«Droga business d’oro
per i clan in cartello»

di Petronilla Carillo

«È la droga il vero affare dei clan. Attraverso la cocaina, soprattutto, si riciclano i soldi guadagnati illecitamente negli anni passati e si produce reddito sempre maggiore perché la domanda è sempre più in crescita». Non ha dubbi su questo il comandante provinciale dei carabinieri di Salerno, colonnello Antonino Neosi. 

Colonnello, proprio di recente l’Arma, assieme alla polizia di Stato, ha inflitto un bel colpo ai signori della droga...
«È stata una indagine importante, portava avanti bene soprattutto perché tra noi esponenti della forze dell’ordine c’è una perfetta collaborazione. E questo, a mio avviso, ci consente di ottenere risultati sempre più importanti. In quest’ultimo caso abbiamo colpito i fornitori, abbiamo portato alla luce una serie di accordi raggiunti tra le diverse fazioni in nome del guadagno. Il commercio della droga è più fruttifero di altri per due motivi: perché sono i clienti a cercare lo spacciatore e non l’esponente del clan a dover cercare il soggetto, ad esempio, da mettere sotto estorsione; quindi perché il cliente non denuncerà mai il suo pusher».

Molto spesso dalle forze dell’ordine arriva l’appello ai cittadini a denunciare. Lei che ha una visione completa della situazione su tutto il territorio provinciale, perchè la presenza dei carabinieri è capillare, ritiene che i salernitani denuncino abbastanza?
«No. Credo che si denuncino soltanto alcune tipologie di reato. Un furto in abitazione, ad esempio. Una rapina. Magari si arriva anche a denunciare un usuraio o un estorsore ma non basta. Bisogna denunciare tutte le illegalità, in qualsiasi forma esse si manifestino. Anche un abuso edilizio, per fare un esempio banale. Invece questo non avviene...».
Domenica 21 Aprile 2019, 08:15
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP