamento, a loro noto, della pavimentazione pedonale di via Annunziatella». Secondo quanto rilevato proprio dai carabinieri nel corso di quelle indagini, sarebbero state diverse le segnalazioni fatte dai cittadini e tecnici interessati ai lavori fin dal 6 novembre del 2020. E non solo. Il 5 ottobre del 2020 il vicesindaco Bottone eseguì anche un sopralluogo assieme a due geologi in quanto uno di quegli avvallamenti aveva causato «visibili fratture lungo la base del prospetto principale dell’abitazione della famiglia Cobalto». Agli atti del fascicolo, la stessa famiglia, ha anche fornito le fotografie delle lesioni. In quella circostanza, fa presente la procura, nessuno dei tre si sarebbe adoperato «al fine di risolvere le segnalate criticità che determinavano l’evento franoso del costone Vegliandola di Amalfi all’altezza della strada comunale di via Annunziatella i cui detriti inondavano la Statale 163 all’altezza della galleria di via Matteo Camera e della sottostante via lungomare dei Cavalieri». 

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Intanto i carabinieri della compagnia di Amalfi, diretta dal capitano Umberto D’Angelantonio, relativamente all’evento di martedì, dopo il sequestro del costone hanno approfondito alcuni aspetti con l’ausilio dei vigili del fuoco del distaccamento di Maiori e i tecnici del Comune di Amalfi. È stato così che si è potuto accertare che non ci sono stati lavori edilizi alla villetta che avrebbero potuto causare il crollo dei terrazzamenti, neanche interventi per agevolare la discesa a mare. Intanto, per motivi precauzionali, il sindaco Daniele Milano ha ieri firmato una ordinanza con cui si dispone l’interdizione dell’intera proprietà (villa e aree esterne) attigua alla frana, ordinandone la messa in sicurezza. Quindi che la stessa proprietà, di un cittadino straniero, e l’Anas effettuino, per quanto di competenza, le verifiche per garantire il pieno ripristino della circolazione nel sovrastante tratto della statale 163 “Amalfitana” che, al momento e a solo scopo precauzionale, è regolata da senso unico alternato regolato da impianti semaforici. I militari dell’Arma, invece, hanno trasmesso tutti gli atti in procura a Salerno per i provvedimenti del caso. Anche se a questo fascicolo potrebbe presto essere aggiunta anche una relazione tecnica commissionata dal Comune di Amalfi che ha dato incarico a un geologo di fiducia per la verifica geostatica dell’area interessata dal distacco per ripristinare le condizioni di sicurezza.

Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 22:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA