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Omicron, la quarta dose di vaccino serve? La risposta degli anticorpi contro infezione e malattia grave, il primo studio in Israele

Il premier israeliano Naftali Bennett ha anticipato i primi risultati di uno studio preliminare condotto presso lo Sheba Medical Center di Tel Hashomerha

Martedì 4 Gennaio 2022 di Simone Pierini
Omicron, serve la quarta dose? Il primo studio in Israele e la (forte) risposta degli anticorpi

Omicron è il presente e corre veloce. In molti Paesi per contrastarla si sta accelerando sulla somministrazione del booster, o terza dose, in modo da riportare a livelli più alti la protezione che la nuova variante a mostrato di saper minare con il passare dei mesi. Ma l'occhio degli esperti (e dei governi) è costretto a guardare avanti a ciò che potrà accadere e cosa potrà servire per anticipare nuove ondate. In Israele, che sin dagli inizi della pandemia ha anticipato misure e azioni di contrasto al virus, è già partita la somministrazione della quarta dose del vaccino Pfizer per tutti gli over 60 quattro mesi dopo il richiamo booster. E i primi dati mostrano risultati confortanti. 

 

 

Quarta dose contro Omicron: lo studio

 

Uno studio condotto presso lo Sheba Medical Center di Tel Hashomerha ha scoperto che la quarta dose di vaccino anti-Covid aumenta di cinque volte gli anticorpi dopo una settimana dalla sua somministrazione. A riferirlo è stato il primo ministro Naftali Bennett, citando studi preliminari. «Una settimana dopo l'iniezione della quarta dose, sappiamo con maggiore certezza che è sicura ed efficace: c'è un aumento di cinque volte del numero di anticorpi nella persona vaccinata», ha detto Bennett ai giornalisti uscendo dal laboratorio del centro medico Sheva.

 

 

 

 

«Sappiamo con maggiore certezza che la quarta dose è sicura», ha aggiunto Bennett. «E molto probabilmente fare la quarta dose significa avere un aumento significativo della protezione contro l'infezione, l'ospedalizzazione e i sintomi gravi», ha concluso.

 

 

 

Il premier Bennett ha inoltre espresso grande soddisfazione per la immediata risposta al suo appello rivolto agli israeliani 'over 60' ad assumere il quarto richiamo del vaccino Pfizer, se siano trascorsi almeno quattro mesi dalla terza. «In un solo giorno - ha affermato - 100 mila israeliani si sono subito vaccinati o hanno almeno fissato un appuntamento. Si tratta di un grande successo». Ieri, fra quanti hanno ricevuto la quarta dose, vi è stato anche il direttore generale del ministero della sanità Nachman Ash. Finora, secondo il sito Ynet, la nuova dose 'booster' è stata somministrata a oltre 25 mila israeliani.

 

 

Quarta dose contro infezione e malattia

Bennett ha aggiunto che i dati raccolti finora dal Centro Medico Sheba sembrano indicare che la quarta dose garantisce una protezione «molto migliore» sia dai contagi sia dall'eventualità di ammalarsi in modo grave. «In parole povere - ha affermato - la quarta dose è sicura, e questo è certo. E, con probabilità molto elevata, funziona». «Per questa ragione - ha proseguito - mi felicito che, due giorni dopo che è stata offerta la possibilità di assumere una quarta dose, 100 mila israeliani si sono già iscritti per vaccinarsi. Ieri in 20 mila l'hanno già avuta». Bennett ha poi precisato che gli scienziati israeliani sono impegnati a studiare i dati «e poi li condividono con il resto del mondo». «La bufera dell'Omicron sta crescendo», ha avvertito. «L'ondata si sta sollevando e dobbiamo aspettarci decine di migliaia di contagi già nei prossimi giorni». Bennett ha dunque fatto appello agli israeliani perché si sforzino di proteggere le categorie più deboli («i bambini, gli adulti di oltre 60 anni, e quanti affetti da malattie croniche») e provvedano alla loro vaccinazione. «Non c'è più tempo da perdere», ha ammonito.

 

 

Stati Uniti, Cdc aggiorna linee guida

Negli Stati Uniti il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) ha aggiornato le linee guida indicando che le persone immunocompromesse possono ottenere una quarta vaccinazione contro il COVID-19. Il capo consigliere medico della Casa Bianca, il dottor Anthony Fauci, ha affermato che un quarto richiamo è una possibilità. «È concepibile che in futuro potremmo aver bisogno di un'iniezione aggiuntiva, ma in questo momento speriamo di ottenere un maggiore grado di durata della protezione dal booster», ha detto Fauci durante un briefing della Casa Bianca il 29 dicembre. «Faremo un passo alla volta, otterremo i dati dalla terza dose e poi prenderemo decisioni basate su dati scientifici».

 

 

Zaia: acceleriamo su quarta dose

In Italia oggi ad Agorà extra su Rai 3 l'epidemiologo Stefania Salmaso ha affermato che «la quarta dose che fanno in Israele, anche se non mirata in modo specifico sulla nuova variante comunque innalza le risposte anticorpali». E sul tema il primo esponente politico a prendere posizione è Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. «Spero che la storia vissuta con la terza dose in Italia non venga ripetuta per la quarta, abbiamo perso un mese e mezzo a favore degli anziani e per chi aveva concluso il ciclo da 6 mesi», ha affermato. «Faccio appello alle autorità - ha aggiunto - perché ci sia la coscienza che febbraio è dopodomani. Ricordiamo che c'è già chi ha fatto la prima dose un anno fa», ha concluso.

 

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Ultimo aggiornamento: 21:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA