Ventisei migranti morte, il pm:
«Dieci anni ai due scafisti»

di Petronilla Carillo

Dieci anni in due e il riconoscimento solo di cinque omicidi su ventisei per l’impossibilità di provare che le ventisei donne raccolte cadavere dall’acqua del mare siano morte perché cadute dalla barcone che le trasportava. A carico dei due scafisti, arrestati nel novembre del 2017 a Salerno, al loro sbarco al porto, è stato dunque contestato ieri - pm D’Alitto e Valenti - il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di omicidio colposo per cinque delle 26 morti perché tanto prevede la legge in circostanze simili. A difendere i due scafisti, un egiziano ed un libico, gli avvocati Rosario Fiore e Vincenzo Sirica. Il gup Zambrano si è riservata la decisione per il prossimo febbraio.
Venerdì 11 Gennaio 2019, 06:35 - Ultimo aggiornamento: 11-01-2019 09:02
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1 di 1 commenti presenti
2019-01-11 14:42:00
che modo di fare giustizia questi magistrati italiani sono solo pecore che eseguono ordini, eleggono le leggi come pare e piace al capo dello statoe del CSM. Per ogni morto un ergastolo questo sarebbe giustoese volete dividere , ilperché lo sanno solo loro i giuristi , sarebbe 2ergastoli e mezzo ciascuno. 5 anni vuol dire che tra due anni tornano a casa con i soldi e le barche, saranno contenti i buonisti che proteggono gli scafisti.

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