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Vaiolo delle scimmie, cosa è? Dal mal di schiena all'eruzione cutanea: ecco i sintomi

Giovedì 19 Maggio 2022
Vaiolo delle scimmie, dal mal di schiena all'eruzione cutanea: cosa è, ecco i sintomi

Il vaiolo delle scimmie cosa è? Come si manifesta? Dopo l'allarme dello Spallanzani, con contagi in Italia, è giusto capire cosa sia questa malattia.

In genere non è grave e viene generalmente curato entro poche settimane. I sintomi con cui si manifesta sono soprattutto febbre, mal di testa e dolori muscolari e alla schiena: è possibile che in alcuni casi si presenti anche un'eruzione cutanea. Secondo le autorità internazionali, stanno aumentando i timori che il virus si sia diffondendo silenziosamente fuori dall'Africa centrale e occidentale dove si trova in genere.

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RAPPORTI SESSUALI - Le autorità sanitarie spagnole hanno ad esempio attivato un'allerta relativa al vaiolo delle scimmie (detto monkeypox) dopo che sono stati individuati otto casi sospetti a Madrid, attualmente in fase di analisi. Secondo quanto precisa El Pas, le autorità spagnole hanno attivato la fase di allerta dopo che sono stati segnalati alcuni casi in Portogallo e in Regno Unito. Tutti i casi sinora diagnosticati o sospetti, aggiunge il quotidiano, sarebbero stati riscontrati tra uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini.

 

 

I CONTATTI - Il vaiolo delle scimmie è una zoonosi silvestre - ovvero una malattia riguardante gli animali selvatici - con infezioni umane accidentali, che di solito si verificano nelle parti boscose dell'Africa centrale e occidentale. La malattia spesso si esaurisce con sintomi che di solito si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni, non è molto contagiosa tra gli uomini e si trasmette attraverso l'esposizione alle goccioline esalate e dal contatto con lesioni cutanee infette o materiali contaminati. I sintomi (tra cui febbre, mal di testa, dolori muscolari e eruzioni cutanee) possono essere lievi o gravi e le lesioni possono essere molto pruriginose o dolorose. 

Il periodo di incubazione del vaiolo delle scimmie è generalmente compreso tra 6 e 13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni. Il serbatoio dell'animale rimane sconosciuto, anche se è probabile che sia tra i roditori. Il contatto con animali vivi e morti attraverso la caccia e il consumo di selvaggina o carne di arbusti sono noti fattori di rischio. Esistono due famiglie di virus del vaiolo delle scimmie: quella dell'Africa occidentale e quella del bacino del Congo (Africa centrale). Sebbene l'infezione da virus del vaiolo delle scimmie dell'Africa occidentale a volte porti a malattie gravi in ;;alcuni individui, la malattia è solitamente autolimitante. E' stato documentato che il tasso di mortalità per la famiglia dell'Africa occidentale è di circa l'1%, mentre per quella del bacino del Congo può arrivare fino al 10%. Anche i bambini sono a rischio e il vaiolo delle scimmie durante la gravidanza può portare a complicazioni, vaiolo delle scimmie congenito o mortalità alla nascita. I casi più lievi di vaiolo delle scimmie possono passare inosservati e rappresentare un rischio di trasmissione da persona a persona. E probabile che ci sia poca immunità all'infezione in coloro che viaggiano o sono altrimenti esposti, poiché la malattia endemica è normalmente geograficamente limitata a parti dell'Africa occidentale e centrale. Storicamente, la vaccinazione contro il vaiolo ha dimostrato di essere protettiva contro il vaiolo delle scimmie. Sebbene un vaccino (MVA-BN) e un trattamento specifico (tecovirimat) siano stati approvati per il vaiolo delle scimmie, rispettivamente nel 2019 e nel 2022, queste contromisure, avverte l'Oms, non sono ancora ampiamente disponibili e le popolazioni di tutto il mondo di età inferiore ai 40 o 50 anni non beneficiano più della protezione offerta da precedenti programmi di vaccinazione contro il vaiolo.

L'OMS - A fare il punto è l'Oms in una nota in cui spiega che «a partire dall'11 maggio è stato intrapreso un ampio tracciamento dei contatti per identificare le persone esposte al rischio di contagio nelle strutture sanitarie, all'interno della comunità e nel volo internazionale» su cui il primo paziente ha viaggiato dalla Nigeria. Queste persone sono sotto monitoraggio e lo saranno per 21 giorni dalla data dell'ultima esposizione al caso. «Nessuno ha segnalato sintomi compatibili finora», spiega l'Oms. «Poiché il caso è stato immediatamente isolato ed è stato eseguito il tracciamento il rischio di trasmissione relativo a questo caso nel Regno Unito è minimo. Tuttavia, poiché la fonte dell'infezione in Nigeria non è nota, permane il rischio di una trasmissione in corso in questo Paese», chiosa l'Oms.

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L'Oms «non raccomanda alcuna restrizione per i viaggi e gli scambi commerciali con la Nigeria o il Regno Unito sulla base delle informazioni disponibili in questo momento», si legge in una nota. Il paziente identificato nel Regno Unito il 7 maggio era stato in Nigeria da fine aprile a inizio maggio e aveva soggiornato a Lagos e negli Stati del Delta. Ha sviluppato un'eruzione cutanea il 29 aprile ed è tornato nel Regno Unito il 4 maggio. Lo stesso giorno è andato in ospedale. Sulla base della storia del viaggio e dell'eruzione cutanea, si è sospettato subito il vaiolo delle scimmie e il paziente è stato immediatamente isolato. Il Monkeypox è stato confermato dal laboratorio dell'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (Ukhsa). Causato da un virus appartenente alla famiglia degli orthopoxvirus, il vaiolo delle scimmie può essere trasmesso per contatto o esposizione a droplet. Il periodo d'incubazione è 6-13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni. La malattia presenta sintomi che di solito si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni. Esistono due cladi di virus del vaiolo delle scimmie, il clade dell'Africa occidentale (quello rilevato nel caso Uk) e il clade del bacino del Congo (Africa centrale). Ai contatti del paziente Uk a rischio più elevato è stata offerta la profilassi post-esposizione con vaccinazione. Nel frattempo le autorità nigeriane sono state informate del caso, con tutti i dettagli. Quanto alla valutazione del rischio da parte dell'Oms, l'agenzia spiega che nel Regno Unito sono stati segnalati 7 casi di vaiolo delle scimmie e tutte queste infezioni d'importazione erano legate a una cronologia di viaggio da o verso la Nigeria. Nel 2021 si sono verificati anche 2 casi separati importati dalla Nigeria e segnalati dagli Usa.

 

 

Il Paese africano ha continuato a riportare casi: da settembre 2017 al 30 aprile 2022 sono state in tutto 558 le sospette infezioni, delle quali 241 confermate e i decessi sono stati 8. Nei primi 4 mesi del 2022 i casi sospetti sono stati 46, di cui 15 confermati e nessun decesso. «Nel presente caso, la fonte dell'infezione è attualmente sconosciuta e non si può escludere il rischio di un'ulteriore trasmissione in Nigeria», ribadisce l'Oms. Importazioni di vaiolo delle scimmie da un Paese endemico sono state documentate in 8 occasioni precedenti. «Qualsiasi malattia durante il viaggio o al ritorno da un'area endemica deve essere segnalata a un operatore sanitario», invita l'Oms che sottolinea anche «l'importanza dell'igiene delle mani». I sanitari che si occupano dei pazienti con vaiolo delle scimmie devono rispettare le precauzioni standard per il controllo delle infezioni da contatto e da droplet. Il tracciamento tempestivo dei contatti «è cruciale», indica infine l'agenzia. 

 

Ultimo aggiornamento: 13:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA