«Siamo come i serpenti»,
caseificio sotto inchiesta per frode

Venerdì 26 Luglio 2019 di Petronilla Carillo
«Siamo come i serpenti: capaci di cambiare pelle e di adeguarci a norme e necessità». Probabilmente è proprio con queste parole, che utilizzavano come «motto», che gli organizzatori della maxifrode portata allo scoperto dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Padova, avranno convinto anche due imprenditori del salernitano finiti nelle maglie dell’inchiesta «Serpente 4.0». Nel mirino della procura di Padova ci sono (infatti) anche due importanti aziende del Salernitano: una di Altavilla Silentina (ma di fama regionale) che produce prodotti caseari; e l’altra specializzata nella produzione di mangimi per bovini, di Eboli.
 

Gli amministratori di queste aziende sono tra i 212 indagati sparsi in tutta Italia e che avevano rapporti con la società Eidon Lab (di Padova, appunto), ente privato di ricerca accreditato presso il ministero dell’Istruzione. Secondo quanto scoperto dai militari del colonnello Fabio Dametto, gli amministratori della società di ricerca(due italiani ed un austriaco) avrebbero messo in piedi un complesso sistema di frode fiscale che avrebbe comportato un buco nelle casse dello Stato di oltre 45 milioni di euro per agevolazioni fiscali concesse su progetti inesistenti. Una inchiesta di ampio spettro che, nel corso delle indagini, ha interessato ben settanta reparti della guardia di finanza, e 38 province italiane: oltre a Salerno e Padova ieri sono stati notificati gli avvisi di garanzia anche ad amministratori, rappresentanti legali e consulenti di altrettante società, di Alessandria, Ancona, Arezzo, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Como, Cuneo, Fermo, Frosinone, Gorizia, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Napoli, Pavia, Perugia, Pistoia, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza. Ultimo aggiornamento: 06:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA